Friuli, ripartiamo da boschi e foreste

Scritto da Redazione | marzo 22, 2021 0

 

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Il 21 marzo è stata la Giornata internazionale delle Foreste indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni unite.

Una ricorrenza che anche il Friuli Venezia Giulia celebra alla grande, forte dei suoi grandi e piccoli polmoni verdi, che spera di poter mettere quanto prima a disposizione di turisti e visitatori, per piacevoli camminate ed esperienze a tutta natura.

L’intera regione possiede un patrimonio di ambienti naturali che occupa il 35% circa del suo territorio e che si differenzia a seconda delle varietà arboree, del suolo, del clima, dell’altitudine.

Un autentico tesoro naturale, insomma, che ben si sposa con attività sempre più praticate, come il forest bathing e le green walking, vere e proprie immersioni in boschi e foreste alla ricerca del benessere psicofisico, una specie di terapia contro lo stress urbano.

TARVISIO, La FORESTA MILLENARIA

Coi suoi 24mila ettari, tra le Alpi Carniche e le Giulie, è la foresta demaniale più estesa d’Italia.

Tra i suoi abeti rossi, i cosiddetti giganti della musica, conosciuti in tutto il mondo per il legno di risonanza che viene utilizzato nella realizzazione degli strumenti a corda, si apre uno dei sentieri più spettacolari, il “The Forest sound track”, nel cuore della Val Saisera.

Si tratta di un tracciato percorribile tutto l’anno, lungo una decina di chilometri, mosso dal torrente Carnizza e dai prati Oitzinger, nella splendida scenografia dello Jôf Fuart e del Montasio.

La Val Saisera, luogo particolarmente caro al poeta-alpinista Julius Kugy, racchiude uno degli esempi più singolari di biodiversità e con il Monte Lussari, incarna uno degli angoli più incantevoli della foresta, in cui possono praticare escursioni di tutti i tipi, durata e difficoltà.

Un itinerario ai piedi del monte Mangart, nel cuore delle Giulie, apre, per esempio, una camminata nella conca di Fusine, tra i laghetti di origine glaciale, che fanno da cornice a un ambiente conosciuto come uno dei luoghi di maggior pregio naturalistico di tutta la catena alpina.

CARNIA, NATURA ALLO STATO PURO

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A Passo Pramollo, a nord di Pontebba sulle Alpi Carniche orientali, tra prati di wulfenie e incredibili giacimenti fossili (9,5 km – 4 ore), oppure nella conca del passo del Cason di Lanza, lungo oltre nove chilometri di vecchi tracciati usati in passato dai contrabbandieri , si aprono paesaggi incantati, tra boschi d’abete, ontaneti, pascoli e zone paludose.

Magnifico anche l’itinerario tra la Val Degano e la Val Pesarina, che nei suoi 8,4 chilometri taglia boschi e prati sfalciati, mughete, ontaneti, rocce a strapiombo, colli verdissimi e panorami a 360°.

Lungo l’alta Valle del Bût attraversando boschi, vecchi pascoli e casere per una decina di chilometri, il tracciato lambisce anche il bosco bandito di Cleulis; mentre a Resia, si può andare alla scoperta degli stavoli fino ad arrivare al bosco Plagna, con il monte omonimo, che separa la Val Resia dal Canal del Ferro.
Dal bosco degli urogalli al regno dell’aquila: addentrarsi nella foresta di Ampezzo significa respirare in boschi misti di faggio, abeti rossi e abete bianco tra i più belli della Carnia, cercando di avvistare il gallo cedrone e, sulle cime, l’aquila.

In Val Colvera, tappezzata da boschi di frassino e acero montano, una bellissima escursione nella forra del torrente Colvera porta nell’habitat del gufo reale, il più grande rapace notturno europeo.

Dal rifugio Giaf (vicino a Forni di Sopra) si può infine partire seguendo l’anello Bianchi, un percorso naturalistico che porta a immergersi nel bosco e nei fiori d’alta quota, attraversando il lariceto e le praterie utilizzate per il pascolo transumante.

I BOSCHI DELLA SERENISSIMA

Nel ’500, la Repubblica di Venezia aveva dichiarato questi boschi di pertinenza dell’Arsenale, come riserva di legname necessario alla realizzazione dei remi della sua flotta.

Oggi, l’altopiano carsico del Cansiglio, nel Pordenonese, regala uno dei percorsi di passeggiata più suggestivi, tra faggi, funghi, fiori, cervi, scoiattoli e picchi (durata circa tre ore).

Lo stesso in Val Alba, nel bosco del Vuâlt che spiana la strada a un itinerario escursionistico nelle Alpi Giulie (6,4 km – 3,5 ore), all’interno di una riserva caratterizzata da fiori e piante rari.

L’anello del Landre Scur, nei boschi dell’Alta Val Cellina (6,9 km – 3 ore), è invece un percorso che consente di arrivare, attraverso i boschi, al grande portale del Landre Scur, incontrando grotte piene di leggende e sviluppandosi nelle profondità del massiccio del Monte Resettùm, nel comune di Claut.

TRADIZIONE PURA, NELLE VALLI DEL NATISONE E DEL TORRE

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Anche le Valli del Natisone e del Torre fanno da sfondo a piacevolissime escursioni nella natura.

Si può, per esempio, seguire il tracciato alla scoperta dei castagneti (un tempo, vere e proprie fonti di sostentamento per le popolazioni locali) e dei prati sfalciati dei paesi del Kries (13,4 km, 4 ore), nelle Valli del Natisone, caratterizzate da promontori dolci sui quali domina il Monte Matajur.

Nelle Valli del Torre ci si può invece avventurare alla scoperta delle cascate del Rio Gorgons. Il Sentiero naturalistico del Gorgons si snoda per 7,8 chilometri nel territorio di Taipana, nella valle conosciuta come Šeroka Dolina, una lunga, profonda e boscosa incisione nella terra, costellata da una serie di cascate, tra cui le Pod Malen, create dal torrente. Un ponte conduce sull’altra sponda, in un punto particolarmente suggestivo della forra, da dove i più esperti possono risalire il fianco del rio, proseguendo verso il Monte Zisilin.

CARSO, MAGIA DELLA NATURA VISTA MARE

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Alle spalle di Trieste si eleva il Carso, un altipiano sconfinato che l’Italia condivide con la Slovenia e che rappresenta una delle unicità del Friuli Venezia Giulia.

Natura e poesia si fondono, per esempio, a Duino, lungo il sentiero Rilke, dove il Carso incontra l’Adriatico circondato da falesie spettacolari.

Un ambiente unico, in cui, grazie alle particolari condizioni climatiche, si può apprezzare la flora di tipo mediterraneo anche a quote elevate e si può proseguire verso il bosco Cernizza, il polmone verde sul mare dei principi di Duino (8,5 km), o il bosco Fornace, che si collega con il cosiddetto sentiero della salvia.

Igouza, il piccolo bosco di Basovizza, apre la strada a un bellissimo itinerario di circa due ore e mezza e in Val Rosandra, un tracciato lungo poco più di sei chilometri porta a scoprire le ultime grandi querce fino alla vetta del Monte Carso.

Infine, nel Goriziano, il Monte Sabotino e il Collio schiudono boschi di rovere e castagno, insieme al bosco Plessiva, che fino al termine della seconda guerra mondiale fu un deposito militare dell’esercito italiano.

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Gli itinerari proposti sono consultabili anche sulla mappa online di camminaboschi, progetto messo a punto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Corpo Forestale regionale.

Crediti fotografici, Regione Friuli Venezia Giulia (autore Roberto Valenti); Pixabay;

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