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	<title>Mondi Nostri &#187; Maurizia Ghisoni</title>
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	<description>Storie di Viaggi e Cultura</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Jul 2026 13:48:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Steve McCurry e i suoi Orizzonti Lontani</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 19:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sono una finestra sul mondo, gli scatti e i volti di Steve McCurry, che ci catapultano verso quegli Orizzonti Lontani, che danno il titolo alla mostra in corso a Parma, negli interni dello storico Palazzo Pigorini, fino al prossimo 12 aprile. McCurry, maestro americano della fotografia, insignito dei più prestigiosi premi e riconoscimenti, ama molto [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11215" style="width: 650px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-11215" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/7865_steve_mccurry_mongolia_2018__steve_mccurry_mart_mostre.jpg" alt="Steve McCurry, Mongolia 2018, ritratto di ragazzo" width="640" height="450" /><p class="wp-caption-text">Steve McCurry, Mongolia 2018, ritratto di ragazzo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sono una finestra sul mondo, gli scatti e i volti di <strong>Steve McCurry</strong>, che ci catapultano verso quegli <strong>Orizzonti Lontani</strong>, che danno il titolo alla mostra in corso a <strong>Parma</strong>, negli interni dello storico P<strong>alazzo Pigorini</strong>, fino al prossimo 12 aprile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>McCurry</strong>, maestro americano della fotografia, insignito dei più prestigiosi premi e riconoscimenti, ama molto il nostro Paese; le sue opere sono spesso protagoniste di mostre personali in diverse città, tra cui, per l&#8217;appunto, <strong>Parma.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa mostra ripercorre i grandi temi e gli scenari più incredibili incontrati dal grande fotografo durante la sua lunga e prolifica carriera.</p>
<h3 style="text-align: justify;">AFGHANISTAN, TRA SOFFERENZA E SPERANZA</h3>
<div id="attachment_11216" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11216" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/kabul-donne-coperte-interamente-1024x686.jpg" alt="Steve McCurry, Kabul, Afghanistan, donne al mercato coperte dal burqa" width="710" height="475" /><p class="wp-caption-text">Steve McCurry, Kabul, Afghanistan, donne al mercato coperte dal burqa</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tra i luoghi che più ne hanno sedotto l&#8217;obiettivo, c&#8217;è sicuramente l&#8217;<strong>Afghanistan</strong>, documentato nelle varie fasi della sua storia tormentata.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco allora i minatori di Pol-e-Khomri; i bambini che affollano il bagagliaio di una Chevrolet anni &#8217;50; le donne al mercato rese invisibili dal <em>burqa</em>, il velo integrale, e poi finalmente libere di studiare e dedicarsi alla lettura, prima di ritornare, purtroppo, nella morsa della segregazione attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">O la piccola orfana di Kandahar, a cui sono stati truccati gli occhi con il <em>kohl</em>, antico cosmetico utilizzato per proteggere dalle infezioni.</p>
<div id="attachment_11223" style="width: 692px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11223" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/Peshawar-Pakistan-1984-©Steve-McCurry-682x1024.jpg" alt="Steve McCurry, Peshawar, Pakistan, 1984, la bambina con gli occhi verdi" width="682" height="1024" /><p class="wp-caption-text">Steve McCurry, Peshawar, Pakistan, 1984, la bambina con gli occhi verdi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Famosissimo e immancabile, il ritratto di Sharbat Gula, la piccola profuga afghana in Pakistan, a Peshawar, i cui occhi verdi e lo sguardo drammatico divennero una delle copertine top del <em>National Geographic. </em></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;epoca, siamo nel 1984, la ragazzina, di etnia Pashtun, aveva 12 anni e aveva già perso entrambe i genitori. Diversi anni dopo, <strong>McCurry</strong> tornò a cercarla e la ritrovò madre di famiglia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">INDIA, UN AMORE DI LUNGO PERIODO</h3>
<div id="attachment_11218" style="width: 1034px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-11218" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/giovane-uomo-con-turbante.jpg" alt="Steve McCurry, India, ritratto di uomo con turbante" width="1024" height="576" /><p class="wp-caption-text">Steve McCurry, India, ritratto di uomo con turbante</p></div>
<p style="text-align: justify;">E poi c&#8217;è l&#8217;<strong>India</strong>, dove <strong>McCurry</strong> ha vissuto a lungo, trasferendosi a 28 anni e immortalandone le più profonde contraddizioni. Scatti in cui ricchezza e miseria convivono in un equilibrio tutto loro, sprigionando un&#8217;energia e una vitalità che tradiscono tutta la complessità di questo paese-subcontinente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco allora che l&#8217;obiettivo mette a fuoco personaggi che lo stesso maestro identifica come amici: l&#8217;anziana signora di Vrindavan; il mago dalla barba arancione; il sarto che porta a spalla la sua macchina da cucine in piena stagione delle piogge.</p>
<div id="attachment_11217" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11217" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/Steve-McCurry-A-taylor-in-a-monsoon-Porbandar-India-Arte-Svelata-1024x682.jpg" alt="Steve McCurry, India, un sarto trasporta la sua macchina da cucire durante un'alluvione monsonica" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Steve McCurry, India, un sarto trasporta la sua macchina da cucire durante un&#8217;alluvione monsonica</p></div>
<p style="text-align: justify;">Delle grandi alluvioni monsoniche, <strong>McCurry</strong> ci racconta anche l&#8217;aspetto meno clamoroso, con persone che non rinunciano a svolgere le loro attività quotidiane, sottolineando come la vita continui comunque a scorrere a tutte le latitudini.</p>
<h3 style="text-align: justify;">PASSIONE BUDDISMO</h3>
<div id="attachment_11219" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11219" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/Angkor-Cambogia-1999-©Steve-McCurry-1024x685.jpg" alt="Steve Mc Curry, Angkor, Cambogia, monaci sullo sfondo del complesso archeologico monumentale" width="710" height="474" /><p class="wp-caption-text">Steve Mc Curry, Angkor, Cambogia, monaci sullo sfondo del complesso archeologico monumentale</p></div>
<p style="text-align: justify;">Altro tema importante per l&#8217;autore è il buddismo, declinato dagli scatti sui grandi mausolei, come la pagoda di Mingun, la Roccia d&#8217;Oro del Myanmar, un masso imponente che, secondo la dottrina, starebbe in equilibrio su una ciocca di capelli del Budda; o il complesso monumentale di Angkor, in Cambogia, una delle principali attrazioni turistiche del Paese.</p>
<div id="attachment_11220" style="width: 1010px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-11220" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/Bylakuppe-India-2001-©-Steve-McCurry-2piccoli-monaci-in-pausa.jpg" alt="Steve McCurry, Bylakuppe, India, 2001, piccoli monaci intenti al gioco" width="1000" height="675" /><p class="wp-caption-text">Steve McCurry, Bylakuppe, India, 2001, piccoli monaci intenti al gioco</p></div>
<p style="text-align: justify;">Eloquenti anche gli scatti sui piccoli monaci di un campo profughi in India che, durante una pausa dalla loro rigida educazione, familiarizzano con oggetti e giochi occidentali. O quello sugli acrobatici monaci Shaolin residenti in Cina.</p>
<h3 style="text-align: justify;">ALTRI ORIZZONTI</h3>
<div id="attachment_11226" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11226" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/Steve-McCurry-Tuareg-woman-Gao-Mali-Arte-Svelata-1024x687.jpg" alt="Steve Mc Curry, donna Tuareg del Mali" width="710" height="476" /><p class="wp-caption-text">Steve Mc Curry, donna Tuareg del Mali</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il nutrito corredo di opere in mostra, ci porta a spaziare in molte altre parti del pianeta, ritraendo una donna Tuareg del Mali, sullo sfondo di un deserto che sembra plasmarne i lineamenti; le contadine yemenite che scompaiono sotto grandi cappelli di paglia a cono. Soggetti, questi, non facili da immortalare, perché non gradiscono l&#8217;obiettivo e rispondono con il lancio di sassi (lo dico per esperienza personale).</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, scatti eloquenti su contadini dell&#8217;Ecuador e minatori dalle periferie più recondite del mondo. Ogni volto è un concentrato di storie, emozioni, dolore, speranza, paura e bellezza. «<em>Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te»,</em> racconta il fotografo.</p>
<p>Viaggiatore instancabile, <strong>McCurry</strong> ha fatto del movimento una filosofia di vita:«<em>Il solo fatto di viaggiare e conoscere culture diverse mi dà gioia e una carica inesauribile».</em></p>
<div id="attachment_11227" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11227" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/misto-2-con-sudamerica-1024x682.jpg" alt="Steve McCurry, ritratti dal mondo in mostra a Parma, Palazzo Pigorini" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text"><em>Steve McCurry, ritratti dal mondo in mostra a Parma, Palazzo Pigorini</em></p></div>
<p><em> </em></p>
<h3>LA    MOSTRA</h3>
<p style="text-align: justify;">Allestita nei suggestivi spazi del primo e secondo piano di <strong>Palazzo Pigorini</strong>, a <strong>Parma</strong>, la mostra è stata curata da <strong><b>Biba Giacchetti</b></strong>, profonda conoscitrice del lavoro di <strong>McCurry</strong>.</p>
<div id="attachment_11234" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11234" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2026/02/allestimento1-1024x682.jpg" alt="Uno dei momenti della mostra di Steve McCurry a Parma, Palazzo Pigorini" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Uno dei momenti della mostra di Steve McCurry a Parma, Palazzo Pigorini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le fotografie non seguono un criterio cronologico o geografico, ma sono accostate per affinità di soggetti, emozioni e atmosfere, cercando quei fili invisibili che legano persone e luoghi anche lontanissimi tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">L’allestimento evoca quel senso profondo di umanità che si respira in ogni scatto di <strong>McCurry</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prodotta da <a href="http://www.artika.it" target="_blank">ARTIKA</a>, in collaborazione con Orion57 e il Comune di Parma, la mostra rappresenta un’occasione imperdibile per tutti gli amanti della fotografia e per chi desidera lasciarsi toccare dallo sguardo profondo e autentico di uno dei più grandi narratori visivi del nostro tempo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">BIO</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Steve McCurry</strong> non è soltanto uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, pluripremiato con il prestigioso <strong><em>World Press Photo Award</em></strong> – spesso considerato il Premio Nobel della fotografia –, ma continua ad essere un punto di riferimento per un vastissimo pubblico, specialmente tra i giovani. Nelle sue immagini, molti riconoscono un modo unico di guardare il mondo e, in qualche modo, se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a Philadelphia nel 1950, <strong>McCurry</strong> muove i primi passi come fotografo per un giornale locale. Dopo tre anni, intraprende un viaggio in India, da cui nasce il suo primo vero portfolio. La svolta arriva con il reportage sull’Afghanistan, che gli apre le porte delle più importanti riviste internazionali, come Time, Life, Newsweek, Geo e National Geographic.</p>
<p style="text-align: justify;">Inviato sui fronti più caldi del pianeta – da Beirut alla Cambogia, dal Kuwait all’ex Jugoslavia, fino di nuovo all’Afghanistan – McCurry ha sempre scelto di essere in prima linea, mettendo a rischio la propria vita pur di raccontare le conseguenze della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Membro dell’agenzia Magnum dal 1985 e vincitore di numerosi riconoscimenti fotogiornalistici, McCurry è autore di uno degli scatti più iconici della fotografia mondiale: il ritratto della ragazza afghana dagli occhi verdi, pubblicato sulle pagine di National Geographic e divenuto simbolo universale del conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Info<b style="font-weight: bold;"> mostra:</b> <a href="http://www.artika.it" target="_blank">ARTIKA</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<item>
		<title>Tarvisio, lungo i sentieri del foliage</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 13:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Incastonata tra le Alpi Giulie e immersa in una natura incontaminata, Tarvisio e il suo circondario diventano, in autunno, una meta ideale per chi ama viaggiare fuori stagione e ammirare i colori del foliage. Laghi alpini e vallate silenziose diventano la cornice suggestiva dello scorrere delle stagioni, quando le foglie cambiano tonalità e colorano panorami indimenticabili. Ci sono [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11115" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11115" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/11/Tarvisiano_autunno_bosco_alberi_DSC_5381-1024x629.jpg" alt="I boschi del Tarvisiano in autunno, spettacolo di colori  tarvisiano.org" width="710" height="436" /><p class="wp-caption-text">I boschi del Tarvisiano in autunno, spettacolo di colori      Credits: tarvisiano.org</p></div>
<p style="text-align: justify;">Incastonata tra le <strong>Alpi Giulie</strong> e immersa in una natura incontaminata, <a href="http://www.tarvisiano.org" target="_blank"><strong>Tarvisio</strong></a> e il suo circondario diventano, <strong><b>in autunno,</b></strong> una meta ideale per chi ama viaggiare fuori stagione e <strong><b>ammirare i colori del foliage</b></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Laghi alpini e vallate silenziose</strong> diventano la cornice suggestiva dello scorrere delle stagioni, quando le foglie cambiano tonalità e colorano panorami indimenticabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono tracciati per <strong>tutti i gusti e capacità</strong>, dalle facili passeggiate nei pressi dei laghi agli itinerari più lunghi e impegnativi in alta quota, sempre immersi in paesaggi che sono vere e proprie tavolozze di colori. Il tutto all&#8217;insegna dello <em>slow tourism</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma vediamone alcuni</p>
<h3>LA  FORESTA  MILLENARIA  DI  TARVISIO</h3>
<div id="attachment_11116" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11116" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/11/Tarvisiano_Autunno_Laghi-di-Fusine_ALberi_Bosco_foliage_SpalivieroDSC_5437-1024x563.jpg" alt="Laghi di Fusine nel Tarvisiano, circondati dalle foreste in pieno foliage      tarvisiano.org" width="710" height="390" /><p class="wp-caption-text">Laghi di Fusine nel Tarvisiano, circondati dalle foreste in pieno foliage         credits: tarvisiano.org</p></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una delle aree naturalistiche più preziose d&#8217;Italia, con i suoi 24.000 ettari di comprensorio alpino di cui 15.000 ricoperti di boschi produttivi, che si estendono fino al <strong>confine con Austria e Slovenia,</strong> interessando i comuni di Pontebba, Malborghetto-Valbruna e, naturalmente, Tarvisio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra settembre e novembre, l&#8217;intera zona raggiunge il suo massimo splendore, quando i boschi di faggi e di abeti rossi si accendono di colori caldi, che inondano il paesaggio delle tante valli, che si estendono ai lati del fiume Fella.</p>
<p style="text-align: justify;">Per godere di tutta questa bellezza, sono stati predisposti numerosi percorsi adatti a un pubblico di tutte le età.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parte dai <strong><b>Laghi di Fusine</b></strong>,<strong><b> Inferiore e Superiore</b></strong>, che offrono una passeggiata facile, praticamente un giro ad anello di poco più di un’ora, nei boschi che costeggiano le rive di questi meravigliosi specchi d&#8217;acqua di origine glaciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare al <strong>Lago Superiore</strong> si può optare per un tracciato che parte da<strong><b> Aclete</b></strong> ed è interamente nella foresta.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi preferisce i sentieri più articolati, può scegliere <strong><b>l’Orrido dello Slizza</b></strong>, una gola attraversata da passerelle e gallerie naturali, avvolta dalla vegetazione che in autunno regala atmosfere da fiaba.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong><b>Val Bartolo</b></strong>, invece, è un percorso che attraversa malghe e pascoli alpini, con una salita più lunga e panorami aperti sulle montagne.</p>
