Ragusa Ibla, festa barocca

Scritto da Maurizia Ghisoni | maggio 10, 2019 0

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Una trama di merletti barocchi avvinghiata a una collina di calcare e tutt’attorno il verde intenso e selvaggio degli Iblei. A primavera, si mostra così, a un primo colpo d’occhio, Ragusa Ibla, il nucleo originario di questa città, nel sud-est della Sicilia, immersa in un territorio dove la natura gioca ancora un ruolo di grande protagonista.

Man mano che il centro abitato si avvicina, tornante dopo tornante sulla ripida statale che la raggiunge, lo sguardo cattura la fitta teoria di cupole e campanili, palazzi dai balconi panciuti e i portali sontuosi, scalinate a non finire, giardini dal tratto arabeggiante, casette affastellate una sulla l’altra e una luce calda, forte e morbida al tempo stesso, che gioca tra tutto il bendidio di architetture, trasformandolo in una strepitosa quinta teatrale.

IBLA e RAGUSA SUPERIORE

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E’ bene precisare che Ragusa, perla del Val di Noto, riconosciuto Patrimonio Unesco dell’Umanità nel 2002, si divide in due settori: Ibla, distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita tutta in stile barocco sull’originario impianto medievale. E Ragusa Superiore, edificata a ovest dopo il terribile evento, secondo uno schema urbano più vicino ai giorni nostri.

Passeggiare tra i vari piani di questa città collinare e collinosa, addentrarsi tra vicoli e straducce, arrampicarsi tra scale e belvederi ti dà davvero la sensazione di partecipare a una grande festa barocca animata da chiese e palazzi signorili, i cui balconi panciuti in ferro battuto fanno pensare “agli ampi vestiti delle nobildonne d’altri tempi”, come scriveva Gesualdo Bufalino.

TRA PALAZZI e CHIESE

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L’itinerario degli edifici storici è naturalmente un must. Diversi palazzi sono privati o accessibili con una visita guidata, come per esempio, Palazzo Arezzo di Trifiletti, dove a condurvi per sale e opere d’arte sono gli stessi proprietari. Altri invece sono aperti al pubblico e visitabili gratuitamente, come Palazzo La Rocca, una vetrina fedele di quello che era lo stile di vita delle classi più abbienti nel Settecento.

 Le allegorie misteriose che modellano le mensole dei balconi danno alla facciata un che di irresistibile e di intrigante, invitando a varcare il portale monumentale, per ritrovarsi davanti a un bellissimo scalone in pietra pece, proprio come quelli che abbiamo visto in tanti film d’epoca, ricavato sulla struttura di un’antica torre medievale.

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Il piano nobile è una gigantesca scatola cinese, gli ambienti si aprono uno dentro l’altro scanditi da volte affrescate, pavimenti intarsiati con maioliche campane, arazzi, pitture alle pareti, decori tardo barocchi e un bellissimo lampadario blu in vetro di Murano.  E non è finita, perché a rendere questo posto unico è anche il gran panorama sulle valli circostanti, mosse dalle cosiddette cave, i caratteristici canyon dei Monti Iblei, ideali da visitare in primavera, quando fioriscono le orchidee selvatiche.

Le chiese non sono naturalmente da meno e costellano, silenziose e sontuose, tanto la passeggiata principale (piazza repubblica, via del Mercato, via Capitano Bocchieri, piazza Duomo, corso XXV Aprile fino ai lussureggianti Giardini Iblei) quanto i dintorni.

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Su tutte una, la Cattedrale di San Giorgio, il Duomo di Ibla, alta sulla gradinata che domina la piazza sottostante e un po’ obliqua rispetto a quest’ultima, particolare che ne accentua l’imponenza e l’effetto visivo. Considerata una delle massime espressioni dell’architettura sacra barocca, schiude interni  chiarissimi e luminosi, con la statua lignea di San Giorgio nell’atto di uccidere il drago che, a fine maggio, in occasione della festa patronale, viene fatta sfilare in pompa magna per le vie della città.

