Utrecht, cuore vibrante dell’Olanda

Scritto da Cinzia Dal Brolo | agosto 25, 2019 0

utrecht

Utrecht, cuore vibrante dell’Olanda, è una città dai tanti volti, una di quelle che ti stupiscono a ogni passo, man mano che ne scopri le pieghe più antiche e ne esplori i profili  più moderni e avveniristici.

Mi trovo infatti in una città del sapere, una sede universitaria di tutto rispetto, che vede il via vai quotidiano di 50mila studenti e 20mila impiegati attorno al suo parco scientifico. Un piccolo esercito di talenti ed energie che la tengono accesa sul mondo e ne tradisce anche il grande amore per l’arte in tutte le sue forme, complice la lezione di artisti come Mondrian e Van Doesburg o di movimenti come De Stijl (Lo Stile).

utrecht

Quattro passi nel centro storico (si va rigorosamente a piedi o in bicicletta) ne svelano un’eleganza raffinata declinata da edifici medievali, gotici e rinascimentali.

Il centro pulsante è piazza del Duomo, semplicemente magnifica con quella torre alta 112 metri (465 gradini; si sale con visita guidata in olandese o in inglese) attorno alla quale è stata costruita la città e che è visibile da qualunque punto cardinale, rendendo praticamente impossibile perdersi all’interno del centro pedonale.

utrecht

La cornice degli edifici più antichi è completata dalla cattedrale di San Martino, tanto ricca di decori all’esterno quanto semplice e spoglia all’interno. Dal Convento di Santa Caterina, sede del museo di arte religiosa cattolica dei Paesi Bassi e dal vicino Centraal Museum, dove si possono ammirare opere prestigiose firmate Caravaggio, Mondrian, Rietveld e un ricco spaccato della Utrecht medievale (stoffe, quadri, mobili e suppellettili) e contemporanea con spettacolari installazioni avanguardistiche.

Ma il centro schiude anche intriganti viuzze laterali, dove pullulano bar, ristoranti, caffetterie e localini, dov’è molto piacevole accomodarsi e assaporare specialità locali come l’aringa preparata in diversi modi; l’erwtensoep, una zuppa a base di prosciutto e salsiccia o l’hutspot, uno stufato di patate con carne di manzo. Il tutto accompagnato dall’eccellente birra locale.

utrecht

Il tocco fiabesco viene dalla romantica rete di canali sui quali affacciano le caratteristiche cantine e la fila dei tavolini lungo le banchine, che offrono la possibilità di pranzare e cenare a due passi da acque tranquille e silenziose.

Imperdibili sono infine i mercati quotidiani, ciascuno con il proprio carattere e la propria storia. Il centro ospita i tre principali: quello bellissimo delle stoffe, chiamato Lapjesmarkt, il più grande e antico di tutta l’Olanda. Si tiene da oltre 400 anni ogni sabato e vi si trovano tutti i tessuti possibili e immaginabili. Sempre di sabato, si tengono il mercato dei fiori e quello di Vredensburg dedicato all’abbigliamento, agli alimenti, allo street food. Un luogo perfetto per gustare un panino con l’aringa o un waffle appena sfornato con la melassa.

Info: Utrecht è comodamente raggiungibile da Amsterdam in mezz’ora di treno, grazie ai collegamenti frequenti;

utrecht

Il mezzo più utilizzato per visitarne i diversi settori è la bicicletta, grazie anche all’ottima rete di parcheggi e piste ciclabili, che si snodano anche in campagna, consentendo di raggiungere villaggi deliziosi e fattorie. Tappa imperdibile è L’Orto Botanico, uno dei polmoni verdi della città nonché uno dei giardini universitari più antichi d’Olanda, con una grande varietà di fiori, piante grasse e moltissime serre tropicali.

Dove mangiare:

utrecht

De Witte Ballons bar ristorantino accogliente, con una bella vista sul canale, ideale per spuntini e pasti veloci;

Winkel van Sinkel nel cuore della città, accasato nello stabile di uno dei primi grandi magazzini dell’Olanda, è uno dei locali più alla moda; dotato di due terrazze, propone una cucina di buona qualità.

Ou Daen un ristorante con cucina tradizionale all’interno di un bellissimo castello del 13° secolo; piuttosto costoso ma sicuramente un posto unico.

Info:    Visit Holland 

articoli correlati:    Rotterdam (Olanda)/A bordo del tram della zuppa

POST SUCCESSIVO Alburni, cuore verde del Cilento
POST PRECEDENTE Istria, estate al tartufo nero