<h3 style="text-align: justify;">IL  PARCO  CERVI  A  TARVISIO</h3>
<div id="attachment_11117" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11117" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/11/Tarvisiano_Parco-Cervi_Autunno_Chiesa_campanile_Tarvisio_DSC_5693-1024x679.jpg" alt="Foliage nel Parco Cervi, sullo sfondo, il campanile di Tarvisio    credits:tarvisiano.org" width="710" height="470" /><p class="wp-caption-text">Foliage nel Parco Cervi, sullo sfondo, il campanile di Tarvisio   credits:tarvisiano.org</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per chi ama la città e vuole scoprire la tipicità della montagna senza allontanarsi troppo, può visitare il <strong>Parco Cervi a <a href="http://www.tarvisiano.org" target="_blank">Tarvisio</a></strong> e percorrere il sentiero didattico ‘Naturalmente Tarvisio’.</p>
<p style="text-align: justify;">Un percorso che si snoda dal <strong>Parco Cervi</strong> fino a <a href="http://www.tarvisiano.org" target="_blank"><strong>Tarvisio città</strong></a>, ideale per una passeggiata rilassante e per scoprire la storia e le caratteristiche naturalistiche di questa bellissima cittadina.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Cork (Irlanda) buongustaia del sud, cosa vedere</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 09:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; una città del sud, Cork. Del sud dell&#8217;Irlanda, intendo. Vibrante, laboriosa, multiculturale (la sua università attrae studenti da tutto il mondo) e assolutamente buongustaia, tanto da meritarsi il titolo di capitale gastronomica d&#8217;Irlanda. Il fiume Lee la percorre placidamente, dando carattere a una cornice fatta di edifici eleganti e colorati, parchi rigogliosi, stradine intriganti [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11064" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11064" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/09/2.-Cork-River-Lee_master-1024x768.jpg" alt="Veduta panoramica di Cork con la cattedrale sullo sfondo e il fiume Lee   credits Turismo Irlandese" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Veduta panoramica di Cork con la cattedrale sullo sfondo e il fiume Lee credits Turismo Irlandese</p></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una città del sud, <strong>Cork</strong>. Del sud dell&#8217;<a href="http://www.ireland.com" target="_blank"><strong>Irlanda</strong></a>, intendo. Vibrante, laboriosa, multiculturale (la sua università attrae studenti da tutto il mondo) e assolutamente <strong>buongustaia</strong>, tanto da meritarsi il titolo di <strong>capitale gastronomica</strong> <strong>d&#8217;Irlanda</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fiume <strong>Lee</strong> la percorre placidamente, dando carattere a una cornice fatta di edifici eleganti e colorati, parchi rigogliosi, stradine intriganti piene di negozi e localini,</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, una città molto a misura d&#8217;uomo e di turista, capoluogo dell&#8217;<strong>omonima</strong> <strong>contea</strong>, la più grande d&#8217;<a href="http://www.ireland.com" target="_blank"><strong>Irlanda</strong></a>, dove i paesaggi alternano campagne dolci e pettinate, penisole selvagge e isole incantevoli, come <strong><em>Spike Island</em></strong>, con il suo forte imponente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma scopriamone insieme i covi golosi</p>
<h3 style="text-align: justify;">COSA VEDERE;  ENGLISH MARKET, VETRINA DI SAPORI</h3>
<div id="attachment_11067" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11067" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/09/12.-The-English-Market-Cork-City_master-2-1024x682.jpg" alt="Cork, interni dell'English Market  credits  Turismo Irlandese" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Cork, interni dell&#8217;English Market       credits Turismo Irlandese</p></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un mercato coperto tra i più antichi del mondo l&#8217;<a href="http://www.ireland.com" target="_blank"><em><strong>English Market</strong></em></a>, uno dei punti focali della città e meta di tutti, cittadini, turisti, semplici curiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal lontanissimo 1778 è vetrina delle variegate e generose produzioni locali: carni di Angus e pollame di fattoria; salmone affumicato, aringhe, ostriche e tutto il pesce dell&#8217;Atlantico; verdure e frutta delle prime campagne; formaggi vaccini e caprini fatti con latte dei pascoli verdissimi; tipiche salsicce di sanguinaccio e lei, la <em>Murphy&#8217;s Stout</em>, l&#8217;eccellente birra scura che riflette l&#8217;anima della regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mercato <em>eroico</em> a tutti gli effetti, sopravvissuto a incendi, guerre civili, persino a un tentativo di cambio del nome. Uno dei migliori di tutto il Regno Unito e d&#8217;Irlanda secondo il famoso chef Rick Stein.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; davvero molto piacevole passeggiare tra le sue bancarelle. scambiare una chiacchiera coi venditori, concedersi un assaggino goloso, osservando gli avventori che fanno la fila per accaparrarsi tutto questo bendidio.</p>
<div id="attachment_11069" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11069" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/09/11.-Cork-on-a-Fork-Festival-Cork-City_master-1024x682.jpg" alt="Cork, Irlanda, English Market, vero e proprio festival di sapori    credits Turismo irlandese" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">La tradizione gastronomica e culinaria di Cork è un vero e proprio festival dei sapori       credits  Turismo Irlandese</p></div>
<p style="text-align: justify;">Al piano superiore, tra capriate in legno e archi in ferro battuto, ci si può accomodare ai piccoli tavoli del <a href="http://www.farmegatecork.it" target="_blank"><strong><em>Farmgate Cafè</em></strong></a> e gustare i piatti della tradizione preparati con le materie prime del mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottimi e corroboranti, per esempio, la <em>chauder</em>, zuppa di pesce e crostacei accompagnata dal tipico e croccante pane scuro oppure lo stufato di agnello irlandese; il manzo sotto sale, la trippa con cipolle e patate <em>Drasheen</em> e <em>Ladysbridge</em>; le crocchette di baccalà o la suprema di pollo allevato all&#8217;aperto.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, l&#8217;<a href="http://www.ireland.com" target="_blank"><strong><em>English Market</em> </strong></a>incarna quotidianamente un vero e proprio festival dei sapori irlandesi, un luogo imperdibile quando se si visita <strong>Cork.</strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">COSA VEDERE;  TRA  BIRRE E  BIRRIFICI ARTIGIANALI</h3>
<div id="attachment_11074" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11074" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/09/beers-1283566_1280-1024x682.jpg" alt="Cork, tra birre e birrifici artigianali" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Cork, tra birre e birrifici artigianali</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #111317;">Se amate la birra, siete in un piccolo paradiso, perché <a href="http://www.ireland.com" target="_blank"><strong>Cork</strong></a> ama molto proporre le sue creazioni artigianali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #111317;">Ovviamente, se ordinate una pinta di <em>Guinness</em> ve la servono senza problemi, ma le birre locali, sono un vero e proprio must.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #111317;">Sto parlando, per esempio, della <em>Murphy&#8217;s</em> o della <em>Beamish</em>, due gustose stout, la cui tradizione vanta oltre 150 anni di storia.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Un posto imperdibile diventa allora la <strong><em>Franciscan Well Brewery</em></strong>, f<span style="color: #111317;">ondata dove nel 1219 sorgeva un monastero francescano dotato di pozzo le cui acque avevano poteri curativi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #111317;">Nel suo pub si possono sorseggiare la <em>Blarney Blonde</em>, la <em>Rebel Red</em> e la <em>Shandon Stout </em>e ci si può rilassare nel bel giardino sulle note di musica live.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #111317;">E poi, ci sono l&#8217;</span><em><a style="font-weight: bold; color: #000000;" href="http://eightdegrees.ie/" target="_blank">Eight Degrees Brewing Company</a></em><span style="color: #111317;"> o i microbirrifici </span><a style="font-weight: bold; color: #000000;" href="http://risingsonsbrewery.com/" target="_blank"><em>Rising</em> <em>Sons</em></a><span style="color: #111317;"> ed </span><em><a style="font-weight: bold; color: #000000;" href="http://elbowlane.ie/" target="_blank">Elbow Lane</a></em><span style="color: #111317;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, a ciascuno la sua<em> stout</em>!</p>
<h3 style="text-align: justify;">CORK COSA VEDERE,  GLI INDIRIZZI DA NON PERDERE</h3>
<div id="attachment_11081" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11081" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/09/9.-Macroom-Buffalo-Farm-Tour-Cheese-Co-Cork_master-1024x682.jpg" alt="Cork, città capofila della gastronomia irlandese    credits Turismo Irlandese" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Cork, città capofila della gastronomia irlandese credits Turismo Irlandese</p></div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ireland.com" target="_blank"><strong>Cork</strong></a> si trova al centro di una contea che ha guidato la rivoluzione gastronomica irlandese e diversi suoi ristoranti meritano sicuramente una tappa. Le dimensioni compatte della città consentono inoltre di raggiungerli comodamente a piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i tanti, l&#8217;<a href="http://www.orso.ie" target="_blank"><em><strong>Orso</strong></em>Kitchen&amp;Bar</a>, aperto sia a pranzo che a cena, rinomato per la freschissima cucina stagionale tutta a base di prodotti e ricette tradizionali del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libertygrill.ie" target="_blank"><strong><em>Liberty Grill</em></strong></a>, utilizza materie prime da allevamenti locali che rispettano i principi dell&#8217;etica, come le carni di manzo di O&#8217;Mahonys; pollame allevato all&#8217;aperto e uova dell&#8217;azienda East Ferry; pesce e crostacei di Ballycotton.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://greenesrestaurant.com" target="_blank"><em><strong>Greenes Restaurant </strong></em></a>elegante, con piante a cascata e sedie in velluto, è il posto giusto per gustare lo stufato di manzo accompagnato da una <em>Beamish Stout</em>; suprema di pollo all&#8217;inglese; stinco d&#8217;agnello di Quingley e la celebre bistecca sulla pietra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.paradiso.restaurant" target="_blank"><em><strong>Café Paradiso</strong></em></a>, considerato uno dei migliori ristoranti vegetariani d&#8217;Europa; lo chef Dennis Cotter è un grande conoscitore dei prodotti freschi del territorio con i quali sigla piatti ricchi di sapore, estro e fantasia.</p>
<h3>CORK COSA VEDERE, TAPPE MONUMENTALI E CULTURALI</h3>
<div id="attachment_11082" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11082" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/09/IMG-20250913-WA0012-768x1024.jpg" alt="Cork, la Cattedrale di St. Fin Barre     credits Maurizia Ghisoni" width="710" height="946" /><p class="wp-caption-text">Cork, la Cattedrale di St. Fin Barre credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Forte del riconoscimento ottenuto dal <strong><em>National Geographic</em></strong> quale destinazione <strong>Best of the World 2025</strong>, <a href="http://www.ireland.com" target="_blank"><strong>Cork</strong></a> offre tappe monumentali di tutto rispetto.</p>
<p style="text-align: justify;">A cominciare dall&#8217;imponente <strong>Cattedrale di St. Fin Barre</strong>, meraviglia del neogotico francese e sede del culto cristiano da quando il patrono di <strong>Cork</strong>, St, Fin Barre, vi fondò un monastero nel VII secolo d.C.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo svariati ricostruzioni, cambiamenti e ristrutturazioni, l&#8217;attuale complesso è stato completato solo nel XIX secolo. All&#8217;interno, spiccano le bellissime vetrate policrome; l&#8217;organo decorato e le teste in pietra scolpite risalenti al XII secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra tappa, l&#8217;<strong>Università UCC,</strong> dal profilo internazionale, il cui complesso si adagia lungo le sponde del fiume Lee, in un tripudio di alberi e vegetazione, che gli conferiscono un aspetto fiabesco. Al suo interno, la moderna Lewis Glucksman Gallery, sede di eventi e mostre temporanee.</p>
<p style="text-align: justify;">Pit stop anche al <strong>Cork City Gaol</strong>, le cui belle linee classico-gotiche lo fanno sembrare un castello, nonostante l&#8217;intero complesso sia sempre stato una prigione fino al XIX secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Visite guidate sia all&#8217;interno che lungo i camminamenti esterni consentono di scoprirne la storia intrigante e movimentata. Oggi, i suoi ambienti vengono anche affittati per eventi aziendali, set fotografici e riprese cinematografiche.</p>
<h3 style="text-align: justify;">INFO</h3>
<p style="text-align: justify;">Trovate tutte le informazioni utili al vostro viaggio a Cork e nella sua contea al sito di <a href="http://www.ireland.com" target="_blank"><strong>Turismo Irlandese</strong></a></p>
<div id="attachment_11086" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-11086" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/09/3.-Cork-City-Hall-Cork-City-Night-Time-Co-Cork_master-949x1024.jpg" alt="Cork, veduta aerea notturna della città    credits  Turismo Irlandese" width="710" height="766" /><p class="wp-caption-text">Cork, veduta aerea notturna della città credits Turismo Irlandese</p></div>
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		<title>Sudafrica a tutto safari</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 13:48:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; sicuramente una delle esperienze più entusiasmanti, il safari, quando si visita una paese come il Sudafrica, la Nazione Arcobaleno per eccellenza, non solo per il gran numero di popoli ed etnie che vi convivono, ma anche per la ricchezza di habitat e ambienti naturali. Comprese le savane, estese prevalentemente nel settore di nord est, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10774" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10774" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/bufali-orizzontali-sistemati.jpg" alt="Bufali nella savana sudafricana credits Maurizia Ghisoni" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Bufali nella savana sudafricana credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; sicuramente una delle esperienze più entusiasmanti, il <strong>safari</strong>, quando si visita una paese come il <strong><a href="http://www.southafrica.net" target="_blank">Sudafrica</a>,</strong> la <strong><em>Nazione Arcobaleno</em></strong> per eccellenza, non solo per il gran numero di popoli ed etnie che vi convivono, ma anche per la ricchezza di habitat e ambienti naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Comprese le <strong>savane</strong>, estese prevalentemente nel <strong>settore di nord est</strong>, fino  ai confini col Mozambico. Ambienti super affascinanti e sconfinati, veri e propri giardini dell&#8217;eden, che tengono a battesimo parchi nazionali, come il famoso <strong>Kruger National Park</strong> e innumerevoli riserve private.</p>
<p style="text-align: justify;">Regalarsi qui un <strong>safari fotografico,</strong> nei primi mesi dell&#8217;anno, significa inoltre trovare una <strong>savana molto verde</strong>, reduce dall&#8217;inverno australe, solcata dal rosso vivo delle piste, mossa da generose macchie arboree, dove lo sguardo corre libero su orizzonti infiniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dicevo, il più famoso è senz&#8217;altro il <strong>Kruger National Park</strong>, nato nel 1898 per volere dell&#8217;allora presidente sudafricano Paul Kruger; ha un&#8217;estensione di circa 20mila chilometri quadrati (più o meno come il Veneto o la Puglia) e vanta la più alta concentrazione di mammiferi al mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ci sono anche tante riserve private, con lodge accoglienti e ben organizzati, dove ci si ambienta molto velocemente e non si vede l&#8217;ora di salire su una jeep con tanto di ranger per immergersi nelle meraviglie della natura</p>
