Veneto / Nelle Terre del Prosecco

Scritto da Maurizia Ghisoni | settembre 18, 2015 0

30 TV  829  Guia, uva Prosecco

Il grappolo grande e lungo con gli acini color dell’oro è il miglior biglietto da visita per il vino italiano più esportato nel mondo: il Prosecco. Nettare giallo paglierino, fresco e invitante, con sentori di mela, mandorle e note floreali, nel 2013 ha, per la prima volta, superato lo Champagne per numero di bottiglie vendute oltreconfine. Il che ha dell’incredibile !

204 TV 225 AZ Bisol Desiderio e figli, S Stefano di Valdobbiadene

 Un nettare che si fregia della DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita) sia nella veste di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore sia in quella di Valdobbiadene Superiore di Cartizze, e che viene prodotto in uno scampolo di Marca Trevigiana, poco più di seimila ettari, a quote tra i 50 e i 500 metri di altitudine, coinvolgendo circa 3000 viticoltori sparsi in 15 comuni. Vinificato praticamente in purezza (85% Prosecco, il restante 15% da uve verdiso, bianchetta trevigiana…), nelle versioni tranquillo, frizzante e spumante, questo Prosecco è il compagno ideale per antipasti di mare, risotti delicati, pesce, carni bianche e, nella versione extra dry, anche dolci e biscotti.

211 TV 252 Prosecco AZ Bisol Desiderio e figli, S Stefano di Valdobbiadene

 Le sue bollicine sprigionano allegria e stimolano la fantasia. A cominciare da quella di un rivenditore di vini napoletano, che all’esterno del suo negozio in Via dei Tribunali aveva appeso un cartello con la scritta “Qui si vende Prosecco, il vino dei poeti”. Non sappiamo se l’oste napoletano avesse effettivamente visitato i vigneti di Conegliano e di Valdobbiadene;  sta di fatto che quest’angolo di Marca Trevigiana poetico lo è davvero. Colline e colline ricoperte di filari di vigna, che come treccioline ordinatissime si rincorrono anche sui pendii più scoscesi. Borghi con alte case in pietra e campanili in sasso che spuntano come lame di calcare bianco nel verde della campagna.

02 TV  819 vista vigneti tra Guia e Guietta

Da Valdobbiadene a Revine, questo il nostro itinerario nel cuore della Marca Trevigiana, ogni borgo, ogni gruppo di case racchiude storia, architetture, curiosità. Nomi di paesi come Guia e Guietta derivano dal termine gotico wid, che significa ampio. San Pietro in Barbozza nasconde tra i filari chiesette e capitelli. Saccol è rinomato per il Cartizze. La fama di Combai è legata ai marroni, ai quali è dedicata una festa ottobrina, dove si possono gustare le castagne cotte nelle rostidore giganti, e poi dolci, miele, liquore e la tradizionale zuppa di funghi chiodini e marroni. Il toponimo Follina è invece legato alla follatura della lana, pratica diffusa fin dal XV secolo in diverse località. Mentre a Cison di Valmarino, sono ancora visibili i resti di antichi mulini, magli e folli da panno, un tempo alimentati dalle acque del torrente Rujo. A dominare sul tutto, c’era il Castello Brandolini, divenuto, nella prima metà del Quattrocento, residenza dei Conti Brandolini d’Adda. Nei secoli successivi, l’edificio fu ampliato e ristrutturato e ora Castel Brando è un maniero imponente, articolato su nove livelli, con oltre 250 stanze compresa quella che ospitò Giacomo Casanova. Attualmente è un albergo rinomatissimo, con ristoranti e aree museali, tra cui una dedicata alle carrozze e un’altra alle armi e armature.

22 TV  968 Cison di Valmarino Castelbrando

 Ai piedi delle Prealpi Bellunesi, la campagna della Marca schiude palazzetti signorili e luoghi di culto antichi. Come l’Abbazia di Santa Maria a Follina: eretta su una badia benedettina dai Cistercensi nel XII secolo, è tra le più importanti architetture tardo romaniche tendente al gotico del trevigiano.

Chi cerca tranquillità da Cison di Valmarino può incamminarsi fino al Bosco delle Penne Mozze con la stele in memoria degli alpini caduti della provincia di Treviso. I più allenati possono spingersi al Rifugio-bivacco dei Loff (lupi), a 1134 metri sul livello del mare, sotto il Crodon del Gevero.

Gli appassionati di trekking, nordic-walking, di mountain-bike o di passeggiate a cavallo possono invece puntare su Revine e da lì, a piedi, raggiungere il Pian delle Femene seguendo la “Strada delle musse (asine)” o la “Strada dei Cavai”, o fare una piacevole passeggiata attorno ai laghi Santa Maria e Lago.

Guida Pratica  *Andar per Cantine

200 TV 206 AZ Bisol Desiderio e figli, S Stefano di Valdobbiadene

 *Azienda Agricola Bisol Desiderio e Figli   Santo Stefano di Valdobbiadene   www.bisol.it .

*Cantina Col Vetoraz   Santo Stefano di Valdobbiadene www.colvetoraz.it

*Cento e più DOCG   Guia di Valdobbiadene http://www.centoepiudocg.it . Qui si vendono solo bottiglie di Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e di Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG

*Azienda Agricola Vigneto Vecio Santo Stefano di Valdobbiadene  www.vignetovecio.it

*Campion   San Giovanni di Valdobbiadene , specializzata in Prosecco brut, Millesimato e Cartizze  www.campionspumanti.it

*Azienda Agricola Roccat  Valdobbiadene , www.roccat.it 

Diverse di queste cantine sono anche agriturismi, offrono degustazioni, ristorazione e ospitalità.

197 TV 246 AZ Bisol Desiderio e figli, S Stefano di Valdobbiadene

 Come arrivare / In auto: da Venezia Mestre seguite la tangenziale in direzione di Trieste, quindi deviare per la A27 diretta a Belluno. Uscire al casello di Vittorio Venero nord, quindi proseguite per la SS 51 per circa 3 km. Prima di entrare nel centro di Vittorio Veneto, deviate a destra per SP 35 diretta a Revine e a Valdobbiadene. In treno potete raggiungere Vittorio Veneto e Cornuda, abitati che distano il primo 8,5 km da Revine il secondo 9.5 km da Valdobbiadene. In aereo: gli aeroporti più vicini sono Marco Polo di Venezia e A. Canova di Treviso.

 Link utili : Consorzio di Promozione Turistica Marca Treviso www.marcatreviso.it

Strada del Prosecco e dei vini Colli Conegliano e Valdobbiadene  www.coneglianovaldobbiadene.it

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