Matera 2019, cultura e futuro tra i Sassi

Scritto da Maurizia Ghisoni | aprile 1, 2019 0

Panorama notturno

Lo sapete ormai tutti, il 2019 è l’anno di Matera Capitale Europea della Cultura, maxi evento che fa della Città dei Sassi una star internazionale,  il segreto meglio conservato d’Italia, come la definisce il New York Times, piazzandola al terzo posto nella sua classifica annuale dei luoghi assolutamente da visitare.

Fino al prossimo dicembre, per ben 48 settimane, Matera sarà così un contenitore straordinario di mostre, spettacoli, concerti, performance di artisti (ben 800 e oltre 50 produzioni culturali originali) da ogni angolo del pianeta, tutti in qualche modo legati ai cinque temi del dossier di candidatura (Riflessioni e ConnessioniFuturo RemotoRadici e Percorsi; Utopie e Distopie; Continuità e Rotture), che tengono a battesimo altrettanti percorsi di visita.

I Sassi, gli anfratti, le meravigliose chiese rupestri - suggestione nella suggestione- diventano lo sfondo di eventi e percorsi di visita che portano la bellezza negli spazi quotidiani e indagano i futuri modelli di sviluppo e le infinite possibilità di dialogo tra uomo e natura.

IL NOSTRO ITINERARIO

Si può partire da piazza del Sedile, detta anche della musica, perché accarezzata dalle melodie del Conservatorio Egidio Duni e scendere al Sasso Caveoso, il più antico, dove le abitazioni sono scavate direttamente nel tufo. Una visione che lascia senza parole: centinaia di casucce affastellate una sull’ altra come cellette di un alveare; vicoli tortuosi e scalinatelle che spuntano dal nulla; cortiletti fioriti con la cisterna dell’acqua in comune chiamati vicinati e chiese rupestri che hanno mantenuto tutto il loro fascino primitivo.

Matera e torrente Gravina

Un disordine pittoresco e solo apparente, che in realtà svela una capacità di sfruttamento dello spazio più unica che rara. Vivere in un Sasso non era certo facile: di 2997 abitazioni, ben 1641 erano composte di un solo vano, senza finestre o lucernari, e il tutto era condiviso con polli, conigli, asini e maiali, come racconta la Casa Grotta-Museo di Vico Solitario, vicino a piazza San Pietro, allestita con arredi e attrezzi originali.

Matera_interno_sassi[1]
Una situazione miserevole, che fece gridare alla vergogna gli intellettuali del tempo, primo fra tutti, Carlo Levi, e che indusse l’allora governo De Gasperi a far sgomberare i Sassi, trasferendo gli abitanti in quartieri di nuova costruzione. Ma che, da un punto di vista urbanistico e architettonico, incarna un esempio geniale di città-natura, sviluppata con un rispetto estremo dell’ambiente e che, per questo, l’ Unesco ha dichiarato nel 1993 Patrimonio dell’Umanità.

Chiesa di Santa Maria di Idris

Via Madonna delle Virtù, la cosiddetta Strada Panoramica dei Sassi consente di scorrere senza fretta dal Caveoso al Sasso Barisano, dove gran parte degli edifici fu costruita e non scavata, con blocchi di tufo. Setacciando via d’ Addozio e via Fiorentini, ci si rituffa in un mondo dal fascino magnetico, con luoghi incredibili, come il complesso rupestre della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci, articolato su due piani e utilizzato anche per mostre d’arte: sotto, un monastero benedettino dell’XI secolo con la chiesa coeva della Madonna delle Virtù; sopra, la chiesa di San Nicola, di rito bizantino (IX secolo), che dona al rione una nota orientaleggiante. O la Chiesa di Sant’Agostino, a strapiombo su uno sperone di roccia. O, ancora, quella di San Pietro al Barisano, per metà costruita e per metà scavata nel tufo. All’altezza di via San Giovanni Vecchio, un palazzetto a corte ospita il Museo-Laboratorio della Civiltà Contadina, dove ogni sala riproduce non solo il lavoro nei campi, ma anche le diverse attività artigianali che si svolgevano tra i Sassi: fabbro, arrotino, calderaio, ebanista, vasaio, sellaio, calzolaio, conciatore di pelli… Mestieri consegnati alla memoria, mentre i nuovi artigiani che popolano il rione puntano su creatività e design arditi, utilizzando materiali naturali e di riciclo.

matera-2744997_1920

Sassi trasmettono oggi un senso di vitalità, movimento, allegria, con gente che arriva da tutte le parti per assistere a mostre e spettacoli o, più semplicemente, per godersi i vicoletti e le terrazze deliziose, coi tavolini dei caffè collocati negli anfratti.