<h2 style="text-align: justify;">I  PREPARATIVI</h2>
<div id="attachment_10771" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10771" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/partenza-orizzontale.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, partenza all'alba per il safari credits Maurizia Ghisoni" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve, partenza all&#8217;alba per il safari credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per il mio <strong>safari</strong>, ho scelto una riserva privata, il  <a href="http://www.mabula.com" target="_blank"><strong><em>Mabula Game Lodge</em></strong></a>, oltre 12mila ettari di natura selvaggia, nel cuore di un&#8217;area conosciuta come <strong>Waterberg</strong>, a un&#8217;altitudine di 1300 metri, che la rendono <em>malaria free</em>,  dispensando dalla profilassi antimalarica, consigliata invece per diverse altre aree naturalistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La riserva è molto apprezzata per la bellezza e la diversità degli ambienti, che spaziano dalle pianure tipiche della savana a zone più montagnose, rendendola rifugio ideale per moltissime specie animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ai famosi <em><strong>Big Five</strong></em> &#8211; elefante, leone, rinoceronte, bufalo e leopardo-, chiamati così, perché considerati un tempo, i più difficili da cacciare, vivono qui oltre trecento specie di uccelli, insetti e rettili.  Un paradiso in piena regola.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lodge è davvero bello e accogliente. Le aree comuni, pulitissime e ordinatissime, sono allestite con arredi di buon gusto, afro-minimal chic li definirei, mentre le camere, dotate di tutti i comfort, sono ospitate all&#8217;interno di casette dal tipico tetto in<em> thatch,</em> il giunco locale, che ripara dalle intemperie, mantenendo freschi e arieggiati gli ambienti.</p>
<p>I <strong>safari</strong> sono programmati in base al ritmo del mondo animale: la mattina presto, le 5 per intenderci, quando molte specie sono già in cerca di cibo, e la sera prima del tramonto che, qui, nell&#8217;emisfero australe è accompagnato velocemente dal buio.</p>
<p>Prima della partenza, ci si sveglia con una tazza di caffè bollente o di tipico <em><strong>thè rosso Roiboss</strong></em>, mentre qualche scimmietta dal muso nero fa capolino dal tetto del lodge, per cercare di rubare qualche biscotto dal buffet.</p>
<p style="text-align: justify;">Si va quindi a incontrare la guida. La mia si chiama Keiti, abbreviativo di Khothalso, un ragazzone dallo sguardo vivo e il sorriso accattivante, che mi fa prendere posto su una jeep 4&#215;4 aperta, con tendalino e poncho para aria.</p>
<div id="attachment_10775" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10775" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/zebre-orizzontali.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, un gruppo di zebre, tra i primi incontri del mattino , credits M.Ghisoni" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve, un gruppo di zebre, tra i primi incontri del mattino , credits M.Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Inutile dire che l&#8217;emozione e l&#8217;attesa sono alle stelle; non vedo l&#8217;ora di imboccare una delle tante piste rosse che solcano la savana, con occhi e orecchie ben aperti, per non perdere nulla ma proprio nulla di questo mondo meraviglioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Piano piano tutti prendono posto, mentre attorno, nei grandi spazi verdi del lodge brucano tranquille delle <strong>gazzelle</strong> dal manto striato, che i locali chiamano <strong><em>Niala.</em></strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">SULLE  ORME  DEI  BIG  FIVE</h2>
<p style="text-align: justify;">Una volta partiti, procedendo a bassa velocità sulla pista intrisa di guazza notturna, il primo incontro è con un <strong>facocero,</strong> già molto indaffarato a grufolare nel mezzo di una radura. Il pensiero, lo capite anche voi, non può non andare al celebre e simpaticissimo <strong><em>Pumbaa</em></strong> del film <strong>Il Re Leone</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I facoceri, mi spiega Keiti la guida, sono erbivori e avendo un collo corto, sono soliti inginocchiarsi sulle zampe anteriori per scavare piccole buche alla ricerca di radici e bulbi selvatici.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esplorazione continua all&#8217;aria fresca della savana fino a che, sulla pista, non ci incuriosisce un piccolo gruppo di <strong>scarabei stercorari</strong> indaffaratissimi ad assemblare in palline lo sterco fresco di rinoceronte, segno che siamo vicini a uno dei <em>Big Five.</em></p>
<div id="attachment_10781" style="width: 581px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10781" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/rino11.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, un rinoceronte nero" width="571" height="265" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve, un rinoceronte nero   credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p>In effetti, è così; bastano poche decine di metri, fatti quasi a passo d&#8217;uomo ed ecco, in una fitta macchia di arbusti, due <strong>rinoceronti neri</strong> (in realtà, il manto è grigio-marrone, si chiamano così per distinguerli dai cugini bianchi, che sono ancora più grossi e possenti), intenti a consumare la loro prima colazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Sudafrica</strong>, insieme a <strong>Namibia, Kenya e Zimbabwe</strong>, detiene il 96% dell&#8217;intera popolazione africana di rinoceronti, una specie costantemente nel mirino dei bracconieri, che li uccidono per impadronirsi del corno, ritenuto con proprietà afrodisiache da alcune culture orientali e utilizzato anche come medicina per il trattamento di diverse malattie.</p>
<p style="text-align: justify;">Le severe leggi locali e una serie di efficaci programmi di salvaguardia fanno si che, negli ultimi decenni, sia aumentata la popolazione di questi mammiferi meravigliosi.</p>
<div id="attachment_10769" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10769" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/impala-e-zebre-orizzontali.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, Gazzelle, zebre e antilopi al pascolo  credits Maurizia Ghisoni" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve, Gazzelle, zebre e antilopi al pascolo credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma continuiamo la nostra esplorazione e dopo aver scorto un furtivo <strong><em>Silver Cat</em></strong>, una sorta di gattopardo dalla coda lunga e un manto a chiazze piccole, ci dirigiamo verso le grandi pianure, verdissime nelle loro radure sconfinate, dove pascolano e brucano nugoli di <strong>zebre, gruppi di antilopi impala, intere famiglie di gnu, orici meravigliose con quelle corna lunghe e sottili, che sembrano bucare il cielo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">E poi ancora, sullo sfondo dei rilievi del <strong>Waterberg</strong>. mandrie di <strong>bufali,</strong> neri, indomiti, possenti, capaci di tener testa ai predatori più aggressivi, come leoni e leopardi.</p>
<div id="attachment_10778" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10778" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/leonr-orizzontale-rivisto-a-fondo.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, leone capobranco  credits  Maurizia Ghisoni" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve, leone capobranco credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">A proposito di<strong> leoni</strong>, la guida mi conduce verso quel settore di riserva dove sa essere più facile avvistarli.</p>
<p style="text-align: justify;">E in effetti, cosi è: in una piccola area tappezzata di arbusti bassi, <strong>due leonesse</strong> si stanno spartendo i resti di una zebra, frutto della loro caccia mattutina, mentre qualche metro più in là, un maestoso <strong>leone capobranco</strong> e alcuni giovani maschi si crogiolano al primo sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Impossibile, non rimanere ipnotizzati da quella criniera fitta e fulva, da vero <strong>Re Leone</strong>, sotto la quale spunta uno sguardo tra il compassato e l&#8217;annoiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Man mano che il sole sale alto e la temperatura aumenta, si avvicina per tutto il branco l&#8217;ora della siesta e anche per noi è tempo di rientrare, rifocillarci con un&#8217;abbondante prima colazione e riposare, in attesa del safari nel tardo pomeriggio.</p>
<h2 style="text-align: justify;">ELEFANTI, GIRAFFE E CHEETAH</h2>
<div id="attachment_10766" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10766" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/elefante-ritoccato.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, un'elefantessa sul nostro percorso                 credits M. Ghisoni" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve, un&#8217;elefantessa sul nostro percorso credits M. Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tornati sulle piste, andiamo a cercare qualche altro esemplare di <em><strong>Big Five</strong></em>. Fatti pochissimi chilometri, la guida mi fa notare un gran movimento tra gli arbusti e dopo poco, ecco spuntare la mole di due bellissimi esemplari di <strong>elefanti</strong> <strong>femmina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fa sempre un certo effetto trovarsi davanti a questi pachidermi e sperare che non si spazientiscono, come accade invece a un&#8217;altra jeep, il cui driver commette l&#8217;imprudenza di avvicinarsi troppo a una delle due elefantesse che, adirata, gli simula una carica.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente paura però, Keiti mi spiega che quando l&#8217;elefante carica con le grandi orecchie in avanti non fa sul serio; occorre invece darsela a gambe se le orecchie sono tenute all&#8217;indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciamo le elefantesse al loro spuntino e continuiamo attraverso una radura tappezzata da grandi alberi di acacia, il cibo preferito dalle <strong>giraffe</strong>, che non si fanno attendere e che ci lasciano a bocca aperta, con il loro incedere elegante, il manto pezzato dai colori fulvi  e gli occhioni con ciglia lunghissime. Delle autentiche star!</p>
<div id="attachment_10757" style="width: 581px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10757" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/giraffa-con-filtri.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, l'incontro con una giraffa credits Maurizia Ghisoni" width="571" height="472" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve, l&#8217;incontro con una giraffa credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">I maschi possono raggiungere anche i 5 metri di altezza e sono, in assoluto, gli esemplari più alti della savana. Nella stagione degli accoppiamenti, lottano tra loro utilizzando il lungo collo e tutti, maschi e femmine, sanno difendersi bene dai grandi felini e dai predatori di ogni genere.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è ancora luce nella savana, e con Keiti decidiamo di spostarci nel settore sud della riserva, scorrendo vicino a un grande albero che fa da casa a una folta colonia di <strong>babbuini</strong> e sfilando sotto lo sguardo vigile di una <strong><em>Brown Snake Eagle</em></strong>, l&#8217;aquila del serpente marrone, come l&#8217;hanno battezzata gli indigeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatti pochi chilometri, davanti ai miei occhi si apre una visione straordinaria: una coppia di <strong>ghepardi</strong>, i <strong><em>cheetah</em></strong>, per la lingua anglofona, incede lentamente verso la nostra auto.</p>
<p style="text-align: justify;">Alti, snelli, elegantissimi, a testa alta come degli imperatori. Si lasciano ammirare in tutta la loro bellezza e deviano lentamente in una radura verdissima, aperta sull&#8217;orizzonte. Il tutto è davvero spettacolare e da solo vale il viaggio!</p>
<div id="attachment_10764" style="width: 554px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10764" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/ghepardi-a-posto.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, coppia di ghepardi  credits M.Ghisoni" width="544" height="422" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve, coppia di ghepardi<br />credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Poiché al crepuscolo non manca molto, Keiti allestisce un piacevole aperitivo in pieno <em>bush</em>, brindando alla natura generosa e alle sue fantastiche creature. Un calice di buon vino sudafricano suggella alla grande le tante e belle emozioni della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Al rientro, costeggiano un grande stagno, dove se ne stanno in ammollo gli <strong>ippopotami</strong>, in attesa che faccia buio e che temperature più fresche consentano loro di stare agevolmente sulla terraferma.</p>
<h2 style="text-align: justify;">CUCINA  DA  LODGE</h2>
<div id="attachment_10776" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10776" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/pentole-e-fuochi-sistemati-1024x591.jpg" alt="Sudafrica, le cucine del Mabula Game Lodge   credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="409" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, le cucine del Mabula Game Lodge credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tra un safari e l&#8217;altro, la cucina e la ristorazione sudafricane rappresentano un momento importante ed estremamente piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;">I pasti sono preparati utilizzando una grande varietà di ingredienti e soprattutto di ricette, in modo da regalare all&#8217;ospite una piacevole full immersion nella tradizione gastronomica locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.southafrica.net" target="_blank"><strong>Sudafrica</strong></a> è inoltre una nazione molto ricca da un punto di vista alimentare, qui non manca davvero nulla: carni di ogni tipo, pesce dai due oceani, verdure, frutta, legumi, latticini&#8230;, c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cucine del mio lodge interpretano alla grande tutta questa varietà e ad ogni pasto non mancano prelibatezze. Buonissimi, per esempio, gli <strong>stufati di manzo con verdure alla piastra e riso allo zafferano</strong>; le costolette di agnello con dadolate di zucca; la tipica  <em>mealie pap</em>, la polenta bianca ottenuta dalla varietà locale di mais, che i locali mangiano tradizionalmente con le mani, accompagnandola a una salsa di carne o verdure.</p>
<div id="attachment_10783" style="width: 771px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10783" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/riso-giallo.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve Lodge, carni stufate e riso allo zafferano credits  Maurizia Ghisoni" width="761" height="571" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Mabula Reserve Lodge, carni stufate, verdure alla piastra e riso allo zafferano credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immancabile <em><strong>braai</strong>, </em>versione locale del barbecue, consente di assaporare mille tipi di carni, salsicce <em>boerewars, </em>di memoria olandese<em>,</em> costolette salate e affumicate; pesce come il popolarissimo <em>snoek</em> arrostito fresco sul <em>braai; </em>insalate di molluschi e molto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, frutta fresca a go-go; dessert a base di creme cotte, gelato e profumatissimi sorbetti di frutta. Insomma, la cucina del lodge è davvero ottima!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buon Safari a tutti!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Info:  <a href="http://www.southafrica.net" target="_blank">South African Tourism</a></strong></p>