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Un posto molto particolare, deliziosamente retro’ è il Circolo di Conversazione o “Circolu re cavalieri”, come lo chiamano in loco, a pochi passi dal duomo. Un bel palazzo ottocentesco con interni allestiti nei toni del rosso, specchiere, sofà, ricchi tendaggi e decori preziosi, dove si riunivano i maggiorenti locali per il rito della chiacchiera. E per darvi un’idea di cosa fossero questi luoghi, ricorriamo di nuovo a Gesualdo Bufalino:<<Il siciliano è per sua indole un mimo vivente; tutto in lui, gesto, parola, silenzi, respira teatro. Sicché in luoghi come quelli, in cui ci si radunava in tanti a chiacchierare, la chiacchiera faceva presto a diventare conversazione teatrale>>.

MOVIDA e VERDE RELAX

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In questa stagione, Ibla è vivacissima. Strade e piazze vedono un nutrito ma rilassato via vai di residenti e turisti, che amano lasciarsi andare ai piccoli riti della quotidianità: il caffè e le due chiacchiere al bar a metà mattina; l’aperitivo o una profumatissima granita al melograno quando la calura inizia a farsi sentire; un buon gelato al gusto di carrubo, agli agrumi, al Passito di Pantelleria o all’olio d’oliva (siamo in una terra di Sapori con la esse maiuscola!), e un meritatissimo relax sotto le fresche frasche dei Giardini Iblei, all’estremità orientale della città, alti come un nido d’aquila sulle vallate circostanti, mossi da statue, ficus, palme e altre piante lussureggianti.

VACANZA ATTIVA
A Ragusa Ibla non c’è il tempo per annoiarsi. Visti i monumenti, setacciati negozi e atelier artistici, si possono fare esperienze interessanti e coinvolgenti. Come, per esempio:

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  • Partecipare a un corso di cucina tipica presso lo storico Mulino La Timpa, imparando da mani sapienti a fare pasta fresca, arancini e le tradizionalissime scacce, focacce ripiene di verdure, formaggi o salumi;
  • Imparare a degustare l’olio extravergine d’oliva presso l’azienda Frantoi Cutrera, a Chiaramonte Gulfi;
  • Prendere parte a un laboratorio del gusto sui formaggi siciliani presso il Consorzio CoRFiLaC, a Ragusa Mare;
  • Visitare le Strade del vino del Cerasuolo di Vittoria
  • Provare un’escursione in quad o noleggiare una mountainbike presso l’associazione Girotanto
  • Se viaggiate coi bambini e desiderate un approccio divertente e informale alla città, utile anche ad averne una visione d’insieme, potete approfittare del simpatico Trenino Barocco (una delle fermate è davanti al duomo) e compiere una prima esplorazione comodamente seduti su una delle sue piccole carrozze.
 PROVATI PER VOI

RISTORANTI

A’ Rusticana ristorantino di tradizione, con dehor estivo e interni in perfetto sicilian style: velluti rossi, pavimenti in maiolica, mise en place ineccepibile e ottima cucina del territorio. Un posto raccomandato ai fans del commissario Montalbano, poiché proprio qui, il regista Alberto Sironi girò alcune scene dell’episodio “Il ladro di merendine”.

Antares  ristorante pizzeria allestito in un antico stabile in pietra, con interni eleganti e curati; oltre all’ottima pizza, da provare, antipasti come tortino di melanzane con cuore di ricotta e uno strepitoso calamaro all’arancia.

La Terrazza dell’Orologio  vista stupenda sui tetti di Ibla e cucina di alto livello per questo bellissimo ristorante ricavato nei magazzini dell’antico castello. Lo chef Luciano viene a fare la vostra conoscenza al tavolo e consiglia i piatti a seconda dei vostri gusti.

GUESTHOUSE e B&B

L’Orto sul tetto  all’ultimo piano, l’orto sul tetto è una piccola oasi di pace e relax, il posto ideale per oziare o socializzare. Camere curate e accoglienti, comfort moderni e prima colazione a base dei prodotti stagionali del territorio.

La Casa di Matilde  nel cuore di Ibla, risultato di un’attenta ristrutturazione di una tipica casa d’inizi 900, offre interni e camere allestiti con buon gusto, terrazza panoramica e una cucina comune.

Nero Pece  a poche decine di metri dal duomo, all’interno di un antico palazzo ibleo, camere nuovissime ed eleganti, grande cura nei dettagli e servizio impeccabile.

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