La salita alla Civita, accucciata ai piedi della cattedrale, conduce a un altro dei luoghi cruciali di Matera: la cittadella medievale, che incarna il tentativo iniziato coi Normanni, nel X-XI secolo, di ricondurre la città rupestre nello schema classico di una città europea, con un impianto feudale, un duomo, un castello (il Castelvecchio, di cui rimane una torre) e le mura, visibili nel tratto in fondo a via Duomo, la strada in discesa che sbocca su piazza del Sedile, punto da cui siamo partiti.

matera-3699328_1920

Imponente e bellissima nelle sue linee romanico-pugliesi, la Cattedrale è dedicata alla Madonna della Bruna, patrona della città, che tutti gli anni, il 2 luglio, è protagonista di una festa “caldissima”, traboccante di fervore devozionale. La statua attraversa la città su un grande carro di cartapesta che, alla fine della cerimonia, viene preso d’assalto e fatto a pezzi dagli stessi fedeli, per impossessarsi dell’immagine di un santo, di un angelo, di un pannello decorato o di una voluta di cartapesta.

Ultima tappa, il cosiddetto Piano, raggiungibile in pochi minuti, ma prima di andarsene, vale la pena gustare un ultimo, superbo colpo d’occhio sul Sasso Barisano, che al tramonto, tingendosi di luce rosa-dorata, assume i tratti di un borgo mediorientale.

Palazzo dell'Annunziata, Piazza Vittorio Veneto (1)

Percorrendo via Beccherie, l’antica strada dei macellai, si approda nel sistema di strade e piazze della Matera barocca e ottocentesca, il Piano per l’appunto, il cui salotto buono è piazza Vittorio Veneto, luogo di ritrovo per il caffè, la chiacchierata, il passeggio del tardo pomeriggio, spingendosi per lo shopping elegante nella vicina via del Corso, dove non mancano esempi di architetture razionaliste, con i palazzi delle Poste, dell’ Ina e del Banco di Napoli. Alla fine della strada, c’è la chiesa di San Francesco, calata nell’ ennesima piazza barocca, i cui interni sono però ben più antichi (XIII secolo) e meritano una visita, prima di raggiungere via Ridola, la strada dei musei, con Palazzo Lanfranchi, sede del Museo d’ Arte Medievale e Moderna (una sezione è dedicata alle tele di Carlo Levi) e il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, il più antico della Basilicata, location di una delle quattro grandi mostre di Matera 2019.

Palazzo Lanfranchi, Piazzetta Pascoli

                                                                                      Crediti fotografici: Matera2019/Luca Lancieri

LE MOSTRE DA NON PERDERE di MATERA 2019

* Ars Excavandi sulle città rupestri nel mondo, al Museo Ridola;

*Rinascimento visto da sud sulle più importanti emergenze culturali; dal 18 aprile al 19 agosto, al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata, a Palazzo Lanfranchi, in piazzetta Giovanni Pascoli. Una volta usciti, dedicate qualche istante alla Goccia di Kenjiro Azuma, meravigliosa opera d’arte contemporanea, nella piazzetta dedicata al poeta che insegnò nel locale liceo classico;

* La poetica dei numeri primi su scienza e matematica, con un focus su Pitagora, dal 21 giugno, a Metaponto, luogo in cui visse il grande matematico;

* Stratigrafie. Osservatorio dell’ Antropocene, curata dal fotografo e film-maker tedesco Armin Linke, indaga la nuova era geologica definita dalle azioni umane; dal 6 settembre a Matera.

* La persistenza degli opposti di Salvador Dalì, fino al 30 novembre, nel Complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci.

Trovate il calendario aggiornato con tutti gli eventi su: www.materaeventi.it/events

Per partecipare agli appuntamenti del programma ufficiale è utile e conveniente acquistare il Passaporto per Matera 2019 (19 euro), pensato per un turismo più attento e consapevole, che fa di ogni visitatore un cittadino di Matera e della Basilicata per tutta la durata del suo soggiorno.

Al sito Turismo Matera, tutte le informazioni su come raggiungere la città, cosa visitare, alberghi, ristoranti e tutto quel che serve a un piacevole soggiorno.

POST PRECEDENTE A Egna il primo Albergo Diffuso dell'Alto Adige