<div id="attachment_10759" style="width: 581px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.southafrica.net" target="_blank"><img class="size-full wp-image-10759" src="https://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/02/io-già-corretta.jpg" alt="Sudafrica, Mabula Reserve, si parte all'alba per il primo safari  credits Maurizia Ghisoni" width="571" height="389" /></a><p class="wp-caption-text"><a href="http://www.southafrica.net" target="_blank">Sudafrica, Mabula Reserve, si parte all&#8217;alba per il primo safari credits Maurizia Ghisoni</a></p></div>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Sudafrica di-vino</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 17:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food&Wine]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ho sempre pensato che le Winelands, le Terre del Vino sudafricane fossero un territorio esclusivamente collinare. Invece, sbagliavo. Visitandole, ho scoperto che sono vallette ordinate, circondate da montagne, dove si coltivano vigneti dalle piantine basse che i locali chiamano bushwine.  Il microclima favorevole di questa punta d&#8217;Africa (siamo a nord di Città del Capo), i terroir diversificati  e la [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10703" style="width: 1028px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10703" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/vigneti-saturati.jpg" alt="Sudafrica, vigneti nelle Winelands" width="1018" height="762" /><p class="wp-caption-text">S                                                                                                                                                                                                                                              Sudafrica, vigneti nelle Winelands                        credits   Maurizia  Ghisoni</p></div>
<p>Ho sempre pensato che le <strong>Winelands</strong>, le Terre del Vino sudafricane fossero un territorio esclusivamente collinare. Invece, sbagliavo.</p>
<p>Visitandole, ho scoperto che sono vallette ordinate, circondate da montagne, dove si coltivano vigneti dalle piantine basse che i locali chiamano <em>bushwine. </em></p>
<p>Il microclima favorevole di questa punta d&#8217;Africa (siamo a nord di Città del Capo), i <em>terroir </em>diversificati  e la passione dei viticoltori, consentono di portare in tavola eccellenti <em>Chardonnay </em>e <em>Sauvignon, Chenin Blanc</em>, <em>Merlot </em>e<em> Pinotage </em>dall&#8217;omonimo vitigno, quest&#8217;ultimo, tutto sudafricano, ottenuto dall&#8217;incrocio tra <em>Pinot Nero </em>e <em>Cinsault o Hermitage.</em></p>
<p>Un viaggio enologico di assoluta scoperta, il mio, che vi racconto passo dopo passo.</p>
<h3>VITICOLTORI   DAL   1600</h3>
<div id="attachment_10715" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10715" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/tipica-tenuta-nelle-Winelands.jpg" alt="Sudafrica, una tipica tenuta nelle Winelands  credits  Maurizia Ghisoni" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, una tipica tenuta nelle Winelands credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">I primi a coltivare vitigni in queste fertili valli protette dalle <strong>montagne del Grande Drago</strong> furono i coloni boeri nel XVII secolo a cui si accompagnarono gli Ugonotti in fuga dalle persecuzioni in Francia.</p>
<p style="text-align: justify;">Come già anticipato, il clima mite del Capo, la fertilità del terreno, la passione, il sapere acquisito in patria (questo per quanto riguarda gli Ugonotti), fecero di queste terre un piccolo <strong>eldorado vitivinicolo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni, certo, non sono mancati studi, sperimentazioni, migliorie di ogni sorta, ma il tutto è andato avanti in maniera armonica, così come la colonizzazione stessa di queste zone, che vantano cittadine di carattere, mosse da casette bianche, piccole chiese dai campanili che sembrano fatti di zucchero, giardini ombrosi, enoteche accoglienti e negozietti rubavista.</p>
<p style="text-align: justify;">Cittadine dai nomi illustri, come <strong>Stellenbosch,</strong> centro universitario d&#8217;eccellenza, dove la metà degli abitanti è costituita da studenti; o <strong>Franschhoek</strong>, una vera chicca, dichiarata <strong><em>Capitale Africana del Cibo</em></strong>, con ben tre ristoranti in vetta alle classifiche mondiali.</p>
<h3 style="text-align: justify;">I  VINI</h3>
<div id="attachment_10710" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10710" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/enoteca-sudafrica.jpg" alt="Sudafrica, Winelands, la ricca Enoteca di Richety Bridge Winery" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Winelands, la ricca Enoteca di Richety Bridge Winery credits  Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">I vini che ho avuto modo di degustare alla <strong><em>Rickety Bridge Winery, </em></strong>nei pressi di <strong>Franschhoek</strong>, spaziano da bianchi  eleganti e freschissimi, come <em>Chardonnay</em> e <em>Chenin Blanc</em>, compagni eccellenti di antipasti e zuppe di pesce, crostacei, carni bianche, secondi di pesce, torte salate e omelette; da un rosato <em>Shiraz</em> con note persistenti di fragola e sentori floreali, vinificato in blend con altri uvaggi e fermentato in botti d&#8217;acciaio. E un rosso <em>Pinotage</em>, il vino/vitigno sudafricano per eccellenza, il simbolo dell&#8217;enologia nazionale, ottenuto dall&#8217;incrocio tra Pinot Nero e Cinsault o Hermitage, da cui il nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella del <em>Pinotage</em> è una storia molto interessante. Correva l&#8217;anno 1925, quando Abraham Izak Perold, professore di enologia all&#8217;Università di Stellenbosch, incrociò due varietà di vitigni, Pinot Nero e Cinsault, importati dall&#8217;Europa, dove tanto aveva viaggiato per cantine e territori vinicoli, per condurre una ricerca commissionatagli dal governo, al fine di scoprire quali fossero le varietà migliori da impiantare nel Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo varie sperimentazioni piuttosto deludenti, Perold decise di incrociare due vitigni tra i suoi preferiti , il Pinot Nero e il Cinsault, ottenendo una varietà capace di adattarsi bene all&#8217;ambiente sudafricano.</p>
<p>Ecco come nacque il <em>Pinotage</em>, da cui si ricava un&#8217;uva a bacca rossa dalla buccia spessa che, una volta vinificata, regala un nettare dal carattere corposo, con un livello notevole di zuccheri e tannini, sentori di frutti rossi, come prugna e mora, e note speziate di tabacco e liquirizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se per molti le <strong><em>Winelands</em></strong> sudafricane sono la Borgogna dell&#8217;emisfero australe, il <em>Pinotage</em> è sicuramente il suo prodotto più caratteristico, invecchiato per almeno 12 mesi in botti di rovere francese (ma può essere lasciato maturare fino a 9 anni), è un compagno meraviglioso per carni rosse, insaccati, ratatouille, piatti a base di curry.</p>
<p style="text-align: justify;">Inutile dire che, qui, in <strong>Sudafrica</strong>, il <strong><em>Pinotage</em></strong> è un vero e proprio mattatore; non si contano durante il corso dell&#8217;anno, i concorsi, le manifestazioni e persino una data di calendario -il secondo sabato di ottobre- a lui dedicati.</p>
<h3 style="text-align: justify;">L&#8217;  ENOTURISMO</h3>
<div id="attachment_10706" style="width: 1028px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10706" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/winery-saturata.jpg" alt="Sudafrica, Wineland, insegna della Cantina Rickety Bridge Winery    credits Maurizia Ghisoni" width="1018" height="762" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Wineland, insegna della Cantina Rickety Bridge Winery credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ottimi, rinomati e in costante ascesa, i vini delle<strong><em> Winelands</em></strong> non sono però in grado di spiazzare la tradizione e i saperi dell&#8217;enologia italiana. Un fronte invece sul quale, a parer mio, abbiamo qualcosa da imparare, soprattutto a livello di piccole-medie aziende, è quello dell&#8217;<strong>accoglienza e della comunicazione enoturistica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo lembo di emisfero australe, forte di circa 600 cantine disseminate sulla <em><strong>Wine Route o Route 62,</strong></em> non si contano le candide tenute in stile boero, quelle dagli antichi nomi francesi e quelle gestite da generazioni di coloni anglosassoni; i cottage rustici ma deliziosi acquattati tra i vigneti, così come i boutique hotel con tanto di Spa dove, in tempo di vendemmia, si respira il profumo di mosto.</p>
<div id="attachment_10719" style="width: 1025px" class="wp-caption alignright"><img class="size-full wp-image-10719" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2025/01/botte-su-carriola.jpg" alt="Sudafrica, una delle mille enoteche sulla Wine Route" width="1015" height="761" /><p class="wp-caption-text">Sudafrica, Franschhoek,  una delle mille enoteche sulla Wine Route  credits  Maurizia  Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare poi delle enoteche sempre aperte a una calda ospitalità; dalle gite in trattore con allegri pic-nic tra i filari; dai festival gastronomici accompagnati ma musiche e mostre d&#8217;arte; dal buon vivere contagioso di cittadine gettonatissime, come <strong>Stellenbosch, Franschhoek, Pearl</strong>, con le loro atmosfere europee che l&#8217;Africa declina in modo unico.</p>
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		<title>Varallo Valsesia (Vc), tra sacro e profano</title>
		<link>https://www.mondinostri.it/magazine/varallo-valsesia-vc-tra-sacro-e-profano/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 12:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Poco meno di settemila abitanti e un numero considerevole di chiese, musei, pinacoteche, biblioteche. E un Sacro Monte, primo in assoluto in Europa nonché Patrimonio Unesco, che sorveglia dall&#8217;alto il centro abitato. Benvenuti a Varallo (Alto Piemonte, Vercelli), il capoluogo artistico e culturale della Valsesia, la cui storia, tradizione e bellezza gli ha meritatamente guadagnato [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10669" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10669" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_171557-1024x768.jpg" alt="Varallo (Vc), veduta serale della Collegiata Gaudenziana  credits Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Varallo (Vc), veduta serale della Collegiata Gaudenziana,   credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Poco meno di settemila abitanti e un numero considerevole di chiese, musei, pinacoteche, biblioteche. E un <strong>Sacro Monte</strong>, primo in assoluto in Europa nonché Patrimonio Unesco, che sorveglia dall&#8217;alto il centro abitato.</p>
<p style="text-align: justify;">Benvenuti a <strong>Varallo</strong> (Alto Piemonte, Vercelli), il capoluogo artistico e culturale della <strong>Valsesia</strong>, la cui storia, tradizione e bellezza gli ha meritatamente guadagnato il titolo di <strong>Città d&#8217;Arte.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono sincera, non vi avevo mai messo piede e sono rimasta non poco stupita da una cornice naturale così generosa, che fa da quinta a questa cittadina ai piedi del M<strong>onte Rosa</strong> e del <strong>Parco Naturale dell&#8217;Alta Valsesia</strong>, meravigliosamente sospesa tra sacro e profano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma scopriamola insieme.</p>
<h3 style="text-align: justify;">LA  SALITA  AL SACRO MONTE</h3>
<div id="attachment_10681" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10681" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_152241-1024x768.jpg" alt="La salita al Sacro Monte di Varallo attraverso il Bosco Sacro,  credits  Maurizia  Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">La salita al Sacro Monte di Varallo attraverso il Bosco Sacro,   credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">La salita stessa è un&#8217;esperienza bellissima attraverso il <strong>bosco sacro</strong>, avvolti dal silenzio della natura autunnale, calpestando il tappeto color bronzo delle foglie dei faggi, a cui l&#8217;umidità regala sfumature brillanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Di passo in passo, ci si avvicina alla prima delle 45 cappelle che fanno del <a href="http://www.sacromontedivarallo.com" target="_blank"><strong>Sacro Monte di Varallo</strong> </a>una <strong>piccola Gerusalemme.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si, perché, alla fine del XV secolo, era proprio questa l&#8217;intenzione del francescano milanese <strong>Benedetto Caimi</strong>: consentire a tutti coloro che non potevano permettersi un viaggio in Terrasanta di rivivere le vicende delle Sacre Scritture ambientate in loco, secondo usi e i costumi di queste valli.</p>
<div id="attachment_10687" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10687" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_152344-1024x768.jpg" alt="Sacro Monte Varallo, la Cappella dell'Annunciazione, con Maria intenta nell'arte locale del Puncetto  credits M.Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Sacro Monte di Varallo, la Cappella dell&#8217;Annunciazione, con Maria intenta nell&#8217;arte locale del Puncetto,   credits M.Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Risultato, <strong>45 cappelle</strong> disseminate nella natura, ognuna delle quali racconta con un&#8217;incredibile forza scenica episodi della <strong>vita e della passione di Cristo</strong> e una grandiosa <strong>Basilica dell&#8217;Assunta</strong> che svetta sulla sommità del Monte, a 608 metri di quota.</p>
<p style="text-align: justify;">Un vero e proprio &#8220;<em>teatro montano&#8221;</em>, come è stato definito e non solo per il luogo, ma anche perché le architetture richiamano quelle tradizionali valsesiane, con protagoniste <strong>800 statue in legno e terracotta policroma a grandezza naturale</strong> (diversi abiti sono in tessuto e i capelli realizzati con crine di cavallo maschio) e <strong>oltre quattromila figure affrescate</strong>, che portano la firma di grandi maestri, primo fra tutti <strong>Gaudenzio Ferrari</strong> e poi Tanzio da Varallo, Bernardino Lanini, Francesco Mazzucchetti detto il Morazzone e altri.</p>
<div id="attachment_10683" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10683" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_153848-1024x768.jpg" alt="Sacro Monte di Varallo (Vc), la cappella che raffigura l'Adorazione dei Magi,  credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Sacro Monte di Varallo (Vc), la cappella che raffigura l&#8217;Adorazione dei Magi,  credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il tutto consente agli odierni pellegrini di rivivere i fatti del Vangelo con <strong>stupore e coinvolgimento emotivo</strong>, perché non ci si aspetta tanta forza ed efficacia narrativa in uno scampolo di roccia tra le Alpi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una prima parte di cappelle, acquattata nel <strong>bosco</strong>, si concentra cronologicamente sugli episodi biblici da Adamo ed Eva all&#8217;arrivo di Gesù in Gerusalemme; la seconda, strutturata invece come una <strong>vera e propria città, con piazze e palazzi,</strong> narra i fatti dall&#8217;Ultima Cena alla Passione e Resurrezione di Cristo fino all&#8217;Assunzione della Vergine.</p>
<div id="attachment_10685" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10685" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_164604-1024x768.jpg" alt="Sacro Monte di Varallo, interni della basilica dedicata alla Vergine, credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Sacro Monte di Varallo, interni della basilica dedicata alla Vergine,  credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Proprio a quest&#8217;ultima è dedicata la <strong>chiesa ottocentesca,</strong> che domina la piazza, con la sua bella facciata in pietra chiara opera di Giovanni Cerutti, che nelle belle giornate illumina la sommità del Monte.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre che a piedi e in auto, nella bella stagione, il <a href="http://www.sacromontedivarallo.com" target="_blank"><strong>Sacro Monte</strong></a> è raggiungibile anche con una comoda<strong> funivia</strong> che parte da <strong>Varallo</strong>, nei pressi della chiesa di Santa Maria delle Grazie.</p>
<h3 style="text-align: justify;">ARTE  TRA  LE   ANTICHE  CONTRADE</h3>
<div id="attachment_10680" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10680" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_171615-1024x768.jpg" alt="Varallo Valsesia, uno scorcio di Corso Umberto  credits Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Varallo Valsesia, uno scorcio di Corso Umberto,  credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; considerata la <strong>capitale culturale della Valsesia, Varallo</strong> e a rendermene conto non ci metto molto, passeggiando per strade, vicoli e piazzette che schiudono chiese, oratori, ville e palazzetti nobiliari spesso adibiti a musei, biblioteche, pinacoteche.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia passeggiata inizia da <strong>corso Umberto</strong>, l&#8217;ampia arteria centrale sulla quale affacciano il teatro e la maestosa <strong>Collegiata barocca di San Gaudenzio</strong>, che domina letteralmente la piazza sottostante, vera e propria sentinella del centro storico.</p>
<p style="text-align: justify;">Al tramonto, le lucine del Natale rendono la passeggiata ancor più piacevole, complice il fascino intrigante delle antiche contrade, il cui nome è tutto un programma.</p>
