Carnevale in Valle d’Aosta, cosa vedere

Scritto da Redazione | febbraio 2, 2026 0
Valle d'Aosta, tempo di carnevali storici  credits  Archivio Fotografico Regione Valle dìAosta

Valle d’Aosta, tempo di carnevali storici credits Archivio Fotografico Regione Valle dìAosta

Per la Valle d’Aosta, la regione più alta d’Italia, è uno dei  periodi più speciali dell’anno e per questo, sempre molto atteso.

E’ la stagione del Carnevale o meglio, dei Carnevali, perché ogni vallata ne ha praticamente uno, con riti che anticipano, nei calendari contadini, l’inizio della stagione nuova.

C’è persino un proverbio, in patois, che celebra questo importante momento di passaggio: “se nèit la demendze grasa, tot l’an la tèra grasa”, ovvero, “se nevica la domenica di carnevale, tutto l’anno la terra sarà grassa”, nel senso di generosa, fertile e produttiva.

E’ quindi un momento di grandi aspettative, da trascorrere in allegria e in abbondanza, immersi in un’atmosfera sospesa e goliardica, dove ogni scherzo vale e per un giorno ci si può concedere qualche cosa in più.

I Carnevali storici sono tre, ma i festeggiamenti si irradiano anche nei borghi vicini, rendendo  la Valleé un palcoscenico a cielo aperto.

Il Carnevale di Verrès – una storia di coraggio femminile

Un momento del Carnevale storico di Verrès,  credits Archivio Fotografico Regione Valle d'Aosta

Un momento del Carnevale storico di Verrès, credits Archivio Fotografico Regione Valle d’Aosta

La vicenda risale a quasi 600 anni fa. Appellandosi alla legge salica, che escludeva le donne dalle linee di successione, i cugini di Francesco di Challant cercarono di impedire alle sue due figlie, Caterina e Margherita, di ereditarne i feudi.

Ma la coraggiosa Caterina seppe tener testa alle pressioni e difese i suoi diritti con ogni mezzo, consapevole che, per raggiungere l’obiettivo, era indispensabile il consenso del popolo.

Fu così che, in occasione della festa della Trinità del 1450, insieme al marito Pierre d’Introd, Caterina uscì in piazza a danzare con i giovani del paese.

Al suono del piffero e al ritmo del tamburo si aggiunse ben presto l’entusiasmo generale, che culminò in un:<<Vive Introd et Madame de Challant>>, che la consacrò padrona dei luoghi e che ancora oggi riecheggia per tutta la durata del Carnevale.

Come ogni anno, il Carnevale di Verrès si apre con la presentazione dei figuranti che vestono i panni di Catherine di Challant e Pierre d’Introd, seguita dalla Proclamazione dei nuovi cavalieri del Carnasciali Verretiesi Supremus Ordo.

Si parte il sabato sera con fiaccolata e corteo storico, a cui partecipano ben 250 figuranti in costume, la Lettura del Proclama e ricevimento delle ex-Caterine al castello.

Il resto è una tre giorni (14-17 febbraio) tutta da vivere, fatta di atmosfere medievali, allegria e goliardia.

La Coumba Freida – un Carnevale portato dal vento e da Napoleone

Valle d'Aosta, Mashera tipica della Coumba Freida  credits Archivio Fotografico Regione Valle d'Aosta

Valle d’Aosta, Mashera tipica della Coumba Freida credits Archivio Fotografico Regione Valle d’Aosta

Se gli spifferi gelidi di queste località sono valsi il nome di Coumba Freida, gli abitanti della valle del Gran San Bernardo e della Valpelline sanno certamente come riscaldarsi: con un Carnevale che rievoca il passaggio di Napoleone Bonaparte attraverso un valico dell’antica via Francigena, nel maggio del 1800.

I borghi di quest’area, a nord-est della città di Aosta, conservano costumi e tradizioni ispirati alle uniformi dell’esercito dell’Empereur. Abiti preziosi, confezionati a mano, adorni di perline, paillette e specchietti che, riflettendo la luce, allontanano le forze maligne e che si possono ammirare a Etrouble il 12-13 febbraio; a Roisan  14-17 febbraio; Saint-Oven  14 febbraio; Allein 15.17 febbraio; Saint-Rhémy-En.Bosses 17 febbraio.

Carnevale di Pont-Saint-Martin

Il Carnevale storico di Pont-Saint-Martin  credits Archivio Fotografico Regione Valle d'Aosta

Il Carnevale storico di Pont-Saint-Martin credits Archivio Fotografico Regione Valle d’Aosta

Il celebre ponte romano che dà il nome alla cittadina di Pont-Saint-Martin risale al primo secolo a.C., ma nel Medioevo i locali non lo ricordavano ormai più.

Una leggenda locale, infatti, fa risalire l’arcata in pietra che sovrasta il torrente Lys all’epoca di Martino di Tours che, diretto a Roma, rese possibile la costruzione del ponte in una sola notte, ingannando il diavolo.

Sono proprio San Martino e Belzebù i due protagonisti dello storico Carnevale di Pont-Saint-Martin, giunto alla 116ima edizione, oltre alla Ninfa del torrente Lys e alcune figure folkloriche legate all’antica Roma, come consoli, tribuni della plebe, milites e, dall’altra parte, i loro grandi nemici: i Salassi, inseriti nella manifestazione ormai 50 anni fa.

Giovedì 12 febbraio si inizia con il Mini Carnevale Storico a cura delle scuole dell’Infanzia del territorio, culminando nella cerimonia del Mini Rogo del Diavolo.

Il clou della manifestazione è la tradizionale Corsa delle Bighe di lunedì 16 febbraio e la sfilata dei carri allegorici martedì 17.

Fiaccolate sugli sci in maschera

Carnevale con fiaccolate sulla neve credits Archivio Fotografico Regione Valle d'Aosta

Carnevale con fiaccolate sulla neve credits Archivio Fotografico Regione Valle d’Aosta

Fiaccole accese, sci ai piedi, maschere sul volto: anche la neve, in Valle d’Aosta, sa travestirsi.

Le fiaccolate di Carnevale a Torgnon e a Pila il 21 febbraio chiudono la stagione come ultimo brindisi sotto le stelle, tra musica, risate e discese illuminate.

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