Seychelles alla vaniglia

Scritto da Redazione | ottobre 9, 2021 0

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Impossibile non farsi inebriare dal profumo di vaniglia alle Seychellesnel bel mezzo dell’Oceano Indiano.

un profumo che si respira un po’ dovunque, ma, in particolare, nella zona delle due coltivazioni principali: il Jardin Du Roi e l’Union Estate.

Il primo si trova a Mahé, nella zona di Anse Royale, è un vero e proprio giardino delle spezie, che fa rivivere l’atmosfera del XVIII secolo, quando questo tipo di commercio era uno dei capisaldi dell’economia dei paesi colonizzatori.

Ubicato su una collina e nelle valli sottostanti dove crescono piante di vaniglia, citronella, cannella, noce moscata, pepe ed altre spezie, oltre a piante endemiche medicinali, il Jardin Du Roi offre il meglio della natura.

A sud del villaggio di La Réunion a La Digue, si trova invece L’Union Estate, ex piantagione di vaniglia e cocco, che consente di farsi un’idea sul passato coloniale dell’isola.

Ancora oggi, la vaniglia viene coltivata in lunghi filari a spalliera e assieme a un gran mix di altre spezie (noce moscata, cannella, peperoncino, pepe, zenzero…), gioca un ruolo di protagonista nella cucina locale creola che, a sua volta, riflette la ricchezza di etnie e culture che qui convivono da secoli.

UN  PO’  DI  STORIA

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Introdotta alle Seychelles nel 1866, la vaniglia è stata un elemento importante per l’economia agricola isolana e la sua massiccia esportazione è stata fondamentale per il sostentamento di tante famiglie.

Lo storico locale Tony Mathiot racconta che la vaniglia è una liana della famiglia delle orchidee ed è tra le spezie più antiche; proviene dalle foreste pluviali della costa orientale del Messico e risale alla civiltà Maya del XV secolo.

Il popolo azteco la utilizzava per aromatizzare le bevande al cioccolato e ne ricavava persino una medicina.

È inoltre solo nel Messico sud-orientale, in Guatemala e in altre parti dell’America centrale che la vaniglia viene impollinata dalle api e dai colibrì.

All’inizio del XVII secolo, i viaggiatori la introdussero in Europa e nel 1812, le prime piante di vaniglia approdarono anche a Mauritius e a Reunion, provenienti da un giardino botanico di Parigi.

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Fu proprio in una grande piantagione a Bellevue, sull’isola di Reunion, che uno schiavo africano di 12 anni, Edmond Albius (1829-1880), scoprì il metodo artificiale per impollinarne i fiori, con grandissimo beneficio economico per i proprietari terrieri di tutta l’area dell’Oceano Indiano.

Alle Seychelles, le esportazioni di bacche di vaniglia toccarono, nel secolo scorso, cifre da record, qualcosa come 21.972 tonnellate per un valore di oltre un miliardo di rand, la valuta locale

VANIGLIA ALLA RISCOSSA

Ma dalla seconda metà degli anni ’60 del secolo scorso le esportazioni entrarono fortemente in crisi, una vera e propria debacle, a causa della diffusione della vanillina, sostanza decisamente più economica che, della vaniglia, aveva solo un vago il profumo. Ma tant’è!

Oggi, sentimento e volontà comuni tra le autorità locali delle Seychelles è quello di voler recuperare le coltivazioni tradizionali e tra queste, proprio la vaniglia, che può diventare una concreta opportunità imprenditoriale soprattutto per i giovani.

Alcuni storici proprietari terrieri sono già in prima fila nel dare il buon esempio, interrando nuove piante di vaniglia e cercando di dare nuovo impulso a un’industria che potrebbe rivelarsi un ottimo business per i futuri imprenditori.

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