<div id="attachment_10672" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10672" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_173911-1024x768.jpg" alt="Insegna della Contrada del Burro, una delle più antiche di Varallo (Vc)  credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Insegna della Contrada del Burro, una delle più antiche di Varallo,  credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Contrada del Burro</strong>, per esempio, direttrice cruciale per la storia dell&#8217;intera valle:&lt;&lt;<em>Da qui sono passati un po&#8217; tutti, mercanti, artisti, soldati, predicatori e uomini di sapere, per raggiungere l&#8217;alta valle e i valichi</em> <em>montani</em>&gt;&gt;<i>, </i>mi spiega Monica la nostra guida, il che lascia intendere quali e quanti influssi possa aver avuto questa cittadina che conta oggi poco più di seimila abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, oltre a quella del <strong>Burro</strong>, ci sono anche la <strong>Contrada del Vino</strong> o l&#8217;<strong>antica Piazza della Tela</strong>, fiancheggiate da case e palazzetti dai colori tenui, abbelliti da balconcini in ferro battuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Riguadagnando corso Umberto, una tappa d&#8217;obbligo è la <strong>Bottega dell&#8217;Artigianato</strong>, vetrina dell&#8217;artigianato tipico locale, tempio di <em>Puncetti</em>, <em>Scapin</em> e di tante bellissime creazioni in legno e materiali naturali, frutto dell&#8217;inventiva e delle abilità manuali delle genti valsesiane.</p>
<div id="attachment_10673" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10673" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241127_112217-1024x768.jpg" alt="Merletto realizzato con l'antica tecnica del Puncetto valsesiano, credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Merletto realizzato con l&#8217;antica tecnica del Puncetto valsesiano,  credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Puncetto</em> è una tecnica di merletto il cui nome significa piccolo punto, i cui strumenti sono ago, filo e tanta pazienza, mi spiegano le signore che animano questa bottega laboratorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle fredde sere invernali, rappresentava una delle attività preferite dalle donne che, con precisione e dedizione, davano vita a piccoli capolavori, che andavano a ornare lenzuola, tende, tovaglie, asciugamani, i costumi femminili e i paramenti sacri.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dei secoli, i segreti di quest&#8217;arte sono stati tramandati oralmente attraverso le generazioni e ogni paese della valle ha elaborato un suo <strong>disegno tipico</strong>, che nasce dal gioco di vuoti e di pieni. Quello valsesiano è leggero come la filigrana, pulito e simmetrico nelle geometrie come un intarsio.</p>
<div id="attachment_10674" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10674" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241127_111730-1024x768.jpg" alt="Pizzo a Puncetto applicato  a un costume tradizionale valsesiano  credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Pizzo a Puncetto applicato a un costume tradizionale valsesiano,  credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Immancabili nel guardaroba di un valsesiano doc, gli <em>scapin </em>o <em>scufun</em>, le pantofole a prova di freddo alpino, nate insieme ai primi insediamenti Walser in queste valli.</p>
<p style="text-align: justify;">Realizzati con stoffe di recupero e materiali naturali, come la canapa intrecciata nelle suole, gli <em>scapin</em> erano una calzatura umile ma molto comoda, calda, sana e resistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, si realizzano con materiali ben più preziosi e ricercati: velluto, panno, alpaca, cachemire, anche se nulla è cambiato nella lavorazione completamente manuale.</p>
<div id="attachment_10675" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10675" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241127_112233-1024x768.jpg" alt="I tipici Scapin, pantofole tradizionali della Valsesia,  credits  Maurizia  Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">I tipici Scapin, pantofole tradizionali della Valsesia,  credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quattro passi ancora ed ecco il <strong>Ponte Antonini</strong>, sotto il quale scorrono le acque verdi e vivaci del <strong>torrente Mastallone</strong>, che nasce sui fianchi della montagna e sigla qui una piacevole passeggiata lungofiume.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio <a href="http://www.atlvalsesiavercelli.it" target="_blank"><strong>Varallo tour</strong></a> si conclude con una vera e propria chicca, un capolavoro che molti hanno ribattezzato &#8220;<em>la Sistina</em> <em>della Valsesia</em>&#8220;: la <em><strong>Parete Gaudenziana</strong></em> nella chiesa di <strong>Santa Maria delle Grazie</strong>, un affresco di straordinaria bellezza, composto da 21 formelle dal forte impatto visivo, raffiguranti ciascuna scene della vita di Gesù.</p>
<div id="attachment_10676" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10676" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241127_114058-1024x768.jpg" alt="Particolare della Parete Gaudenziana nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli,  credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Particolare della Parete Gaudenziana nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Varallo,  credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gaudenzio Ferrari</strong> fu il maggior esponente della scuola pittorica piemontese del Cinquecento; a Varallo visse a lungo, lasciando, insieme ai suoi allievi, opere pregevoli, che si possono ammirare nella Collegiata, nella Pinacoteca, in diverse chiese cittadine e al Sacro Monte.</p>
<h3 style="text-align: justify;">GLI  EVENTI  DA  NON  PERDERE</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carnevale</strong>, affonda le sue radici in una tradizione antica e molto sentita. Ogni anno, dal 6 gennaio, la città è governata da Re Marcantonio e dalla sua consorte Cecca, che offrono agli abitanti feste, balli, divertimento, momenti culturali e pranzi a base di <em>paniccia</em>, gustoso e corroborante minestrone preparato con riso, verdure, legumi e pancetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alpàa</strong>, ogni anno a luglio, è un&#8217;attesissima vetrina della vita e dei prodotti di montagna, con strade e piazze piene di stand con prodotti enogastronomici e di artigianato tipico; rassegne artistiche e culturali, concerti con star internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mercatino dell&#8217;Antiquariato</strong>, l&#8217;ultimo sabato di ogni mese su corso Roma, occasione ghiotta per curiosare tra banchi di monete, oggettistica, dischi, fumetti, produzioni hobbistiche e artigianali.</p>
<p style="text-align: justify;">Info:  <a href="http://www.atlvalsesiavercelli.it" target="_blank"><strong>Turismo Biella Valsesia Vercelli</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ARTICOLI   CORRELATI</strong></p>
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<p style="text-align: justify;"><a title="Alto Piemonte, D… come Domodossola" href="http://www.mondinostri.it/magazine/alto-piemonte-d-come-domodossola/" target="_blank">Alto Piemonte, D come Domodossola</a></p>
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		<title>Valsesia (Vc), tra i sapori dell&#8217;Alto Piemonte</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 14:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food&Wine]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La tradizione -scriveva Oscar Wilde- non è altro che un&#8217;innovazione ben riuscita&#8221; e di innovazioni ben riuscite ne ho trovate davvero tante in Valsesia (Vercelli) e tutte degne di nota. Questa valle dell&#8217;Alto Piemonte, solcata dal fiume Sesia, disegnata dalle colline dolci di Gattinara e dalle pendici imponenti del Monte Rosa (4634 mt), schiude covi golosi ed esempi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10623" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10623" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/Monterosa-estate-e-fiume-1500x846-1-1024x577.jpeg" alt="I panorami della Valsesia con il Monte Rosa  credits Visit Valsesia Vercelli" width="710" height="400" /><p class="wp-caption-text">I panorami della Valsesia con il Monte Rosa credits Visit Valsesia Vercelli</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;La tradizione </em>-scriveva Oscar Wilde- <em>non è altro che un&#8217;innovazione ben riuscita&#8221; </em>e di innovazioni ben riuscite ne ho trovate davvero tante in Valsesia (Vercelli) e tutte degne di nota.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa valle dell&#8217;<a href="http://www.atlvalsesiavercelli.it" target="_blank"><strong>Alto Piemonte</strong></a>, solcata dal fiume Sesia, disegnata dalle colline dolci di Gattinara e dalle pendici imponenti del <strong>Monte Rosa</strong> (4634 mt), schiude covi golosi ed esempi di agricoltura eroica, che da soli valgono il viaggio e l&#8217;esplorazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, venite con me!</p>
<h3 style="text-align: justify;">UNA PICCOLA VALLE ALLO ZAFFERANO</h3>
<div id="attachment_10626" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10626" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241127_094240-1024x768.jpg" alt="Zafferano biologico dell'Azienda Agricola Valmastallone, a Nosuccio di Cravagliana, credits Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Zafferano biologico dell&#8217;Azienda Agricola Valmastallone, a Nosuccio di Cravagliana, credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nella frazione  di <strong>Nosuggio</strong>, in una valletta laterale chiamata <strong>Valmastallone</strong>, tutta gole e natura selvaggia, <a href="http://www.aziendaagricolavalmastallone.com" target="_blank"><strong>Federica</strong> <strong>Ferro</strong></a> e il marito <strong>Claudio</strong> si sono lanciati in una vera e propria avventura di <strong><em>agricoltura eroica</em></strong>, coltivando <strong>zafferano biologico</strong> a 655 metri di quota.</p>
<p style="text-align: justify;">Come la stessa Federica ama sottolineare, la loro è un&#8217;alleanza, una collaborazione con la natura, recuperando campi e orti in disuso e coltivandoli in maniera sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è uno <strong>zafferano</strong> i cui stigmi sono stati classificati di Prima Qualità: &lt;&lt;<em>I suoi fiori crescono forti e rigogliosi grazie all&#8217;ambiente naturale e a sistemi di coltivazione a bassissimo impatto ambientale e gli stigmi sprigionano qualità organolettiche superiori, che valorizzano i piatti, esaltandone sapore, colore e profumo</em>&gt;&gt;, spiega Federica, mentre mi fa visitare il suo piccolo e luminoso laboratorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo zafferano sigla inoltre collaborazioni molto interessanti, aromatizzando il miele di montagna (delizioso con la toma d&#8217;alpeggio), la birra del Monte Rosa e dolcetti sfiziosi come meringhe e biscotti, che riempiono le scansie del nuovissimo negozietto.</p>
<p style="text-align: justify;">E non è tutto, perché direttamente dal frutteto aziendale, arrivano mele biologiche e nostrane, che vengono trasformate in un aceto dal bel color ambrato, ricco di sostanze nobili amiche della salute e della bellezza. Così pure, l&#8217;olio di noci, prodotto solo con noci valligiane, come facevano nonni e bisnonni.</p>
<h3 style="text-align: justify;">FOBELLO E I BISCOTTINI DELLE STREGHE</h3>
<div id="attachment_10629" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10629" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241127_102348-1024x768.jpg" alt="Fobello, Alta Valsesia, Anna Maria Tirozzio e i suoi Biscutin dal Strii, credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Fobello, Alta Valsesia, Anna Maria Tirozzio e i suoi Biscutin dal Strii, credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">La mia esplorazione dell&#8217;<a href="http://www.valsesiavercelli.it" target="_blank"><strong>Alta Valsesia</strong></a> continua in direzione <strong>Fobello</strong>, nel cuore del <strong>Parco Naturale Alta Valsesia</strong>, una manciata di case attorno a una chiesa, dove nacque Vincenzo Lancia, il fondatore dell&#8217;omonima casa automobilistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui, tra i boschi di faggio e il gorgoglio di fontanelle, spunta un piccolo negozio che è tutto un profumo e il cui nome è un programma: <strong><em>I Biscutin dal Strii</em></strong>, I Biscottini delle Streghe, il regno di <strong>Anna Maria Tirozzio</strong>, che in fatto di biscotti e pastafrolle la sa davvero lunga.</p>
<p style="text-align: justify;">Da lustri, il suo forno  propone squisitezze a base di <strong>farine semi integrali biologiche macinate a pietra</strong>, burro di alta qualità, uova di galline allevate a terra e aromi naturali, senza conservanti né coloranti. Squisitezze che si chiamano <em>Ciovetti </em>, biscotti <em>sablé</em> con farina di riso; <em>Sajetti</em> fatti con albumi e vaniglia Bourbon; <em>Pulenta Fublina</em> con farina di mais biologica macinata a pietra; <em>Buscai</em> a base di albumi e nocciole Piemonte IGP; <em>Tenc</em> con cacao amaro del Madagascar e tanto altro da far perdere la testa.</p>
<h3 style="text-align: justify;">TRA LE COLLINE DEL NEBBIOLO</h3>
<div id="attachment_10633" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10633" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/gattinara-1024x683.jpg" alt="Veduta di Gattinara e delle sue colline a vigneto  credits  Visit Valsesia Vercelli" width="710" height="473" /><p class="wp-caption-text">Veduta di Gattinara e delle sue colline a vigneto credits Visit Valsesia Vercelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lascio la montagna e punto a latitudini più basse, dove il territorio è mosso da una quinta di bellissime colline che schiudono panorami fantastici sulla pianura, i monti e ancora sul <strong>massiccio del Rosa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La mia meta è <a href="http://www.visitvalsesiavercelli.it" target="_blank"><strong>Gattinara</strong></a>, rinomata <a href="http://www.cittàdelvino.it" target="_blank">Città del Vino</a> e del buon vivere, come recitano le locandine turistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a un centro storico millenario molto ben conservato (Torre delle Castelle XI sec., Castello di S.Lorenzo, Parrocchiale San Pietro XV sec, portici caratteristici &#8230;), <strong>Gattinara</strong> regala meravigliosi itinerari tra i vigneti e nella natura fino alle rive del fiume Sesia.</p>
<p style="text-align: justify;">Imperdibili, la <strong>Via dei Calici,</strong> la <strong>Big Bench</strong>, la Panchina Gigante posizionata in un meraviglioso punto panoramico e le <strong>Vie del Vino</strong>, che si snodano tra cantine e vigneti. Completa il tutto l&#8217;<strong>Enoteca</strong> <strong>Regionale di Gattinara e delle Terre del Nebbiolo del Nord Piemonte</strong>, accasata a Villa Paolotti, dove si possono trovare tutti i grandi vini di questa zona e molti altri prodotti d&#8217;eccellenza.</p>
<div id="attachment_10634" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10634" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_121249-1024x768.jpg" alt="I vini dell'azienda vitivinicola ed enoturistica Il Chiosso a Gattinara, Alto Piemonte   credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">I vini dell&#8217;azienda vitivinicola ed enoturistica Il Chiosso a Gattinara, Alto Piemonte credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">La cantina che visito si chiama <a href="http://www.ilchiosso.it" target="_blank"><strong>Il Chiosso,</strong></a> azienda vitivinicola ed enoturistica, gestita da due giovani e appassionati imprenditori: <strong>Marco Arlunno</strong> e <strong>Carlo Cambieri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il nome non è casuale, perché, in <b>Alto Piemonte</b>, il <em>chiosso</em> è un vigneto delimitato da un muro in pietra che simboleggia l&#8217;importanza di un determinato<em> cru</em> nel dar vita a vini unici.</p>
<p style="text-align: justify;">Ispirandosi a questo concetto, Marco e Carlo coltivano personalmente le viti nel più assoluto rispetto della natura e dei suoi ritmi, vinificando le uve nel più tradizionale dei modi e ottenendo denominazioni prestigiose quali <em>Gattinara</em>, <em>Ghemme</em> e <em>Fara.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Va subito detto che il vitigno principe di queste colline è il <em><strong>Nebbiolo</strong></em>, vinificato in purezza o con una piccola percentuale di Vespolina (specie autoctona), come da Disciplinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla sua indole robusta, il <em><strong>Nebbiolo</strong></em> si adatta infatti molto bene a questi terreni a base acida, composti da porfidi di antichissima origine vulcanica.</p>
