Lambrusco, bollicine alla riscossa

Scritto da Maurizia Ghisoni | gennaio 14, 2020 0

Lambrusco

Ieri vino da pasto e da sagra paesana, compagno inseparabile della più robusta e verace cucina emiliana. Oggi, anche nettare da calice, anfitrione  di aperitivi, degustazioni, cocktails, after hours e long drinks.

Parliamo del Lambrusco, cari amici, uno dei vini più conosciuti ed esportati che, negli ultimi anni, ha saputo ritagliarsi un posto di tutto rispetto anche nel mondo blasonato delle bollicine, conquistando premi e riconoscimenti internazionali, come all’ultimo The Champagne&Sparkling Wine World Championship, ma soprattutto un pubblico sempre più ampio e attento di consumatori, che dimostra di apprezzarlo anche nella versione rosè.

Una metamorfosi non da poco per quello che lo scrittore Mario Soldati definiva “l’umile champagne dell’Emilia Romagna”.

Lambrusco

Tutto questo  grazie a nuovi metodi di vinificazione introdotti dai produttori e a un nuovo modo di presentarlo da parte di sommelier e di tutti gli addetti ai lavori. Sono infatti sempre più numerosi i vignerons che utilizzano la tecnica della rifermentazione naturale per lunghi periodi in bottiglia o quella dello charmat, per esaltare sia il corredo aromatico del vino che la sua freschezza e vivacità.

“E’ un vino che ha fatto pace con il suo passato contadino, il Lambrusco ed è tornato a esprimere qualità, ma soprattutto diversità” – spiega Antonietta Mazzeo, sommelier professionista e Delegata delle Donne del Vino dell’Emilia Romagna, l’associazione che conta numerose produttrici di nettari regionali, tra cui il Lambrusco in tutte le sue tipologie, da quello di Sorbara al Grasparossa di Castelvetro al Salamino di Santacroce.

“L’azione di ammodernamento -continua Mazzeo- avviata diversi anni fa per il rafforzamento dell’identità, ottenuto attraverso la reintroduzione dei cloni storici, il rinnovo degli impianti e una moderna meccanizzazione, la certificazione di sostenibilità, sembra completarsi grazie al lungo lavoro svolto dai due Consorzi di Tutela”.

Lambrusco

Oggi, il Lambrusco è dunque ricerca, innovazione, cultura crescente del gusto, in un mercato sempre più esigente ed evoluto, proposta convinta di un prodotto sempre più elegante e identitario sia della tipologia che della cantina e dell’enologo.

Ma l’entusiasmo si coglie anche sul fronte dei produttori, che scommettono sempre più massicciamente sul potere seduttivo di queste bollicine, come spiega Angela Sini, amministratore delegato della modenese Cantina della Volta: “La volontà del nostro enologo Christian Bellei è quella di creare delle basi spumantistiche già a partire dalla pressatura e proseguire solo con fermentazione in bottiglia con lunghi affinamenti sui lieviti. È sicuramente un investimento importante, perché le bottiglie escono dalla cantina almeno 3/4 anni dopo la vendemmia, ma il risultato soddisfa appieno sia noi che la nostra clientela”.

Lambrusco

E sull’onda di tanto entusiasmo, non resta che brindare al 2020 con queste bollicine di qualità, capaci di esprimere alla grande l’autenticità del loro territorio e delle sue uve. Bollicine gagliarde, cariche di colori, profumi e sentori che mutano, si evolvono e sanno sorprendere dal primo all’ultimo calice.

Si ringrazia della collaborazione la Delegazione dell’Emilia Romagna dell’Associazione delle Donne del Vino

 

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