Istria, estate al tartufo nero

Scritto da Maurizia Ghisoni | agosto 20, 2019 0

tartufo nero Istria

Scuro scuro e rotondetto, nascosto nel ventre della terra, il tartufo, pregiato e odoroso fungo ipogeo, è il re delle tavole anche in Istria.

A scovarlo e portarlo in superficie, ci pensano cani di piccola taglia, i classici bastardini, ai quali non ne sfugge uno. Proprio come a Cmko, vispo e scodinzolante meticcio nero, che Radmila, la sua padrona, sguinzaglia nei boschi anche più volte al giorno. Per lui, ogni volta, è un gioco avvincente, ricompensato da gustosi croccantini; mentre, per la famiglia Karlić, è invece una professione iniziata ormai vent’anni fa.

raccolta tartufi

A chi, come noi, va a trovarla nella sua accogliente casa bottega sui colli di Buzet, Radmila Karlić, racconta i divertenti retroscena della caccia al tartufo nero e propone specialità semplici ma meravigliose, come le uova strapazzate, arricchite da burro fresco, parmigiano grattugiato e abbondanti scaglie di tartufo nero appena raccolto. Un piatto che sprigiona tutti i sentori di questa forte e generosa terra istriana.

tartufo nero istriano

Eppure, i tempi non sono stati sempre rosei per quello che oggi è considerato il re della cucina locale.

In Croazia, per esempio, fino agli inizi del secolo scorso, il tartufo era sbrigativamente chiamato “patata che spusa” e lasciato sistematicamente ai margini della gastronomia, finché, agli inizi degli anni Trenta, non arrivarono due italiani stabilitisi a Pola, che ne fecero scoprire tutte le virtù e le potenzialità.

frittata ai tartufi

Da allora, per questo tubero ipogeo, la strada è stata tutta in discesa e i trionfi non si sono fatti attendere. Oggi, in tutta la penisola istriana, il tartufo nero estivo, ma anche quello bianco autunnale, sono fortemente ricercati soprattutto nella Valle del fiume Quieto (Mirna), a Levade/Livade e a Montona/Motovun. Tra i loro boschi fitti e ombrosi, zelanti cagnolini ben addestrati da quelli che, nelle nostre Langhe chiamiamo i trifolao (i loro padroni cercatori), battono il terreno palmo a palmo e quando il loro fiuto capta il tesoro, le zampe anteriori attaccano a scavare velocemente fino a portarlo alla luce,

Istria Motovun

I più anziani ancora ricordano quel 2 novembre 1999 quando. nei boschi di Buie, Giancarlo Zigante (titolare di un ristorante e di vari punti vendita di prodotti gastronomici a base di tartufi), portò alla luce il più grosso esemplare al mondo, ancora presente nella lista dei Guinness dei primati: pesava ben 1,310 chili.

Non fu mai venduto, ma fu servito ad una cena di gala a cui parteciparono un centinaio di commensali. Il fortunato ritrovamento contribuì ad accrescere la notorietà del tartufo istriano, che oggi si può degustare in diverse fiere di settore o in ristoranti e trattorie, le cosiddette konobe, che espongono il marchio Tartufo vero.

Karlic tartufi

Provati per voi:

Konoba Taverna Nono, Umaška 35, località Petrovija, Umago. Cucina tradizionale istriana, per questa tipica e accogliente taverna; da provare ravioli al tartufo o il filetto di bovino istriano “Boscarino” ai tartufi.

Konoba Buščina, Buščina 18 (tra Umago e Plovania), ristorante apprezzato soprattutto per i piatti a base di bue istriano e tartufo estivo;

Restaurant Zigante, Livade 7, un posto di classe, con servizio di prim’ordine, specializzato nella preparazione di piatti con tartufo istriano e interessanti menù degustazione.

Konoba Dolina a Gradinja Oprtalj, minuscolo villaggio nei pressi di Motovun, offre una cucina casereccia di grande qualità e varietà, profumata dai tartufi raccolti nei boschi circostanti. 

Info utili:  Ente per il Turismo dell’Istria 

                       Ente Nazionale Croato per il Turismo

Leggi anche:   Istria croata, tutto un altro Adriatico!

                          Fasana (Croazia)/ Nel paese delle sardelle

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