<div id="attachment_10635" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10635" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_113503-1024x768.jpg" alt="Le botti di affinamento della cantina Il Chiosso a Gattinara, Alto Piemonte   credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Le botti di affinamento della cantina Il Chiosso a Gattinara, Alto Piemonte credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tanto il rosso <em>Ghemme  D.O.C.G</em>. quanto il tannico e corposo <em>Gattinara D.O.C.G</em>. esprimono al meglio l&#8217;anima di questi luoghi e sono compagni ideali per piatti a base di selvaggina, carni rosse, insaccati e paste fatte in casa.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azienda vanta inoltre una vivace attività enoturistica, organizzando non solo degustazioni in cantina, ma anche passeggiate e picnic nei vigneti, aperitivi, feste del vino&#8230; Qualche anno fa, ha conquistato le colonne del prestigioso <em>Wine Spectator</em>, ritagliandosi una mercato interessante anche negli Stati Uniti.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DALLE  MIACCE  AI  RISTORANTI  GOURMET</h3>
<div id="attachment_10639" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10639" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241127_122507-1024x768.jpg" alt="Silvia Strada, titolare della Miacceria a Varallo, con una delle sue miacce    credits  Maurizia  Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Silvia Strada, titolare della Miacceria a Varallo, con una delle sue miacce credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Più croccante di una <em>cre^pe</em>, più sottile di una piadina, la <em>miaccia</em> è l&#8217;ennesimo simbolo della gastronomia valsesiana. Un cibo povero, di strada, chiamatelo come volete, ma comunque una specialità golosa e sfiziosa, ottima a colazione, per un pranzo veloce, a merenda, come spuntino, come e  quando volete voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ingredienti della pastella sono semplici e naturali: farina bianca, gialla, uova, latte e sale. Una volta ben amalgamata, la pastella viene schiacciata molto bene e cotta su piastre in ghisa per un paio di minuti, piegata a mezza luna e farcita a piacere, sia con alimenti salati che dolci (confetture, cioccolata&#8230;), quindi ulteriormente riscaldata e servita ben croccante.</p>
<p style="text-align: justify;">In centro a <a href="http://www.atlvalsesiavercelli.it" target="_blank"><strong>Varallo</strong></a>, cuore pulsante della <a href="http://www.atlvalsesiavercelli.it" target="_blank"><strong>Valsesia</strong></a>, c&#8217;è la <em><strong>Miacceria</strong></em> di <strong>Silvia Strada</strong> che, con il marito <strong>Manuel,</strong> gestisce questo locale piccolo ma accogliente, frequentatissimo a tutte le ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Silvia è un tipo solare e ben volentieri racconta della sua tradizione familiare in fatto di <em>miacce</em> e di quanto le piaccia provare abbinamenti sempre nuovi. Dal suo estro escono fragranti mezzelune farcite con pancetta, confettura di mele e saleggia ovvero il timo serpillo; con blu di capra e mirtilli; con l&#8217;immancabile toma valsesiana, lardo, noci e miele.</p>
<p style="text-align: justify;">La natura forte ed esuberante della Valsesia consente di portare sulle tavole prodotti sostanziosi e genuini, che i ristoratori del territorio declinano in piatti di carattere.</p>
<div id="attachment_10642" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10642" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_140835-1024x768.jpg" alt="Il risotto al Gattinara del Ristorante Sacro Monte a Varallo  credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Il risotto al Gattinara del Ristorante Sacro Monte a Varallo credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ai piedi del <strong>Sacro Monte di Varallo</strong>, per esempio, ho assaporato le specialità del <a href="http://www.albergosacromonte.it" target="_blank"><strong>Ristorante Sacro Monte</strong></a>, in un ambiente luminoso e familiare, mosso da grandi arcate e con grandi e bellissime pentole in rame alle pareti.</p>
<p style="text-align: justify;">Delicato ma allo stesso tempo saporito, il tortino di zucca con una generosa fonduta di toma locale (i miei colleghi non si sono sottratti alla scarpetta!) e, ciliegina sulla torta, un sontuoso risotto al Gattinara D.O.C.G.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro covo per buongustai è l&#8217;<strong><a href="http://www.hostariabricai.it" target="_blank">Hostaria di Bricai</a></strong>, a Varallo, in posizione panoramica sul borgo, a mo&#8217; di nido d&#8217;aquila.  Dietro ai fornelli, lo <strong>chef Giorgio De Fabiani</strong>, mentre la moglie <strong>Chiara</strong> si occupa del la sala.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro è la storia di due milanesi molto legati a questa valle (il bisnonno di Giorgio, bottaio, era valsesiano) e con una fortissima passione per la cucina, che hanno lasciato la grande città per stabilirsi qui e aprire il loro ristorante.</p>
<div id="attachment_10648" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10648" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/12/20241126_212158-1024x768.jpg" alt="Hostaria di Bricai, Cotechino della Valsesia, topinambur, mostarda della casa; firmato dallo chef Giorgio De Fabiani   credits  Maurizia Ghisoni" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Hostaria di Bricai, Cotechino della Valsesia, topinambur, mostarda della casa; firmato dallo chef Giorgio De Fabiani credits Maurizia Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tra ambienti in pietra e legno, allestiti con arredi minimal di buon gusto, si assaporano piatti a base di prodotti stagionali del territorio, interpretati con estro e raffinatezza, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti .</p>
<p style="text-align: justify;">Cenare qui è stato molto piacevole, ammirando dall&#8217;alto le luci su <strong>Varallo</strong>. Dopo uno stuzzichino di benvenuto, è stato il momento del <em>coniglio nostrano in porchetta con patata morbida all&#8217;olio EVO, </em>seguito<em> dall&#8217;uovo pochè e spuma di parmigiano;</em> dal<em> cotechino della Valsesia, vellutata di topinambur, mostarda della casa; </em>dai<em> Tajarin al tartufo Bianco d&#8217;Alba</em>, vero e proprio connubio tra due territori; per chiudere in bellezza con un <em>sorbetto di frutta </em>e un <em>cremoso alla nocciola con gelato al miele di rododendro.  </em></p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto accompagnato dai vini rosati e rossi di carattere della <a href="https://www.cantinamontecavallo.it" target="_blank"><strong>Cantina Castello di Montecavallo</strong></a> presentati dalla sommelier e contitolare <strong>Martina Incisa della Rocchetta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Link utile :   <a href="http://www.atlvalsesiavercelli.it" target="_blank"><strong>ATL  Agenzia di accoglienza  turistica locale Biella  Valsesia  Vercelli</strong></a></p>
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		<title>Edimburgo (Scozia), a cena con Conan Doyle</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 15:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food&Wine]]></category>
		<category><![CDATA[conan doyle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Edimburgo, capitale della Scozia (Regno Unito), celebra uno dei suoi figli più famosi, Sir Arthur Conan Doyle (scrittore e drammaturgo, papà di Sherlock Holmes, ma anche medico), intitolandogli non solo strade e monumenti, ma anche pub e locali dove si gusta, tra le tante cose, anche la più verace cucina scozzese. Uno di questi, che [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10555" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10555" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/09/20240903_203310-1024x768.jpg" alt="Edimburgo, l'insegna del Conan Doyle Pub in York Place, 71/73, nei pressi del monumento dedicato a Sherlock Holmes" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Edimburgo, l&#8217;insegna del Conan Doyle Pub in York Place, 71/73,  credits Maurizia  Ghisoni</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Edimburgo</strong>, capitale della <a href="http://www.visitscotland.it" target="_blank"><strong>Scozia</strong> </a>(Regno Unito), celebra uno dei suoi figli più famosi, Sir <strong>Arthur Conan Doyle</strong> (scrittore e drammaturgo, papà di <strong>Sherlock Holmes</strong>, ma anche medico), intitolandogli non solo strade e monumenti, ma anche pub e locali dove si gusta, tra le tante cose, anche la più verace <strong>cucina scozzese</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno di questi, che ho avuto il piacere di provare, è proprio il <strong>Conan Doyle,</strong> al 71 di York Place, un locale sulle breccia da oltre 150 anni, non lontano dalla casa natale dello scrittore in Picardy Place.</p>
<p style="text-align: justify;">Un luogo caldo e accogliente che, dietro le austere insegne nere e oro, ingentilite da cascate di fiori colorati, schiude ambienti foderati di legno, luci soffuse, grandi vetrate e arredi in stile.</p>
<p style="text-align: justify;">Attorno al bancone, è un via vai continuo di camerieri e avventori, essendo questo un <strong>locale multitasking</strong>, non solo ristorante tipico, con piatti buoni e prezzi ragionevoli, ma anche luogo di ritrovo lungo tutto l&#8217;arco della giornata, per una prima colazione, un brunch, una semplice birra o un tè pomeridiano.</p>
<div id="attachment_10558" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10558" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/09/20240903_204908-1024x768.jpg" alt="Edimburgo, interni del Conan Doyle Pub" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Edimburgo, interni del Conan Doyle Pub   credits  Maurizia  Ghisoni</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h2>LA  CUCINA  TIPICA</h2>
<p style="text-align: justify;">Oltre al classicissimo e quasi scontato <em>haggis,</em> il piatto tradizionale scozzese a base di interiora di agnello, farina d&#8217;avena, abbondanti spezie, patate e salsa grevy, il menù propone specialità che declinano prodotti freschi di stagione, presentati con buone guarnizioni di verdure e salse vegetali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pezzo forte, che tiene alta la nomea del locale, sono le <strong>torte salate ripiene di carne, pesce e altre squisitezze</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Our Famous Pies</em></strong>, titola il menù, tre le quali si possono scegliere quella con la costina di manzo cotta lentamente in un a ricca salsa al vino rosso. racchiusa in una sfoglia fragrante e accompagnata da carote arrosto e salsa alla panna.</p>
<div id="attachment_10568" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10568" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/09/IMG-20240903-WA0005-1024x768.jpg" alt="Edimburgo, Conan Doyle Pub, ............." width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Edimburgo, Conan Doyle Pub, torta di carne, con costina cotta in salsa di vino rosso  credits  Maurizia  Ghisoni</p></div>
<p>Oppure quella ripiena con petto di pollo tartufato al vino bianco e salsa di funghi; un&#8217;irresistibile <em>Fish Pie</em>, ripiena di salmone e gamberi reali  con tanto di salsa al vino bianco.</p>
<p>E, per chi ama piatti veg, una <em>Puy Lentil&amp;Vegetable Cottage Pie,</em> pasticcio di lenticchie, carote e patate dolci, servito con broccoli a gambo lungo e carote arrostite al timo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>CUCINA  INTERNAZIONALE</h2>
<div id="attachment_10569" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10569" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/09/IMG-20240903-WA0008-1-1024x768.jpg" alt="Edimburgo, Conan Doyle Pub, un'altra delle famous pie del locale" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Edimburgo, Conan Doyle Pub, un&#8217;altra delle famous pie del locale  credits  Maurizia  Ghisoni</p></div>
<p>Ai must sopra descritti, si aggiungono piatti più internazionali, che accontentano un po&#8217; tutti i palati, come una ricca selezione di <em>hamburgher </em>(anche vegetali); l&#8217;ultraclassico <em>fish and chips; </em>bistecche e filetti con verdure fresche o grigliate e chorizo fritto in padella; cotolette viennesi con burro all&#8217;aglio; salsiccia con cipolle croccanti e caramellate; insalatone con quinoa o riso integrale, broccoli a gambo lungo, pollo o salmone e semi di zucca.</p>
<p>Insomma, una carta menù sicuramente ricca e varia, dove ciascuno può sbizzarrirsi secondo le proprie esigenze.</p>
<p>Il tutto accompagnato da birre artigianali britanniche, spillate direttamente dalla botte, tra cui quella che è un po&#8217; l&#8217;orgoglio della casa, la <em>Nicholson&#8217;s Pale Ale</em>, prodotta negli stabilimenti St, Austell Brewery, in Cornovaglia.</p>
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		<title>Garda Veronese a due ruote per vino e olio</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2024 17:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food&Wine]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non solo colline, boschi e montagne, nel Garda Veronese, ma anche cantine, frantoi, tradizioni gastronomiche tutte da scoprire, magari a due ruote, su strade del vino e dell&#8217;olio tra le più ricche e interessanti della Penisola, dove le tradizioni secolari vanno a braccetto con la modernità, sullo sfondo del lago più vasto d&#8217;Italia e di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10528" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10528" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/08/degustazione-tenute-salvaterra-web-9-wxh-1080x720_ORIZ_20220614113620-1024x682.jpg" alt="Degustazione di vini nel Garda Veronese" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Degustazione di vini nel Garda Veronese</p></div>
<h3 style="text-align: justify;">Non solo colline, boschi e montagne, nel <a href="http://www.visitverona.it" target="_blank">Garda Veronese</a>, ma anche cantine, frantoi, tradizioni gastronomiche tutte da scoprire, magari a due ruote, su strade del vino e dell&#8217;olio tra le più ricche e interessanti della Penisola, dove le tradizioni secolari vanno a braccetto con la modernità, sullo sfondo del lago più vasto d&#8217;Italia e di colline moreniche ai piedi delle Alpi.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<h3 style="text-align: justify;">UN  TERRITORIO  UNICO</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Tutto nasce da una particolare conformazione geologica, caratterizzata da un anfiteatro di colline moreniche tra montagne e pianura lacustre, dove si snodano anche le strade del vino e l&#8217;olio del Garda Veronese, in una vegetazione tipicamente mediterranea, che certo non ti aspetteresti a un tiro di schioppo dalle Alpi, proprio grazie al clima mite del lago.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Da queste parti, l’autunno, tra vendemmia e olio nuovo, è un concentrato di colori, profumi e sapori, da scoprire comodamente a due ruote, protagonisti di un turismo lento e rigenerante, che fa bene al corpo e alla mente.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Vediamone allora alcuni.</h3>
<h3></h3>
<h3><b>PERCORSO  CICLABILE  VALPOLICELLA  CLASSICA</b></h3>
<div id="attachment_10520" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10520" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/08/Credits-Strada-del-vino-Valpolicella-1024x682.jpg" alt="Pedalare tra i vigneti, credits Strada del Vino di Valpolicella" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Pedalare tra i vigneti, credits Strada del Vino di Valpolicella</p></div>
<p style="text-align: justify;"><b>Valpolicella</b> è il nome del celebre vino rosso e della bellissima valle nei dintorni di <a href="http://www.VisitVerona.it" target="_blank"><strong>Verona</strong></a> in cui viene prodotto. Una terra mossa da colline terrazzate, ville storiche, pievi medievali e naturalmente, aziende agricole dove degustare olio e vini.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra tutto questo bendidio naturale e antropico, si snodano <strong>percorsi ciclabili</strong> alla portata di tutti, anche di famiglie con  bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i tanti, segnaliamo un <strong><a href="http://https://www.infovalpolicella.it/ita/enoturismo-sapori-e-prodotti-tipici/905/non-solo-vino-in-valpolicella" target="_blank">percorso ad anello</a></strong> lungo circa 44 km, con un&#8217;altitudine di 404 metri sul livello del mare, tratti sterrati e salite di modesta entità, che unisce i principali punti di interesse della zona, toccando borghi di carattere come <strong>Pescantina</strong>, fiorente porto fluviale sull&#8217;Adige fin dal medioevo. <strong>Fumane</strong> tutta circondata da vigneti e uliveti, rinomata per le produzioni di <strong>Valpolicella, nelle versioni Classica, Superiore e Ripasso; per il Recioto e per l&#8217;Amarone, nonché per un ottimo EVO, </strong>l&#8217;olio extravergine di oliva.</p>
