Tremiti (Fg), cosa fare nelle isole di Lucio Dalla

Scritto da Maurizia Ghisoni | settembre 13, 2023 0

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Settembre è sicuramente uno dei periodi migliori per soggiornare su queste che, a buon titolo, sono considerate le perle dell’Adriatico, nel cuore di una riserva marina protetta.

Lontane dall’inevitabile caos dell’alta stagione, le Tremiti tornato ai ritmi di sempre, consegnate al mare, alla natura, ai riti semplici della quotidianità.

San Nicola, San Domino, Capraia, Cretaccio e la più lontana Pianosa mostrano il loro volto più autentico, guarnito da profumata macchia mediterranea, acque che non è azzardato definire dai colori caraibici; grotte millenarie; villaggetti e strutture d’accoglienza tranquilli e  discreti.

Approdare, per esempio, a San Domino con uno dei piccoli, spartani taxi del mare e camminare sul sentiero ombroso verso il faro. ascoltando il rumore del mare sottostante, calpestando il sottile tappeto di aghi dei pini marittimi e spiando dall’alto le calette che si snodano in sequenza come perle di una collana, non ha prezzo!

E poi, non dimentichiamolo, le Tremiti sono a buon titolo  anche le isole di Lucio Dalla, il buen retiro del grande artista, il suo luogo dell’anima, dove riposava, faceva vacanza e traeva ispirazione, componendo proprio qui alcuni dei suoi pezzi più celebri.

Ma scopriamole più da vicino.

SAN  NICOLA

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Pur non essendo la più estesa (1600 metri di lunghezza per 450 in larghezza), San Nicola è il centro amministrativo delle Tremiti, denominate comune sparso, nella provincia di Foggia (Puglia).

A San Nicola c’é il porticciolo principale che vede il via vai quotidiano di traghetti e battelli per la terraferma e da dove inizia la salita, la Salizata, come la chiamano i locali, al centro storico, avvolto dalle mura e disegnato da stradine in ciottoli che richiedono, oltre a gambe buone anche scarpe super comode.

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L’isola è una specie di tronco di cono. con coste e speroni a picco sul mare, al cui top, a 75 metri di altitudine, svettano edifici carichi di storia, che la rendono un centro artistico e culturale di tutto rispetto.

La Salizata parte proprio dall’unica porta d’ingresso dell’isola e conduce nel centro del paese dove, oltre alle case, si trovano le fortificazioni dalle quali si gode un panorama da urlo sull’intero arcipelago.

Superato l’abitato, si attraversa un ponte di legno e si arriva al meraviglioso Complesso Abbaziale di Santa Maria a Mare, fondato nell’XI secolo dai monaci Benedettini, sostituiti in seguito dai Cistercensi e infine dai Lateranensi.

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Gli interni con il prezioso pavimento a mosaico, i chiostri, la bella facciata che sorveglia l’isola dall’alto e incanta l’occhio di chi arriva dal mare, ne fanno senza ombra di dubbio un luogo iconico.

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E poi, è la storia a parlar chiaro. Nel 1567, l’intero complesso riuscì a tener botta agli attacchi della flotta di Solimano il Magnifico, temibile sultano turco.

In epoca napoleonica, l’arcipelago delle Tremiti fu occupato dai murattiani che si trincerarono all’interno della fortezza, resistendo valorosamente agli assalti di una flotta inglese. Di questi attacchi sono visibili ancora oggi i buchi delle palle di cannone sulla facciata dell’abbazia.

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Al termine delle fortificazioni, spunta il cosiddetto Pianoro, una zona archeologica con reperti di origine ellenica, tra cui la presunta tomba di Diomede, eroe omerico compagno di Ulisse, al quale le leggenda attribuisce la creazione delle Tremiti chiamate anche Diomedee.

Nel Novecento e durante la dittatura fascista, San Nicola fu scelta infine come luogo di deportazione e confino per gli oppositori politici del regime. Il che stride fortemente con la sensazione di libertà e leggerezza che ogni suo angolo sprigiona.

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Nelle giornate più limpide, lo sguardo corre lungo la linea blu del mare aperto, incrocia i profili delle altre isole fino alla più lontana Pianosa e regala un grande senso di pace e bellezza.

Due parole sulle spiagge che, qui, non sono molte; due le principali, quella del Castello, ai piedi dei bastioni dell’omonimo maniero, a fianco del molo d’attracco di barche e traghetti.

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E’ la prima che si incontra sbarcando sull’isola, un fazzoletto di sabbia riparato dai venti, dove le acque sono sempre limpide e calme. Per questo è uno dei luoghi d’elezione degli abitanti e dei pescatori che vi riparano le imbarcazioni.

E la spiaggia di Marinellasul versante nord-occidentale, lunga, stretta, incastonata sotto una scogliera, dove è consigliabile arrivare via mare, perché da terra il tracciato non è agevole. In alta stagione, è sicuramente le più battuta da turisti e vacanzieri; il mare antistante brulica di gommoni e imbarcazioni da diporto, i cui occupanti si consacrano a tuffi e tintarella.

