Donne, Vino, Cibo. L’Emilia Romagna si racconta

Scritto da Redazione | giugno 9, 2026 0

 

L'Emilia Romagna e il suo straordinario patrimonio di prodotti tipici che diventano narrazione e destinazione

L’Emilia Romagna e il suo straordinario patrimonio di prodotti tipici che diventano narrazione e destinazione

Quando il gusto diventa destinazione, possono nascere eventi di grande spessore culturale, come nel caso della Convention Nazionale delle Donne del Vino che, dal 12 al 14 giugno, sarà ospitata in Emilia-Romagna, uno dei territori più straordinari d’Italia per densità di eccellenze enogastronomiche, storia, cultura e paesaggio.

Tre giorni intensi tra Parma, Modena e Reggio Emilia, con Parma — Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, capitale del Prosciutto e del Parmigiano Reggiano — nel ruolo di base e cuore pulsante dell’intero evento.

Uno scorcio di Parma, Città Creativa Unesco per la Gastronomia e base della Convention Nazionale 2026 delle Donne del Vino

Uno scorcio di Parma, Città Creativa Unesco per la Gastronomia e base della Convention Nazionale 2026 delle Donne del Vino

Un weekend che porterà oltre 100 professioniste del vino provenienti da tutta Italia — produttrici, enologhe, sommelier, giornaliste, comunicatrici, avvocate, architette — attraverso cantine, caseifici, siti UNESCO, masterclass e cene di gala, in un programma che intreccia degustazione, cultura del territorio e narrazione dell’identità.

QUANDO DONNE, ISTITUZIONI E AZIENDE FANNO RETE

Modena, la città conserva meravigliosi siti Unesco, credits Alberto Campanile

Modena, la città conserva meravigliosi siti Unesco, credits Alberto Campanile

Questa edizione 2026 è stata orchestrata dalla Delegazione Regionale Emilia-Romagna delle Donne del Vino e coordinata da Paola Gorgatti, Delegata Regionale, con le Vice Delegate Enza Bergantino e Claudia Riva di Sanseverino.

L’evento gode del Patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Parma, Modena e Castelvetro di Modena, ed è il frutto di una rete istituzionale e produttiva straordinaria: i Consorzi di tutela delle denominazioni dell’Emilia e della Romagna, l’Enoteca Regionale e i siti UNESCO modenesi.

L'Aceto Balsamico di Modena DOP, un prodotto che racconta un territorio,  credits Alberto Campanile

L’Aceto Balsamico di Modena DOP, un prodotto che racconta un territorio, credits Alberto Campanile

A completare la rete, una squadra di aziende private che hanno creduto nel progetto e scelto di farne parte: CREDEM Euromobiliare Private Banking, Amorim Cork Italia, Vetreria Etrusca, Lux et Vinum, Luxoro Kurz, Trabucco, Lorenzo Mecarini Financial Advisor & Business Manager, Carthusia, Vin Strip, AIS Emilia Parma e ONAV Sezione di Modena.

UN PROGRAMMA RICCO E DINAMICO

IL lambrusco , ambasciatore della Food Valley
IL lambrusco , ambasciatore della Food Valley

Venerdì 12 giugno si entra nel vivo della manifestazione con la visita alla Cantina Settecani, a Castelvetro di Modena, produttrice di riferimento del Lambrusco Grasparossa, e con la Masterclass “Spumeggiante Emilia: le bollicine che ti rubano il cuore” al Castello di Levizzano, condotta da Matteo Pessina, sommelier, docente ALMA e degustatore ufficiale AIS.

A seguire, degustazioni con i Consorzi del Parmigiano Reggiano DOP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, con visita ai siti UNESCO della città..

Acetaia modenese, dove riposano le botticelle dell'Aceto Balsamico DOP , credits Alberto Campanile

Acetaia modenese, dove riposano le botticelle dell’Aceto Balsamico DOP , credits Alberto Campanile

Sabato 13 giugno, la giornata è dedicata al Convegno Nazionale al Palazzo del Governatore di Parma, con inizio alle ore 10:00.

A seguire, light lunch al meraviglioso Complesso di San Paolo, gioiello rinascimentale e nel pomeriggio, visita guidata della città con il Museo Diffuso del Gusto — un tour storico-artistico attraverso i luoghi che hanno scritto la storia della cultura alimentare parmigiana: dalla Piazza Grande alla Pilotta, dalle spezierie ai borghi dei mestieri.

Il prosciutto di Parma DOP, altro grande simbolo del territorio emiliano

Il prosciutto di Parma DOP, altro grande simbolo del territorio emiliano

La serata si chiude con la Cena di Gala al Labirinto della Masone di Fontanellato: il più grande labirinto del mondo, capolavoro ideato da Franco Maria Ricci, dove arte, architettura e paesaggio si fondono in un’esperienza che è già, di per sé, racconto di territorio.

Il Labirinto della Masone (Pr), credits Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

Il Labirinto della Masone (Pr), credits Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

Domenica 14 giugno, la Convention si conclude con la visita al Caseificio Latteria Santo Stefano e alle Cantine Albinea Canali (Reggio Emilia), con la Masterclass “Radici rare — vitigni autoctoni dell’Emilia-Romagna tra identità e biodiversità” condotta da Antonella Pizzi e Annamaria Compiani (AIS Parma): un viaggio affascinante tra vitigni autoctoni e identità vitivinicola emiliana.

