Franciacorta (Bs), Su e Giù per Bollicine

Scritto da Maurizia Ghisoni | novembre 2, 2017 0

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A sud del lago d’Iseo, la Franciacorta è una terra antica, dolce e soleggiata, mossa da colline moreniche, dove la vite e l’ulivo prosperano da sempre; punteggiata da borghi in pietra, castelli, monasteri e ville patrizie, dove, tra ‘700 e ’800, la nobiltà bresciana si ritirava per fuggire la calura estive. Una terra che offre anche una delle Strade del Vino più vivaci e prestigiose d’Europa: 80 chilometri di su e giù tra vigneti, aziende, cantine, enoteche, agriturismi, dove a farla da padrone sono le famose Bollicine e gli altri vini, bianchi e rossi, di altissima qualità.

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Partendo da Paratico, e puntando a sud, la Strada, ben segnalata da cartelli, conduce in pochi minuti a Capriolo, dove, tra vigneti e dimore signorili, spunta l’Azienda Ricci Curbastro, una delle pioniere nella produzione delle Bollicine Franciacorta, secondo quel metodo di rifermentazione in bottiglia, che per primo ha ottenuto in Italia il massimo riconoscimento di qualità e tipicità. Ad accogliere i visitatori, sono gli stessi proprietari, la famiglia Ricci Curbastro,  che accompagnano nella visita della tenuta, delle moderne cantine sotterranee, illustrando metodi e strumenti di vinificazione; nel far degustare nettari ottenuti dall’impiego di uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero. E nel mostrare con orgoglio il Museo Agricolo e del Vino, con oltre tremila pezzi, frutto di una ricerca quarantennale di oggetti del lavoro agricolo d’altri tempi. A chi desidera soggiornare tra botti e vigneti, l’azienda offre anche degli eleganti residence, ricavati in un’antica cascina perfettamente restaurata.

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Da Capriolo, la Strada del Vino prosegue, toccando Adro, con l’imponente torre ghibellina; Timoline e Torbiato, sedi di antichi monasteri; Erbusco, con Villa Lechi e il parco secolare, location di tante manifestazioni che questa terra dedica ai suoi vini. E con un’azienda più unica che rara, dove natura, arte e vino siglano un connubio totale: Cà del Bosco.

Varcato il mastodontico cancello d’ingresso che, in realtà, è un’opera di Arnaldo Pomodoro, L’Inno al sole, ci si incammina lungo il viale che conduce alle cantine, circondati da ettari di vigneti. Sulla sommità del colle principale, ci si ritrova immersi in un grande parco naturale, con opere d’arte, che portano la firma di maestri, come Igor Mitoraj.

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Guadagnate le cantine, inizia la visita interna che illustra storia e fasi dell’azienda, mentre l’occhio non può fare a meno di catturare l’ennesimo capolavoro: Il tempo sospeso di Stefano Bombardieri, un immenso rinoceronte in resina, che pende incredibilmente dal soffitto e che, al primo impatto, lascia un po’ perplessi, ma che, in realtà, incarna la metafora stessa dell’azienda: solida, possente, capace di raggiungere anche grandi velocità, come fa il rinoceronte. Corridoi silenziosi conducono al cuore del Franciacora Cà del Bosco: la cupola in pietra, dove il vino, quasi cullato, fermenta delicatamente in bottiglia, per poi maturare e affinarsi in piccole botti di rovere.

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Riguadagnata la Strada, non resta che seguirla verso est, scorrendo per colline soleggiate; castelli con giardini all’italiana come quello di Bornato o fortificati, come quello di Passirano. E agriturismi dove il vino è il vero anfitrione, come l’Azienda Villa, a Monticelli Brusati, alle porte di Brescia, accasata in un borghetto medievale, dove si può alloggiare nei residence di Villa Gradoni e visitare le cantine, con degustazione di Franciacorta Millesimato.

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Info:  Associazione Strada del Franciacorta

 

 

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