Procida (Na), l’isola senza fronzoli

Scritto da Maurizia Ghisoni | giugno 16, 2022 0

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Che Procida sia un’isola senza fronzoli, no frills come dicono gli inglesi, te ne accorgi non appena sbarchi al porto di Marina Grande.  Non ci sono bancarelle acchiappaturisti, nessun via vai di mini taxi e navette, tutto nell’ordine della normalità, con bar, negozi, ristoranti, pescherie che vivono al loro ritmo quotidiano.

A meno di mezz’ora di nave veloce da Napoli e Pozzuoli,  Procida ci accoglie in modo ovattato, invitandoci al piccolo rito di caffè e lingua di bue (un dolcetto di pasta sfoglia farcito di profumata crema al limone) al bar della marina e dispiegandoci il suo profilo a poco a poco, con viuzze colorate e scorci panoramici.

Quest’anno, Procida è Capitale Italiana della Cultura, onore e onere che porta con imperturbabilitàsicuramente orgogliosa che il suo progetto abbia prevalso su molti altri, ma, al tempo stesso, non disposta a farsene travolgere.

Noi procidani viviamo a ritmo lento, ci spiega una simpatica guida locale, e quando le cose si fanno davvero complicate, riusciamo sempre a trovare la soluzione più adatta, a metterci <<‘na pezza e’ culorr>>, come dice una tipica espressione isolana.

La grande vicinanza alla terraferma, la rende quasi un satellite di Napoli, ragion per cui i grandi flussi turistici puntano solitamente alle isole più grandi dell’Arcipelago Campano, Ischia e Capri, lasciando la piccola Procida al suo verace tran tran quotidiano, con grande soddisfazione degli abitanti, che non amano vedersi invasi da folle di turisti.

ISOLA DI NAVIGANTI E PESCATORI

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Quello procidano è un popolo di navigatori e pescatori, come testimoniano il via vai quotidiano di pescherecci, le montagne di reti al sole e il maestoso edificio dell’Istituto Nautico, che svetta sulle case di Marina Grande.

Il borgo marinaro più antico è Marina Corricella, riconoscibile dalle casette colorate poste ad anfiteatro sul mare, dalla banchina piena di di reti, dalla sequenza di archi, cupole, gradinate e scalinatelle, che si inerpicano sui fianchi dell’abitato, dall’assenza totale di autoveicoli e punti panoramici strepitosi, come il belvedere di via Marcello Scotti, da dove l’occhio cattura l’isola di Capri e il promontorio di Terra Murata.

L’ISOLA DI ARTURO E DI ELSA

Procida fu una specie di seconda patria per una delle più grandi e famose scrittrici del Novecento, Elsa Morante, che vi ambientò uno dei suoi romanzi più fortunati, L’Isola di Arturo, nelle cui pagine l’isola emerge in tutta la sua bellezza e autenticità. Ci si ritrova nelle “straducce solitarie chiuse fra muri antichi”; tra i “frutteti e i vigneti che sembrano giardini imperiali” ; sulle spiagge “dalla sabbia chiara e delicata”.

Il territorio che Elsa Morante descrive nel romanzo è così chiaramente riconoscibile, che i visitatori hanno a disposizione veri e propri itinerari sul filo del suo racconto. Tracciati che si dipanano lungo la ripida Salita dei Due Mori (San Rocco), toccano la Piazzetta del Monumento (Madonna delle Grazie), scendono al porto lungo via P. Umberto o salgono alla rocca della Terra Murata.

CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022

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Dallo scorso 18 gennaio, Procida è Capitale Italiana della Cultura. Un progetto importante, che si propone di valorizzarne le potenzialità, partendo proprio dal suo forte e deciso carattere identitario.

Per l’isola, questo 2022 è l’inizio di un cammino che nasce nel segno dell’inclusione, perché la “cultura non isola”, recita il suo claim. Un cammino che vuole essere motore di sviluppo per i prossimi anni, promuovendo buone pratiche e sostenibilità ambientale.

Il programma di Procida 2022 coinvolge qualcosa come 240 artisti con una quarantina di opere originali, 44 progetti culturali e 8 spazi rigenerati, come il complesso di Santa Margherita Nuova, che diventerà un polo delle arti o Palazzo d’Avalos, nelle cui sale troveranno ospitalità opere di artisti internazionali site specific destinate a far parte di una collezione permanente. Trovate l’intero programma dell’anno culturale al sito di Procida 2022.

DA MARINA GRANDE A TERRA MURATA

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La storia di Procida testimonia radici remote in fatto di cultura. Per capirlo, occorre lasciare la parte bassa dell’isola e inerpicarsi fino a Terra Murata, il borgo più antico, appollaiato sul promontorio più alto, nato attorno all’Abbazia di San Michele Arcangelo, sorta nell’XI secolo come monastero benedettino e trasformata nei secoli successivi.