<div id="attachment_10525" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10525" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/08/olio-di-valpolicella-737x1024.jpg" alt="Il pregiato olio extravergine d'oliva prodotto in Valpolicella" width="710" height="986" /><p class="wp-caption-text">Il pregiato olio extravergine d&#8217;oliva prodotto in Valpolicella</p></div>
<p style="text-align: justify;">Prodotti d&#8217;eccellenza, facilmente degustabili e acquistabili nella tante cantine e oleifici sul percorso, che propongono interessanti esperienze di degustazione e di enoturismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi ancora,<strong> Negrar</strong> con le sue prestigiose Ville Venete; <strong>S.Ambrogio in Valpolicella</strong>, a una manciata di chilometri dal lago di Garda. Pedalata dopo pedalata, il territorio schiude tutta la sua varietà di ambienti e di tentazioni enogastronomiche.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h3><b>VIGNETI  E  RUSCELLI  DAL  CENTRO  DI  VERONA</b></h3>
<div id="attachment_10523" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10523" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/08/IMG_5557-1024x682.jpg" alt="Pedalare tra campi e vigneti nel Garda Veronese" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Pedalare tra campi e natura nel Garda Veronese</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un altro percorso ad anello nella natura e nella storia, a un passo dalla città di Verona, tra ruscelli, vigneti e castelli. E&#8217; il <a style="color: #5555ff !important;" href="https://newsletter.openmindconsulting.it/track/click?q=eyJkYXRhIjoidkRkMm1rRFhlbkpyUnFhVmRKek1JbzNmS1lsRU0yMndPWlwvOW0zbHpLNUFPRUFiS0dMYjJCWWNIekJzMzl5RkVlT0U4ZnVFbVJqQmFMWEFZb2NEcUIzK05kbzZLd3Exc1wvd0Jvdjg2UlJ3U245bG0xY3pjYlJVUGQ5N1JlTlNtMGJCSndJQjR6TzJCNytUXC8yMzArZ0loZWJvTWY4aEE1aHIwSm9YOGxyZDZuY2s5SkVSR0s4bFwvampsRVNzN0ErdHZrSGg5MkVNdzR4T0orNWRJQXlIbWk3WUlRWXE3UzVGdTRGTlRLXC9JSlpKdnpRZnpTSVl2bjZYd2VQTU9RbkNIU1FQZnQ3NG1ucXdNSlhNWDk1V2sxMDJoWVBUN0NcL2JTeEp2bk0zK1wvMkpqbjNUNnoreXVxcU5zVEcwOHN1d1krNDlUN0J2azl5WXJyTkVcLzhkQkg3dDVNbkpUTVpnQVVxeGt2U2tXdEZ4Y3ZKQWpvS254UVZ2RGZKeU11SVdNUnR6d3ZxN3JTNE8ra0RnamVFdlAzOUV1VnhrSFNQRXZiK0czUjA1QzdTYkgzelBVSW4xdjFyQ1hiNUhlNlJTdXlSUCtXeVZIZGR3OUpUNVNMQmJzVFF1Zz09IiwiaXYiOiJraEZQd3h5bEpUYWxHQWtmS3JFdXFnPT0ifQ==" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://newsletter.openmindconsulting.it/track/click?q%3DeyJkYXRhIjoidkRkMm1rRFhlbkpyUnFhVmRKek1JbzNmS1lsRU0yMndPWlwvOW0zbHpLNUFPRUFiS0dMYjJCWWNIekJzMzl5RkVlT0U4ZnVFbVJqQmFMWEFZb2NEcUIzK05kbzZLd3Exc1wvd0Jvdjg2UlJ3U245bG0xY3pjYlJVUGQ5N1JlTlNtMGJCSndJQjR6TzJCNytUXC8yMzArZ0loZWJvTWY4aEE1aHIwSm9YOGxyZDZuY2s5SkVSR0s4bFwvampsRVNzN0ErdHZrSGg5MkVNdzR4T0orNWRJQXlIbWk3WUlRWXE3UzVGdTRGTlRLXC9JSlpKdnpRZnpTSVl2bjZYd2VQTU9RbkNIU1FQZnQ3NG1ucXdNSlhNWDk1V2sxMDJoWVBUN0NcL2JTeEp2bk0zK1wvMkpqbjNUNnoreXVxcU5zVEcwOHN1d1krNDlUN0J2azl5WXJyTkVcLzhkQkg3dDVNbkpUTVpnQVVxeGt2U2tXdEZ4Y3ZKQWpvS254UVZ2RGZKeU11SVdNUnR6d3ZxN3JTNE8ra0RnamVFdlAzOUV1VnhrSFNQRXZiK0czUjA1QzdTYkgzelBVSW4xdjFyQ1hiNUhlNlJTdXlSUCtXeVZIZGR3OUpUNVNMQmJzVFF1Zz09IiwiaXYiOiJraEZQd3h5bEpUYWxHQWtmS3JFdXFnPT0ifQ%3D%3D&amp;source=gmail&amp;ust=1723901685355000&amp;usg=AOvVaw3d5eGbS8knRzyL5HZ9YKWr"><span style="color: #5555ff;">Grande Anello della Storia</span></a> che riunisce in un unico tracciato circolare tutti i principali luoghi di interesse paesaggistico, storico e culturale della collina ad est della Valpantena: il <strong>Castello di Montorio, la Chiesetta di S. Venerio, il Forte Preara, il Piloton, il Pantheon e la villa Balladoro. </strong>Adatto a ciclisti, escursionisti e amanti della natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Un <a style="color: #5555ff !important;" href="https://newsletter.openmindconsulting.it/track/click?q=eyJkYXRhIjoiV0RzMkdBQ09MdHVud2RkMTZxS1BlN1pUQUgwUGFmUkRtcjRMc3pRZWc3VnpPTjZPXC9zYXM0TVdmM2MxUEdFUVhVdzA5bVBRNktJOU5cL2VkeGdFWVhCK1FXb25WN1lIc1pNUHdWanhiSDNHb1p6OGlzWERnXC9jZ3RKN0ZVWVwvM0k1RjFJeDJDM2RRZEpzVXUxNmZOQlhVN2RcL1ZZYWlNUVwvXC9kSVhBRVFNckN2SzZFNU84b1k0d2hSbnl0MUxJeXNFQ2hQM3Foakp0bHRJT0paRGVvaktidndreWsyWU9mMUxtVjdBRDRoN2xHRHhuRExvOEtDUitrXC90RlJ3Y1JQMldJS0FiN1c1dW5vSWVFWjBMd2dHYjBqVTdJZkViU2szRTV1cmZzRkVweEFMNVBtOFpxK1ZcL0x2SXVUUGRxZmhrOFNhaW1UUGpTN3lIendcL3JyWmVhMG5XeDRhQkpkWVBLYTBFZDRKY1JLXC9aMWFtM3JJMTk3Z21LejFyaGdGZzZvTGJiXC9hTEtnSkNDcnZRZGp5dGtuV0w0TzJsTXQ5K0ljRnh4XC85dzdQblE3SmNleTRXdmxraW5xSVpNUXA4ekpySlpPSFpvY29jempHdGUyeUlCRXF5c08zbGcyalZ6eG91ZFpNTmpKNEJheFZBWWpRWURMVFdcL3l5bm5BemhFTldWUlJTT2o5XC9ZcnY5OE02T0dxK3J3MXZBPT0iLCJpdiI6ImVmM1ZNK2dWdFU3YjVGcmhYbzBIYUE9PSJ9" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://newsletter.openmindconsulting.it/track/click?q%3DeyJkYXRhIjoiV0RzMkdBQ09MdHVud2RkMTZxS1BlN1pUQUgwUGFmUkRtcjRMc3pRZWc3VnpPTjZPXC9zYXM0TVdmM2MxUEdFUVhVdzA5bVBRNktJOU5cL2VkeGdFWVhCK1FXb25WN1lIc1pNUHdWanhiSDNHb1p6OGlzWERnXC9jZ3RKN0ZVWVwvM0k1RjFJeDJDM2RRZEpzVXUxNmZOQlhVN2RcL1ZZYWlNUVwvXC9kSVhBRVFNckN2SzZFNU84b1k0d2hSbnl0MUxJeXNFQ2hQM3Foakp0bHRJT0paRGVvaktidndreWsyWU9mMUxtVjdBRDRoN2xHRHhuRExvOEtDUitrXC90RlJ3Y1JQMldJS0FiN1c1dW5vSWVFWjBMd2dHYjBqVTdJZkViU2szRTV1cmZzRkVweEFMNVBtOFpxK1ZcL0x2SXVUUGRxZmhrOFNhaW1UUGpTN3lIendcL3JyWmVhMG5XeDRhQkpkWVBLYTBFZDRKY1JLXC9aMWFtM3JJMTk3Z21LejFyaGdGZzZvTGJiXC9hTEtnSkNDcnZRZGp5dGtuV0w0TzJsTXQ5K0ljRnh4XC85dzdQblE3SmNleTRXdmxraW5xSVpNUXA4ekpySlpPSFpvY29jempHdGUyeUlCRXF5c08zbGcyalZ6eG91ZFpNTmpKNEJheFZBWWpRWURMVFdcL3l5bm5BemhFTldWUlJTT2o5XC9ZcnY5OE02T0dxK3J3MXZBPT0iLCJpdiI6ImVmM1ZNK2dWdFU3YjVGcmhYbzBIYUE9PSJ9&amp;source=gmail&amp;ust=1723901685355000&amp;usg=AOvVaw3zj7iscRhDz4L_H5EKDWZZ"><span style="color: #5555ff;">altro percorso</span></a> molto interessante è quello che corre lungo la dorsale boscosa e risale il versante tra <strong>Grezzana</strong> e l’antica località de <strong>La Colombara</strong> nei pressi di <strong>Lumiago</strong>. Da qui, la vista panoramica si staglia verso la <strong>bassa Valpantena</strong>, la dorsale del <strong>monte Comun, l’alta Lessinia occidentale e, in lontananza, le vette baldensi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h3><b>DA  VERONA  AL  LAGO  DI  GARDA</b></h3>
<div id="attachment_10521" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10521" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/08/Borghetto-sul-Mincio-1024x682.jpg" alt="Una sosta a Borghetto sul Mincio, Garda Veronese" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Una sosta a Borghetto sul Mincio, Garda Veronese</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>lago di Garda Veneto</strong> e il territorio circostante offrono percorsi adatti a tutti i mountainbikers grazie alle particolari caratteristiche del territorio, che degrada dolcemente dalla cima del <strong>monte Baldo</strong> alle colline moreniche bagnate dal fiume Mincio.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dalla romantica <strong>Borghetto sul Mincio</strong>, nel cuore delle colline moreniche, passando tra i vigneti del <em><strong>Custoza</strong></em> e del <em><strong>Lugana</strong></em>, si arriva a <strong>Peschiera del Garda,</strong> dove si può decidere di raggiungere <a href="http://www.visitverona.it" target="_blank"><strong>Verona</strong></a> (via ciclabile o treno) o proseguire fino a <strong>Bardolino e Garda</strong>, dove gli scenari cambiano e lasciano spazio alle prime salite.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si potrebbe già fermare qui ed essere più che soddisfatti della gita, ma i più allenati possono proseguire sino a <strong>Torri del Benaco</strong> &#8211; Albisano, San Zeno di Montagna, definita “balcone sul Garda”, e da qui, via Prada, raggiungere la cima del <strong>Monte Baldo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b>LA  VECIA  VIA  DELLA  LANA</b></h3>
<div id="attachment_10522" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10522" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/08/DSC_8095-Archivio-Dmo-Lago-di-Garda-1-1024x680.jpg" alt="Una pedalata tra i vigneti, credits Archivio Dmo Lago di Garda" width="710" height="471" /><p class="wp-caption-text">Una pedalata tra i vigneti, credits Archivio Dmo Lago di Garda</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>Antica Via della Lana</strong> è un itinerario immerso nel verde delle colline coltivate a viti, ulivi e ciliegi, che si snoda sulla dorsale est dei <strong>Monti Lessini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rievoca alla memoria l’<strong>antico percorso della lana</strong>, un sentiero utilizzato da secoli per trasportare la lana grezza negli stabilimenti delle vicine vallate, per poi ritornare con matasse di prodotto da lavorare ai ferri.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa era anche un’importante via di transumanza e di comunicazione. Oggi è un appassionante percorso per gli amanti di <strong>cicloturismo</strong>; totalmente immerso nel verde, parte dalla zona del <em><strong>Soave classico</strong></em>, raggiunge e attraversa interi uliveti, i ciliegeti nella vallata del <strong>Tramigna</strong> e i boschi dell’<strong>alta Lessinia</strong>, fino a <strong>San Bortolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>ARTICOLI  CORRELATI</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Spring stop tra Verona e il Lago di Garda" href="http://www.mondinostri.it/magazine/spring-stop-tra-verona-e-il-lago-di-garda/" target="_blank"><strong>Spring stop tra Verona e il Lago di Garda</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Una  Gita  a  Verona   parte prima" href="http://www.mondinostri.it/magazine/una-gita-verona-parte-prima/" target="_blank">Una gita a Verona, parte prima</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Una gita a Verona parte seconda/ Sulle tracce di Giulietta" href="http://www.mondinostri.it/magazine/una-gita-verona-parte-seconda-sulle-tracce-di-giulietta/" target="_blank"><strong>Una gita a Verona sulle tracce di Giulietta</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Verona, cosa vedere nell’anno di Dante" href="http://www.mondinostri.it/magazine/verona-cosa-vedere-nellanno-di-dante/" target="_blank"><strong>Cosa vedere a Verona nell&#8217;anno di Dante</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Verona, tutti nell’Arena !" href="http://www.mondinostri.it/magazine/verona-tutti-nellarena/" target="_blank"><strong>Verona, tutti nell&#8217;Arena!</strong></a></p>
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		<title>Vicenza preziosa</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 12:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizia Ghisoni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Capita non di rado, nella stampa turistica, di usare l&#8217;espressione città gioiello, borgo gioiello, isola gioiello&#8230; Definizione che, per Vicenza, è particolarmente calzante perché, qui, oltre alle meraviglie architettoniche (siamo nella città del Palladio), i gioielli si fanno veramente e testimoniano una storia millenaria, iniziata sotto il dominio longobardo e fiorita con la Serenissima. Oggi, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10428" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10428" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Vicenza-441-Panoramica-Piazza-dei-Signori-1024x521.jpg" alt="Vicenza, panoramica su Piazza dei Signori, credits Alberto Campanile" width="710" height="361" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, panoramica su Piazza dei Signori, credits Alberto Campanile</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #050505;">Capita non di rado, nella stampa turistica, di usare l&#8217;espressione <em>città gioiello, borgo gioiello, isola gioiello&#8230;</em> Definizione che, per <a href="http://www.vicenzae.org" target="_blank"><strong>Vicenza</strong></a>, è particolarmente calzante perché, qui, oltre alle meraviglie architettoniche (siamo nella città del <strong>Palladio</strong>), i <strong>gioielli</strong> si fanno veramente e testimoniano una storia millenaria, iniziata sotto il dominio longobardo e fiorita con la Serenissima. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #050505;">Oggi, <a href="http://www.vicenzae.org" target="_blank"><strong>Vicenza</strong></a> è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per l&#8217;<strong>arte orafa</strong>, la cui </span><span style="color: #050505;">eredità è custodita nel </span><strong><a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank">Museo del Gioiello</a></strong>, unico nel suo genere, gestito da <strong><em>Italian Exhibition Group</em></strong> e dal <strong>Comune</strong>, all&#8217;interno della prestigiosa <strong>Basilica Palladiana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #050505;">Come potete vedere dalle immagini, il luogo indaga le diverse concezioni di gioiello legate al tempo, al gusto, alla cultura. In poche parole, alla storia dell&#8217;uomo.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutt&#8217;attorno al <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><strong>Museo</strong></a>, si snoda la parata di palazzi e monumenti meravigliosi di Piazza dei Signori, un altro museo a cielo aperto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, seguitemi in questa scoperta!</p>
<h3>SCRIGNO PREZIOSO NEL CUORE DELLA CITTA&#8217;</h3>
<div id="attachment_10411" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10411" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Il-Museo-del-Gioiello-di-Vicenza-allinterno-della-Basilica-Palladiana-1024x682.jpg" alt="Vicenza, la Basilica Palladiana con l'insegna del Museo del Gioiello" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, la Basilica Palladiana con l&#8217;insegna del Museo del Gioiello</p></div>
<p><strong>Primo museo nato in Italia</strong> e uno dei pochi al mondo dedicato esclusivamente all’arte gioielliera, il <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><b>Museo del</b></a></p>
<p><a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><b>Gioiello di Vicenza </b></a>è uno spazio espositivo permanente di 410 metri quadrati collocato all’interno della</p>
<p><b>Basilica Palladiana</b>, patrimonio Unesco, nella centralissima <strong>Piazza dei Signori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Inaugurato nel 2014, è un progetto di <b>Italian Exhibition Group SpA</b>, società fieristica che organizza il salone internazionale della gioielleria <b>Vicenzaoro</b>, e gestito in partnership con il <b>Comune di Vicenza. </b></p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><strong>Museo</strong></a> rende omaggio alla tradizione di <strong>uno dei distretti orafi più importanti d’Italia</strong> e offre un’originale esperienza estetica e conoscitiva attorno a un oggetto dalle origini antiche e radicate nella cultura umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettato nell’allestimento dalla designer Patricia Urquiola, il <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><strong>Museo</strong></a> si sviluppa su due livelli: al piano terreno il</p>
<p style="text-align: justify;">bookshop con pubblicazioni scientifiche di diffusione nazionale e internazionale e una sala dedicata alle</p>
<p style="text-align: justify;">esposizioni temporanee, e al piano superiore l’area espositiva permanente scandita da nove sale tematiche.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><b> </b><b><i>GIOIELLI ITALIANI, L&#8217;</i>ESPOSIZIONE PERMANENTE </b></h3>
<div id="attachment_10429" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10429" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Vicenza-294-Museo-del-Gioiello-1024x809.jpg" alt="Vicenza, interni del Museo del Gioiello, credits Alberto Campanile" width="710" height="560" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, interni del Museo del Gioiello, credits Alberto Campanile</p></div>
<p>Come spiega Elena Cappellaro, simpatica e preparatissima guida turistica, protagonista della mostra permanente <em><strong>Gioielli Italiani</strong> </em>è l’evoluzione della gioielleria <em>made in Italy, </em>esplorata in un percorso espositivo di nove sale a tema: <b>Simbolo, Magia, Funzione, Bellezza, Arte, Moda, </b><b>Design, Icone, Futuro</b>.</p>
<p>Curata da <b>Alba Cappellieri</b>, professore ordinario al Politecnico di Milano e alla Stanford University, la mostra mi guida tra le migliori storie orafe nazionali con una selezione di <b>270 opere </b>di artisti, artigiani, designer e maison prestigiose.</p>
