L’Enoturismo in Emilia Romagna

Enoturismo, sempre più importante e strategico anche in Emilia Romagna
Sempre più ramo d’azienda e sempre meno attività accessoria, stando attenti però a fare rete.
Questo, in sintesi, quanto emerso dal recente convegno tenutosi a Piacenza, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore sul tema L’Enoturismo in Emilia Romagna/Voce agli operatori, organizzato dall’associazione Le Donne del Vino dell’Emilia Romagna.

L’intervento di Silvia Lambertini al convegno L’Enoturismo in Emilia Romagna. Voce agli Operatori
Al tavolo dei relatori si sono alternati la dottoressa Silvia Lambertini, presidente regionale del Movimento Turismo del Vino, che ha messo in luce dati e caratteristiche molto interessanti sull’enoturismo emiliano romagnolo, dove le aziende sono in stragrande maggioranza a conduzione familiare, l’enoturista viene accolto direttamente dal produttore e ha modo di ascoltare dalla sua viva voce il racconto sulla storia di famiglia, metodi di coltivazione e vinificazione nonché usi e tradizioni del territorio.
Aspetti che fanno una grande differenza e danno sapore all’esperienza in cantina e tra i filari.
Le esperienze, altro dato importante, si limitano sempre meno a semplici visite e degustazioni, ma incontrano ampio consenso degli enoturisti quando propongono trekking a piedi, mountain bike o a cavallo tra le vigne: cerimonie ed eventi tra botti e filari e altre esperienze taylor made, con un’attenzione costante ai valori della sostenibilità.
Unico aspetto non molto positivo e da migliorare, il fatto che molte aziende siano chiuse la domenica e non riescano a soddisfare le aspettative degli enoturisti.

L’intervento dell’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi al convegno l’Enoturismo in Emilia Romagna
Poiché l’attuale momento storico non è favorevolissimo al vino (dazi, inflazione, cambiamenti stili di vita, campagne anti consumo…), l’assessore regionale all’agricoltura dottor Alessio Mammi ha sottolineato, nel suo intervento, che la regione Emilia Romagna ha in serbo una serie di booster per sostenete il vino e la sua filiera, compreso l’enoturismo.
Misure che punteranno a una maggiore internazionalizzazione dei mercati, alla valorizzazione sempre più convinta del patrimonio di vini a denominazione e autoctoni, alla sinergia cibo-vino, al miglioramento della comunicazione .

L’intervento di Donatella Cinelli Colombini al convegno Enoturismo in Emilia Romagna, Voce agli Operatori
Al termine del vivace dibattito, che ha visto protagonisti cantine e consorzi vinicoli, Strade dei Sapori e Città del Vino, l’intervento di Donatella Cinelli Colombini, direttrice del Centro Studio Enoturistici e Oleoturistici dell’Università Lumsa di Roma ha sottolineato quanto sia importante per le cantine regionali fare rete e squadra pe affrontare sfide sempre più impegnative per il vino e il suo turismo, puntando a un’offerta variegata e in sinergia con i tanti meravigliosi prodotti della Food Valley. Un patrimonio ancora non pienamente sfruttato e valorizzato.
<<Da soli, non si va da nessuna parte -ha concluso Cinelli Colombini-. Il dato incoraggiante è che, nel mondo del vino e dell’enoturismo, le donne sono sempre di più e sempre più forza trainante, sono loro che sanno comunicare e commercializzare il prodotto, trasformando le bottiglie in euro>>.