I sotterranei custodiscono una preziosa biblioteca, sconosciuta al grande pubblico, ma frequentata da studiosi di tutto il mondo, che conta circa diecimila volumi, con testi antichi a stampa e manoscritti dal Cinquecento al Novecento, oltre a Canti gregoriani miniati, raccolte di salmi, libri di storia, geografia, scienza, teologia e anche trattati su esoterismo ed esorcismo.

Raggiungere Terra Murata è un’esperienza assolutamente da non perdere, da fare sia a piedi, partendo da Marina Grande, seguendo le indicazioni, con una passeggiata di circa mezz’ora con tratti in salita o approfittando dei bus che collegano tutta l’isola.

Farla a piedi regala diversi punti di interesse naturalistici e panoramici, come il colpo d’occhio su Marina della Corricella, di cui abbiamo detto sopra e dove ci si può fermare per una visita al seicentesco santuario della Madonna delle Grazie, in piazza Martiri. O il belvedere dei Due Cannoni. E poi Palazzo d’Avalos, con il bellissimo giardino recentemente recuperato e sempre aperto al pubblico, da cui si gode un fantastico affaccio sulla baia dell’Asino.

L’intero edificio fu eretto come castello di difesa nel 1563 e poi trasformato in  palazzo reale da Carlo III di Borbone nel 1744. Nel secolo successivo, fu convertito in caserma e poi in carcere, rimanendo tale fino al 1988. Il tutto è visitabile su prenotazione da lunedì a giovedì e nei weekend dalle 10.30 alle 13.

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Raggiunta Terra Murata, si passeggia tra i vicoletti di questo borgo in pietra a 90 metri d’altitudine, dove tutto sembra rimasto al Medioevo. Si entra da una porta di ferro, che un tempo veniva chiusa a chiave al tramonto (frequenti le incursioni saracene); un solo bar con affaccio da urlo sul mare, nessun ristorante, qualche b&b e un pugno di casette addossate le une alle altre, con archi, cupole, scale “a collo di giraffa” e terrazzette colorate da fiori e panni stesi.

Al centro del borgo, l’Abbazia di San Michele Arcangelo con una doppia facciata, una romanica e l’atra ottocentesca, e una torre campanaria il cui orologio è curiosamente senza lancette. All’interno, diverse opere di pregio, come il coro seicentesco, i marmi mischi degli altari, una tela del Seicento con Procida vista dall’alto. Ma il capolavoro è un abbagliante soffitto in oro zecchino, nel cui dipinto al centro della volta si ammira San Michele nell’atto di scacciare il demonio.

LA SPIAGGIA DEL POSTINO

Procida offre diverse spiagge, grandi e piccole, che a giugno sono ancora vivibili. Come quella, sempre molto apprezzata, del Pozzo Vecchio, sul versante ovest, detta anche spiaggia del Postino, perché qui, nel 1994, furono girate alcune scene del famoso film con l’indimenticabile Massimo Troisi. Tra queste, anche quella in cui Mario, il protagonista (Troisi) e la bella Beatrice (Mariagrazia Cucinotta) si incontrano per la prima volta e si innamorano.

Spiaggia libera per buona parte e con sabbia scura, che ne ricorda l’origine vulcanica, si raggiunge scendendo la strada che costeggia il cimitero, ammirando la piccola baia a ferro di cavallo.

LIMONI, CARCIOFI, POMODORI E LEVANTE

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A Procida non mancano certo i sapori veraci, complici la fertile terra vulcanica e il clima mite, che portano sulle tavole squisitezze come limoni, carciofi e altre verdure, tra cui alcune specie di pomodori autoctoni, che rispondono ai nomi di Reginella, Lampadina e Cecata.

Il limone merita un capitolo a sé, perché si tratta di una varietà particolarmente virtuosa, dal frutto grosso e dolce detto anche Limone Pane, ideale non solo per dolci, gelati, limoncello e confetture, ma anche per deliziose ricette casalinghe, come la freschissima insalata di limoni o il pesto per gli spaghetti. Lo si coltiva su pergole sostenute con pali di castagno, bellissime anche da vedere e cariche di profumi.

Sempre nell’intento di rivalutare le varietà autoctone, a Procida si sta cercando di recuperare anche un vitigno antico, il Levante, dalle cui uve si ricava un vino bianco molto aromatico, leggero e generosamente beverino.

GLI EVENTI ESTIVI

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Oltre a quelli di Procida Capitale della Cultura 2022, vi segnaliamo altri due importanti appuntamenti dell’Estate Procidana:

* La Sagra del Mare a Marina Grande, ultimo weekend di luglio, in cui si festeggia la tradizione marinara dell’isola, che coinvolge tutte le contrade e culmina con l’elezione della Graziella, la ragazza che, indossando il costume tipico, incarna al meglio il personaggio che Alphonse de Lamartine descrive nell’omonimo romanzo.

* Giardini e Portoni Aperti, accompagnati dai proprietari, è possibile visitare giardini e agrumeti delle più affascinanti residenze dell’isola. 

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