SAN  DOMINO

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Oltre a essere la più estesa, poco più di 2 kmq, San Domino è anche la più bella da un punto di vista naturalistico e ambientale. Ricoperta da una profumatissima foresta di pini d’Aleppo e macchia mediterranea che, già dall’antichità, le guadagnarono il nome di  orto del paradiso.

La si raggiunge dal porto di San Nicola in pochissimi minuti di taxi del mare e la si assapora subito nella sua tranquilla essenzialità. E’ vero che tra tanto verde si acquattano b&b e alberghini, ma è anche vero che il loro impatto è minimo e non disturbano il carattere bucolico dei luoghi.

Anche qui, coste alte, falesie a picco, scogli chiari, a tratti giallastri; acque trasparenti dove giocano tutte le sfumature del verde e dell’azzurro; piscine naturali, con ricci e pesci colorati.

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La passeggiata che porta verso il faro snocciola spiagge da sogno: Cala Spido, Cala Arena, Cala Matana, Cala del Sale, degli Inglesi, dove affondò un battello inglese di contrabbandieri; Cala Tamariello, dov’è consentito l’attracco ai piccoli natanti; Cala dei Benedettini …

Alcune parzialmente attrezzate; altre nude, selvagge, con grandi scogli che digradano in mare; diverse raggiungibili per sentieri impervi; tracciati che scendono vertiginosamente, mossi dalle robuste radici degli alberi o dal dislivello della roccia.

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Altre ancora, raggiungibili solo dal mare, con la possibilità di esplorare grotte e anfratti dal fascino magnetico, come la Grotta delle Viole o i fondali blu nei pressi dei Faraglioni dei Pagliai.

Nei pressi di Cala Matana, detta anche della Duchessa, il grande Lucio Dalla stregato dal colore delle acque, pensò bene di crearvi un buen ritiro, il suo luogo dell’anima, come confidò in un’intervista, acquistando una grande casa vista mare, dotandola di ogni comfort, compresa una sala d’incisione.

Tra un chiaro di luna e un refolo di vento, nacquero brani come  Com’è profondo il Mare, Luna Matana, 4 Marzo 1943, con cui Dalla partecipò al Festival di San Remo nel 1971, arrivando terzo.

Lucio è sempre memoria viva dei luoghi. Oltre a uno scoglio che porta il suo nome, nella stagione dei bagni, non è raro cogliere nell’aria le note di Futura o L’Ultima Luna da uno dei gommoni o degli scafi al largo.

Una memoria così viva, che i suoi eredi hanno voluto che le sue case, una qui e un’altra a San Nicola, potessero accogliere turisti, fan e visitatori che tanto lo hanno amato e lo amano.

CAPRARA

Rocciosa, selvaggia, disabitata, Caprara o Capraia è ideale per chi ha a disposizione un natante e desidera trascorrere le giornate esplorando calette e grotte nella più assoluta tranquillità.

Qui, l’aria profuma di lentisco e nella parte più interna di Capperaia, fioriscono numerose piante di cappero, alle quali l’isola deve anche l’origine del nome.

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Come avrete capito, Caprara è meta per pochi, soprattutto nel versante settentrionale, dove si annidano la bellissima Cala dei Turchi, racchiusa tra pareti di roccia, la cui posizione era un tempo strategica per le navi turche che andavano all’assalto del monastero di San Nicola.

E poi, ci sono Cala Pietre di Fucile, magnifica, con la piccola grotta cui si può accedere solo a nuoto o il cosiddetto Grottone, alto 15 metri e lungo 10.

Sul lato meridionale, si può ammirare la statua sommersa di Padre Pio, alta tre metri, una delle più grandi al mondo, opera dello scultore foggiano Domenico Norcia, visibile anche solo immergendo la testa sott’acqua.

E per un click memorabile, sul versante orientale, verso Punta Secca, paradiso dei sub, c’è l’Architiello, una spessa cornice di roccia alta 6 metri e larga cinque, modellata nei secoli dal vento e dalle onde, che apre la strada a una specie di laghetto, nel quale si rispecchia il vecchio faro. Una cornice davvero romantica.

CRETACCIO  e  PIANOSA

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Cretaccio, poco più che uno scoglio, è una specie di ponte naturale tra San Domino e San Nicola e per diverso tempo fu davvero il pilone di un possente ponte in legno che collegava le due isole maggiori.

Pianosa, a una ventina di chilometri a nord-est dell’isola di Capraia, è invece un’isola a sé, anche se rientra amministrativamente nel comune delle Isole Tremiti ed è  riserva integrale del Parco Marino. Bassa, piatta, rivestita da blocchi calcarei, è totalmente disabitata, vi si distinguono un faro e un vecchio edificio usato un tempo come rifugio dai pescatori.

INFO     Come arrivare

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In auto, autostrada A 14, uscite Vasto, Termoli, Foggia. Altre basi d’imbarco via mare sono, sul Gargano, Vieste, Peschici, Rodi Garganico.

Dal porto di Termoli e dall’aeroporto Gino Lisa di Foggia  sono attivi collegamenti con le Isole Tremiti durante tutto l’anno.

 

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