Il CONVEGNO NAZIONALE: UNA TESI NON UNO SLOGAN

Donne, Vino, Cibo. Territori che si raccontano. Quando il Gusto diventa Destinazione, il tema del Convegno

Donne, Vino, Cibo. Territori che si raccontano. Quando il Gusto diventa Destinazione, il tema del Convegno

Sabato 13 giugno, alle ore 10:00, nel Palazzo del Governatore in Piazza Garibaldi a Parma, si tiene il Convegno Nazionale 2026 sul tema: “Donne, Vino, Cibo. Territori che si raccontano: quando il gusto diventa destinazione”.

Focus su una tesi precisa: le denominazioni DOP, IGP, DOC e DOCG non devono restare semplici certificazioni tecniche, ma diventare architetture di senso — sistemi capaci di tenere insieme produzione, paesaggio, accoglienza e narrazione, dal disciplinare alla destinazione.

L’Emilia-Romagna è oggi la prima regione in Europa per denominazioni agroalimentari certificate: 45 tra DOP e IGP — con l’Erbazzone Reggiano IGP tra le ultime new entry — più 30 denominazioni vitivinicole tra DOCG, DOC e IGT.

L’agroalimentare regionale vale 37 miliardi di euro, con 10,2 miliardi all’export. La DOP economy genera da sola 3,9 miliardi. Numeri solidi: ora serve la capacità di trasformare una filiera in un’esperienza di territorio.

Il convegno è moderato da Enza Bergantino, Vice Delegata Regionale Emilia-Romagna dell’Associazione Le Donne del Vino.

Dopo i saluti istituzionali portati da Barbara Lori (Vicepresidente Assemblea Legislativa, Regione Emilia-Romagna), Alessio Mammi (Assessore all’Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la UE, Regione Emilia-Romagna), Lorenzo Lavagetto (Vicesindaco di Parma), dalla Presidente Nazionale Daniela Mastroberardino e dalla Delegata Regionale Paola Gorgatti, si entra nel vivo con gli interventi di Maddalena Fossati (Direttrice de La Cucina Italiana); Alessio Mammi (Assessore all’Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la UE, Regione Emilia-Romagna); Francesca Fattore (Brand Ambassador Freccianera Fratelli Berlucchi, Donna del Vino Lombardia); On. Stefano Vaccari (Capogruppo PD-IDP, XIII Commissione Agricoltura). A seguire, Talk Show aperto al pubblico con tutti i relatori.

CHI SONO LE DONNE DEL VINO

Le Donne del Vino alla presentazione della Convention Nazionale durante Vinitaly 2026

Le Donne del Vino alla presentazione della Convention Nazionale durante Vinitaly 2026

Con quasi quarant’anni di storia e 1.260 socie in tutta Italia, l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino è la più grande associazione di enologia al femminile al mondo. Produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, comunicatrici, avvocate, architette: donne trasversali alla filiera, dalla vigna alla governance. Guidata dalla Presidente Daniela Mastroberardino, rieletta all’unanimità per il triennio 2026–2028, l’Associazione non rivendica una quota. Rivendica una competenza. Una visione. Una posizione.

Il Convegno del 13 giugno non è un convegno di settore. È un atto culturale che usa vino e cibo come lenti per leggere un’Italia che compete nel mondo. Le infrastrutture non si costruiscono da sole. Si costruiscono insieme. E l’Emilia-Romagna, questa volta, lo sta dimostrando.

TANTE VOCI, UN OBIETTIVO COMUNE

Daniela Mastroberardino, Presidente Nazionale de Le Donne del Vino

Daniela Mastroberardino, Presidente Nazionale de Le Donne del Vino

“La Convention nazionale delle Donne del Vino rappresenta ogni anno un momento prezioso di confronto, crescita e condivisione – dice Daniela Mastroberardino, Presidente Nazionale dell’Associazione -. Quest’anno, in Emilia-Romagna, vogliamo riflettere sul ruolo che il vino e il cibo possono svolgere nel costruire relazioni autentiche tra persone e territori. In un tempo dominato dalla velocità e dalle connessioni digitali, il valore dell’incontro umano diventa ancora più importante. L’enoturismo ci insegna che chi viaggia non cerca soltanto una degustazione o un paesaggio da fotografare, ma desidera entrare in contatto con storie, identità e comunità. Come Donne del Vino crediamo che una delle sfide più importanti per il nostro settore sia continuare a fare del vino uno strumento di accoglienza, dialogo e connessione tra persone, generazioni e culture diverse.”

Paola Gorgatti, Delegata Regionale delle Donne del Vino

Paola Gorgatti, Delegata Regionale delle Donne del Vino

Paola Gorgatti, Delegata Regionale, tiene a precisare che “Portare la Convention Nazionale a Parma non è stato solo un atto organizzativo: è stato un atto di amore per questo territorio. Parma, con le sue eccellenze, la sua storia, la sua capacità di trasformare il quotidiano in cultura, è la cornice perfetta per raccontare chi siamo e dove vogliamo andare. Abbiamo costruito un programma che non porta le Donne del Vino in Emilia-Romagna: le porta dentro l’Emilia-Romagna.”

Enza Bergantino, Vice Delegata Regionale de Le Donne del Vino dell'Emilia Romagna

Enza Bergantino, Vice Delegata Regionale de Le Donne del Vino dell’Emilia Romagna

Mentre, Enza Bergantino, Vice Delegata Regionale, sottolinea che “Questo convegno nasce da una convinzione precisa: che le denominazioni non siano solo strumenti di tutela, ma infrastrutture culturali capaci di trasformare un territorio in destinazione. L’Emilia Romagna ha i numeri, ha i prodotti, ha la storia. Quello che vogliamo costruire insieme -istituzioni, produttori, comunicatori- è il sistema che li tiene uniti. Il 13 giugno, a Parma, non celebriamo un’eccellenza. Apriamo un cantiere”.

Info: Associazione Nazionale Le Donne del Vino

 

 

 

 

 

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