Torino / Un Caffè Storico tira l’altro

Scritto da Maurizia Ghisoni | novembre 15, 2017 0

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Fanno parte della cultura e del costume locali, i Caffè Storici di Torino. Punti di ritrovo, nell’ 800, di intellettuali, politici, poeti e letterati, che, tra i loro interni eleganti, mossi da specchi, stucchi dorati e boiserie, diedero un’importante contributo alla storia dell’Unità d’Italia. Oggi, questi caffè sono luoghi dal fascino straordinario, templi di golose squisitezze subalpine a cui non si può non dedicare almeno una tappa, durante un viaggio o un soggiorno in città.

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Ideali per la prima colazione, sono, tra i tanti, il Caffè Torino, in piazza San Carlo, dove lusso ed eleganza risplendono in specchiere dorate, medaglioni dipinti, nel magnifico scalone liberty e nel bancone in legno e marmo finemente sbalzato. Iniziare la giornata qui, tra croissants leggeri e dorati, pasticcini mignon e un’inebriante profumo di caffè e cappuccino, è un piccolo-grande piacere della vita. Oppure Abrate, in via Po, aperto nel 1866, i cui interni sono resi caldi dagli arredi in legno in stile piemontese e dai cimeli d’epoca. Al tempo dei Savoia, era il fornitore ufficiale delle colazioni per i principi, che si formavano alla Scuola Regia di Cavalleria.

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Per l’aperitivo o uno spuntino, il posto giusto è il Caffè Mulassano, sotto ai portici di piazza Castello dal 1907. Piccolo e raccolto, con pochissimi tavoli, ha saputo mantenere l’originaria atmosfera Bell’Epoque: mobili, scaffali e stipetteria in legni pregiati, decori floreali in bronzo, marmi preziosi e un originale soffitto a cassettoni, con le parti centrali in cuoio di Madera. I torinesi gli riconoscono due grandi meriti: aver lanciato per primo la moda parigina dei tramezzini, ancora oggi insuperabili per varietà (oltre 30 tipi) e qualità. E aver fatto conoscere il toast, nel 1925,con una macchina tostapane importata dagli Stati Uniti.

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Oppure il Caffè San Carlo, vera e propria istituzione, sotto ai portici della piazza omonima, dove trionfano lesene dorate, capitelli corinzi e specchiere. Il bancone quasi scompare sotto le montagne di tartine, stuzzichini, focacce, torte salate, salumi, verdure grigliate, paste condite e altre squisitezze, che diventano spesso un pasto veloce. Per un tè, un caffè o una tazza di cioccolata pomeridiani, valgono invece una sosta Baratti&Milano, in piazza Castello, un gioiello di eleganza post-liberty, con tanti occhi di vetrina, un ingresso anche dalla Galleria Subalpina, sale ariose, riccamente arredate, con sedie e poltrone rivestiti di cuoio.

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E Al Bicerin, in piazza della Consolata, a due passi dalla magnifica chiesa. Un locale piccolo, dall’ atmosfera ovattata,  che ha “rubato” il nome all’ omonima bevanda calda, preparata con caffè, cioccolata, latte e panna, servita in un bicchiere di vetro spesso a forma di calice. Una bevanda particolarmente corroborante nelle fredde giornate invernali. Il locale, nato nel 1763 come confetteria e bottega di acquacedraio, e trasformato in cioccolateria nella prima metà dell’800, è gestito da Marité Costa, una signora dai grandi occhi blu, che, nonostante i decenni di attività, ancora stenta ad abituarsi a tanta notorietà. Oltre al pezzo forte del bicerin, tra le antiche boiserie chiare, si possono gustare quattro tipi di zabaione caldo; la cioccolata calda preparata secondo l’antica ricetta torinese, vari tipi di tè e irresistibili torte casalinghe.

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 Crediti fotografici:  Turismo Torino

 

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