Dolomiti Friulane: Maniago, diamoci un taglio!

Scritto da Maurizia Ghisoni | luglio 10, 2014 0

Maniago, Italia square, Friuli Venezia Giulia, Italy, Europe

Maniago, in provincia di Pordenone, è una meta ottima per un weekend tra le Dolomiti Friulane. Si tratta di un paesino non solo tranquillo e accogliente, nel cuore della Valle del Colvera, ma anche di un luogo singolare, che deve la sua notorietà ai coltelli e agli arnesi da taglio. Arnesi talmente importanti, da essersi guadagnati un bel Museo all’interno dell’ex stabilimento Co.Ri.Ca.Ma. (Coltellerie Riunite Caslino Maniago).

Maniago 288 Museo dell arte fabbrile e delle coltellerie

A Maniago, la produzione degli strumenti da taglio iniziò nel 1453, quando la Repubblica di Venezia concesse a Nicolò di Maniago il permesso di sfruttare le acque del torrente Colvera e di costruire una roggia per far funzionare mulini, segherie e le attrezzature dei “battiferri”.

Maniago 310 Museo dell arte fabbrile e delle coltellerie

All’epoca, si fabbricavano, per lo più, attrezzi per contadini e boscaioli, oltre che spade e altri strumenti da taglio per la Serenissima, ma col passar del tempo, la produzione si è ampliata e diversificata, spaziando da coltelli di tutti i tipi (cucina, caccia, pesca…) a forbici di ogni foggia e dimensione, dagli strumenti chirurgici ai temperini fino alle lame per pattini da competizione.

Maniago 395 Museo dell arte fabbrile e delle coltellerie

Un vero e proprio polo “tagliente”, che vede ancora oggi coinvolte duecento aziende, per un totale di mille addetti al ciclo produttivo e un volume d’affari annuo pari a circa 800 milioni di euro.

Maniago 250 Museo dell arte fabbrile e delle coltellerie

Il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie è un posto più che affascinante; si articola su due piani e comprende sezioni tematiche, che accompagnano il visitatore lungo la storia e le tecniche di produzione di quasi tutti gli strumenti da taglio: “Dall’ossidiana all’ossido metallico: materie prime, fonti di energia, saperi e pratiche”; “La fucina del mago: mestiere e tecniche del coltellinaio”; “Dalla funzione alla forma, evoluzioni e trasformazioni della produzione dei coltellinai maniaghesi”.

Maniago 374 Museo dell arte fabbrile e delle coltellerie

Ma Maniago non è solo coltelli! Ai piedi dei ruderi del castello dell’XI secolo, si sviluppa il centro storico, con piazza Italia, ville e chiese di pregio, come il Duomo dedicato a San Mauro Martire, con all’interno una pala del 1558, attribuita a Pomponio Amalteo, raffigurante il “Redentore e Santi”.

Maniago, Italia square, Friuli Venezia Giulia, Italy, Europe

Ed è anche un luogo di cose buone e uniche, come la Pitina, curiosamente definita “un insaccato che non è insaccato, un salume che non è salume”. Preparata con carne macinata di pecora, capra, montone e, talvolta, di cervo o capriolo, la Pitina nasce dall’esigenza di conservare le carni il più a lungo possibile ed è uno dei fiori all’occhiello della ricca gastronomia friulana.

Sequals 612 Tenuta Fernanda Cappello polenta e pitina

Una volta aromatizzato con sale, pepe, vino, finocchio selvatico e altre erbe, l’impasto di carni viene modellato a forma di grossa polpetta, passato nella farina da polenta e messo ad affumicare anche per 48 ore (si impiegano rigorosamente legni di carpino, nocciolo o faggio). E dopo 40 giorni di stagionatura, ecco questa singolare specialità, che viene solitamente consumata cruda, tagliata a fette sottili o passata in padella con burro e accompagnata a polenta fumante.

Info:   www.dolomitifriulane.info

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