<div id="attachment_10423" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10423" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Parure-corallo_Sala-Simbolo-1024x682.jpg" alt="Museo del Gioiello, Sala Simbolo, parure di corallo" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Museo del Gioiello, Sala Simbolo, parure di corallo</p></div>
<p>Dalla lucentezza dell’oro, dei diamanti e delle pietre preziose alla cromia del corallo e del cammeo, dalle lavorazioni in filigrana alle miniature del micromosaico, il racconto di questo <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank">Museo</a> copre un arco temporale lunghissimo, dal IV millennio a.C. al 2020.</p>
<p>Tra i pezzi più spettacolari, la <b>Corona e il Pettorale della Madonna di Monte </b><b>Berico, patrona della città; </b>creazioni uniche composte da gioielli ed ex-voto donati da famiglie nobili e dal Papa Leone XIII. Un’opera di alta oreficeria, emblema ancora oggi della lunga e prestigiosa tradizione orafa vicentina, attestata fin dal 1399, anno di istituzione della <em>Fraglia degli Orafi,</em> la corporazione degli artigiani del gioiello.</p>
<div id="attachment_10416" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10416" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Corona-della-Madonna-di-Monte-Berico-2_SalaSimbolo-1024x682.jpg" alt="La Corona della Madonna di Monte Berico, nella Sala Simbolo, Museo del Gioiello" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">La Corona della Madonna di Monte Berico, nella Sala Simbolo, Museo del Gioiello</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b>EPOCHE,  FUNZIONI,  CURIOSITÀ</b></h3>
<p>Nelle nove sale del <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><strong>Museo</strong></a>, si alternano epoche, materiali, tecniche e storie preziose. Si va dal <strong>pezzo più antico</strong><b>, </b>un monile realizzato con denti di cane lupo e conchiglie forate (Sala Magia) risalente all’età del rame (IV millennio a.C), a quello dell’<strong>azienda con più storia</strong>, la collana <i>Foglie d’autunno </i>(1996) di Gianmaria Buccellati, la cui <i>maison </i>nasce a Milano nel 1919.</p>
<div id="attachment_10415" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10415" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Collana-Foglie-d’autunno_1996_Gianmaria-Buccellati-1024x682.jpg" alt="Museo del Gioiello interni, collana Foglie d'Autunno, Gian Maria Buccellati" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Museo del Gioiello interni, collana Foglie d&#8217;Autunno, Gian Maria Buccellati</p></div>
<p>Il pezzo <strong>più curioso</strong> è <i>Brush Ring </i>(2005), un vero e proprio spazzolino da portare al dito, di Paolo Ulian, un artista attento all’aspetto sociale del design (Sala Funzione), mentre <b>quello più colorato </b>è la collana <i>Firefly </i>(2018) di Sharra Pagano, realizzata in vetro e cristalli, in pieno spirito anni Settanta (Sala Moda).</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Sala Design, curioso è anche l’<i>Anello da lettura </i>(2004) pensato da Matteo Ragni: un oggetto piccolo, dotato di ali, che tiene aperte le pagine mente lo si indossa.</p>
<div id="attachment_10424" style="width: 692px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10424" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Sala_Futuro_Anelli-doppia-falange-e-placca-dorso-della-mano-in-argento-925-Collezione-Armatura-di-Paola-Volpi-2011-682x1024.jpg" alt="Museo del Gioiello, Sala Futuro, anelli doppia falange e placca dorso mano argento, coll. Paola Volpi" width="682" height="1024" /><p class="wp-caption-text">Museo del Gioiello, Sala Futuro, anelli doppia falange e placca dorso mano argento, coll. Paola Volpi</p></div>
<p style="text-align: justify;"><b>Il </b><b>materiale più originale </b>lo si trova però nella collana <i>Living Jewellery </i>(2012) di D’Orica (Sala Futuro)<i>, </i>composta da elementi d’oro, che incorniciano 20 celle fotovoltaiche, le quali emulano la fotosintesi attraverso un colorante magenta racchiuso tra vetri di cristallo. Le celle brillanti sono collegate tramite micro-gallerie nelle cornici in oro per trasferire l’energia necessaria ad alimentare un microcircuito nascosto, che consente alla collana di illuminarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella Sala Bellezza, <b>l’architettura si fonde con la gioielleria</b>: in mostra l’anello <i>Lucca Ring </i>(2017) di Alessio Boschi, in oro rosa, oro bianco, diamanti bianchi, neri e champagne, rubino, zaffiro marrone, diamanti gialli e tsavoriti, modellato sulla piazza dell’anfiteatro della città toscana.</p>
<div id="attachment_10417" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10417" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Corona-ghirlanda-Cosimo-Vinci_Sala-Simbolo-1024x682.jpg" alt="Museo del Gioiello, interni, Corona Ghirlanda di Cosimo Vinci, Sala Simbolo" width="710" height="472" /><p class="wp-caption-text">Museo del Gioiello, interni, Corona Ghirlanda di Cosimo Vinci, Sala Simbolo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nella Sala Simbolo, rubano gli sguardi la meravigliosa Corona Ghirlanda di Cosimo Vinci e la tipica produzione orafa veneta della <b>catena manin </b>(fine XVIII secolo), il cui nome deriva dalla tecnica realizzativa: gli anelli minuscoli delle collane venivano uniti da piccole abili manine, da qui il nome, componendo numerosi fili che le madri dividevano in parti uguali per le doti delle figlie.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>I fili d’oro più sottili </b>sono però nella Sala Arte, dov’è esposto il <i>Vello d’Oro </i>(2008) di Giovanni Corvaja: all’apparenza soffice come un manto, incarna il mito greco ed è il frutto di 1300 ore di lavoro, 28 chilometri di filo d’oro, 1.241.856 fili d’oro, 4000 granuli di platino per un peso di 324 grammi.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche il<b> cammeo più spettacolare</b>, <i>La vittoria di Dio sul Virus </i>(2020), della storica bottega Ottaviano di Torre del Greco, che contiene circa 55 figure, tra cui l’arcangelo Gabriele che inizia la battaglia di distruzione del Covid-19.</p>
<p>In mostra, anche <b>il pezzo realizzato per </b><b>celebrare la fine della pandemia</b>: <i>Cuore </i>di Crivelli (2020), sinonimo di rinascita, riscoperta e dell’importanza dei rapporti personali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b>UN MUSEO APERTO ALLA CITTA&#8217; E AL TERRITORIO</b></h3>
<div id="attachment_10421" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10421" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/MDG_Workshop-adults_2023-1-767x1024.jpeg" alt="Vicenza, Museo del Gioiello, ciclo di workshop per adulti" width="710" height="947" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, Museo del Gioiello, ciclo di workshop per adulti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Non è solo uno spazio espositivo, il <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><strong>Museo del Gioiello</strong></a>, ma un luogo che si anima di eventi e iniziative aperte alla cittadinanza, per valorizzare un patrimonio artistico e culturale unico, coinvolgendo i giovani e integrando l’offerta turistica della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le attività più gettonate, i <b>laboratori </b>a tema e gli <b>itinerari </b><b>guidati per</b> <b>bambini e famiglie</b>, in collaborazione con l’associazione <b>Scatola Cultura</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli adulti che vogliono scoprire i segreti dell&#8217;arte orafa, ci sono cicli di <b>workshop </b>con la designer</p>
<p style="text-align: justify;">orafa Barbara Uderzo, le cui opere sono state esposte in gallerie e musei internazionali, quali La Triennale di</p>
<p style="text-align: justify;">Milano, il Museo delle Arti Decorative di Berlino e il Victoria and Albert Museum di Londra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><strong>Museo del Gioiello</strong></a> partecipa inoltre a iniziative culturali di carattere nazionale, come la Notte dei Musei e a convenzioni e attività con i <a href="http://www.museicivicivicenza.it" target="_blank"><b>Musei Civici di Vicenza </b></a>(Museo Civico di Palazzo Chiericati, Museo Naturalistico</p>
<p style="text-align: justify;">Archeologico, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Gallerie di Palazzo Thiene) e altre sedi museali della</p>
<p style="text-align: justify;">città (Palladio Museum, Museo Diocesano). Attivi, infine, i <b>percorsi didattici </b>rivolti alle scuole di diverso ordine e grado.</p>
<h3 style="text-align: justify;">IN  UN&#8217;ANTICA  BOTTEGA  ORAFA</h3>
<div id="attachment_10433" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10433" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/20240618_123511-1024x460.jpg" alt="Vicenza, Gioielleria Soprana, Stefano Soprana e Giovenzio Posenato con un gruppo di visitatori" width="710" height="318" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, Gioielleria Soprana, Stefano Soprana e Giovenzio Posenato con un gruppo di visitatori</p></div>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver visto tanta bellezza e originalità, viene voglia di mettere il naso in una delle antiche botteghe orafe vicentine, come quella di <a href="http://www.scrignosoprana.com" target="_blank">Stefano Soprana,</a> quarta generazione di gioiellieri, a due passi dal <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><strong>Museo</strong></a>, nel cui laboratorio opera Giovenzio Posenato, decano dei maestri orafi, la cui tecnica e creatività sono sinonimo di raffinata eleganza.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un occhio alla storia, lo affascinano soprattutto i gioielli etruschi, e l&#8217;altro alla modernità, Posenato rappresenta un pilastro dell&#8217;arte orafa vicentina e con Stefano Soprana è stato protagonista di importanti progetti culturali, come il restauro della Corona della Madonna di Monte Berico o il ripristino della fase lunare nell&#8217;orologio della Torre Bissara, in piazza dei Signori.</p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;<em>Vicenza</em> -sottolinea con orgoglio Stefano Soprana- <em>è uno dei pochissimi distretti orafi che può vantare l&#8217;intera filiera di produzione; qui abbiamo tecnologie, pietre, accessori e tanta creatività&gt;&gt;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<h3 style="text-align: justify;">UN TESORO  DI  CITTA&#8217;</h3>
<div id="attachment_10435" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10435" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Vicenza-366-Loggia-del-Capitanato-1024x579.jpg" alt="Vicenza, Piazza dei Signori con la Loggia del Capitanato, credits Alberto Campanile" width="710" height="401" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, Piazza dei Signori con la Loggia del Capitanato, credits Alberto Campanile</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma la bellezza, a <a href="http://www.vicenzae.org" target="_blank"><strong>Vicenza</strong></a>, la si trova anche fuori dai musei e dalle botteghe orafe, grazie al nutrito corredo di monumenti e palazzi, che porta la firma di architetti famosi, <strong>Palladio</strong> in testa, che rese la città una perla del rinascimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piazza dei Signori</strong>, Patrimonio Unesco, è semplicemente strabiliante! La famosa loggia a serliane in pietra chiara della <strong>Basilica Palladiana</strong>, che Palladio, amante dell&#8217;architettura romana classica, aggiunse all&#8217;originario edificio gotico, la rendono particolarmente elegante e luminosa.</p>
<div id="attachment_10441" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10441" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Vicenza-646-Basilica-Palladiana-1024x871.jpg" alt="Vicenza, Basilica palladiana e la Torre Bissara, credits Alberto Campanile" width="710" height="603" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, Basilica palladiana e la Torre Bissara, credits Alberto Campanile</p></div>
<p style="text-align: justify;">Sullo stesso lato, la bellissima <strong>Torre Bissara</strong> o Torre di Piazza e di fronte alla Basilica, sempre a firma Palladio, la <strong>Loggia del Capitano</strong>, al cui piano nobile si riunisce oggi il consiglio comunale, mentre nel rinascimento (1571 d.C.) ospitava l&#8217;autorità militare veneziana.</p>
<p style="text-align: justify;">Completano il maestoso rettangolo della piazza, il <strong>Palazzo del Monte di Pietà con la trecentesca chiesa di San Vincenzo</strong>; la <strong>colonna con il Leone Alato</strong> in omaggio alla sottomissione alla Repubblica di Venezia e la <strong>colonna seicentesca</strong> con la<strong> statua del Cristo Redentore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E questo non è che un assaggio di quanto <strong>Andrea Palladio</strong> abbia fatto per <strong>Vicenza</strong> e dintorni.</p>
<div id="attachment_10440" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10440" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/Vicenza-715-Monumento-al-Palladio-1024x767.jpg" alt="Vicenza, il monumento ad Andrea Palladio, credits Alberto Campanile" width="710" height="531" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, il monumento ad Andrea Palladio, credits Alberto Campanile</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra meraviglia, assolutamente da non perdere, è il <a href="http://www.teatrolimpicovicenza.it" target="_blank"><strong>Teatro Olimpico</strong></a> (1580), il teatro coperto più antico del mondo, opera ultima di Palladio, che non ne vide la fine a causa della morte improvvisa. Capolavoro ispirato ai modelli di teatro all&#8217;antica, sulla scia degli studi del grande architetto Vitruvio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un percorso di visita inedito accompagna oggi tra le sue scene dallo straordinario gioco prospettico.</p>
<div id="attachment_10444" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10444" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/82-Panoramica-CB-674-Vicenza-il-Teatro-Olimpico-0000-1024x484.jpg" alt="Vicenza, il Teatro Olimpico, opera ultima del Palladio, credits Alberto Campanile" width="710" height="335" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, il Teatro Olimpico, opera ultima del Palladio, credits Alberto Campanile</p></div>
<p>E poi, a due passi, ci sono le ricche collezioni d&#8217;arte di <a href="http://www.museicivicivicenza,it" target="_blank"><strong>Palazzo Chiericati</strong></a>, sede dei <strong>Musei Civici, </strong>che abbracciano pittura, scultura, grafica, numismatica, tessuti, arti applicate.</p>
<p>Tra tante meraviglie e sempre a proposito di <strong>cose preziose</strong>, si possono ammirare due rarissimi <strong>cristalli di rocca incisi</strong> dall&#8217;orafo vicentino Valerio Belli (1545), amico di Michelangelo e Raffaello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>VICENZA   GOURMET</h3>
<div id="attachment_10448" style="width: 720px" class="wp-caption alignright"><img class="size-large wp-image-10448" src="http://www.mondinostri.it/magazine/wp-content/uploads/2024/06/20240618_142238-1024x768.jpg" alt="Vicenza, Ristorante Il Ceppo. bigoli con il ragù di anatra" width="710" height="532" /><p class="wp-caption-text">Vicenza, Ristorante Il Ceppo. bigoli con il ragù di anatra</p></div>
<p>Dopo tanto camminare e visitare, è finalmente l&#8217;ora di una pausa pranzo coi fiocchi a un&#8217;indirizzo che, per i vicentini, è sinonimo di tradizione e qualità: <a href="https://www.ilceppovicenza.it" target="_blank">Il Ceppo</a>, in corso Palladio 196, di fronte alla casa che molti considerano del celebre architetto.</p>
<p>Lo si può definire un locale multitasking: al piano strada, si apre un&#8217;ampia gastronomia con scansie piene di ogni bendidio; al fresco piano interrato, una fornitissima enoteca con bistrot, dal cui pavimento in vetro si possono ammirare suggestivi spezzoni delle antiche mura romane.</p>
<p>Nel menù non mancano i grandi classici con qualche piacevole nota contemporanea: baccalà mantecato, soppressa vicentina, formaggio Monte Veronese con fichi caramellati, bigoli al sugo d&#8217;anatra e scorzette d&#8217;arancio; il tutto annaffiato da un bianco Durello dei Lessini e da un Tai rosso dei Colli Berici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><b>INFORMAZIONI UTILI</b></h3>
<p>Il <a href="http://www.museodelgioiello.it" target="_blank"><strong>Museo del Gioiello</strong></a> si trova all’interno della <b>Basilica Palladiana</b>, in Piazza dei Signori, 44, a Vicenza. Fa parte</p>
<p>del patrimonio museale e monumentale del centro storico ed è visitabile con il biglietto unico <b>Vicenza </b></p>
<p><b>Card&amp;Much More.</b>  <b>Orari</b>: dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, sabato e domenica</p>
<p>dalle 10:00 alle 18:00.</p>
<p>Sempre con la <a href="http://www.vicenzae.org" target="_blank"><strong>Vicenza Card</strong></a> si ha accesso ad altri dieci luoghi e monumenti emblematici della città.</p>
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