Austria/ Metti Innsbruck nell’Uovo di Pasqua

Scritto da Maurizia Ghisoni | marzo 15, 2018 0

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Antica e moderna, elegante e sobria, nobile e popolare. Innsbruck, capoluogo del Tirolo (Austria), mi appare così in queste giornate di fine inverno, con le due montagne che la cingono incappucciate di neve e la gente infagottata in cappotti e piumini.

Quattro passi nel bellissimo centro storico di origine medievale danno modo di leggerne il profilo ricco e raffinato: chiese gotiche, monumenti rinascimentali, palazzi barocchi e gli edifici più importanti della dinastia asburgica, a cominciare dall’Hoffburg, il Palazzo Imperiale già residenza dei conti del Tirolo, con tanto di Hofkirche, la chiesa di corte, dove fa bella mostra lo sfarzosissimo monumento funebre dell’imperatore Massimiliano I, che qui, in verità, non fu mai seppellito. Ma questa è un’altra storia.

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Continuiamo la nostra passeggiata per le vie del centro, catturando con occhi e obiettivo fotografico meraviglie come la Torre Civica, alta 51 metri, il Duomo di San Giacomo e i suoi imponenti campanili; la Basilica di Wilten e arriviamo sotto quello che è il simbolo vero della città: il Tettuccio d’Oro, Goldenes Dachl per i locali, una loggetta deliziosa ricoperta da 2657 scaglie di rame dorato, fatta costruire nel XVI secolo dall’imperatore Massimiliano I, per smentire le male lingue che lo davano sull’orlo della bancarotta. Ammirare questo piccolo capolavoro quando i raggi del sole illuminano le sue scaglie dorate significa godersi uno spettacolo unico, che non manca di conquistare frotte di turisti. Oggi il palazzo ospita il Museo del Tettuccio d’Oro, dove sono conservati oggetti, documenti e cimeli dell’epoca asburgica.

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Ma Innsbruck è molto amata non solo per l’arte e la cultura, ma anche per lo stile di vita piacevole e raffinato, declinato dai caffè che, nelle giornate di sole, allestiscono i tavolini all’aperto, offrendo agli avventori anche calde e morbide coperte; dai negozi eleganti sulla Maria – Theresien – Strasse; dai teatri, dai locali per il dopocena, soprattutto quelli più trendy consacrati a un pubblico giovane.

E per la sua grande tradizione sportiva e sciistica, che le ha guadagnato l’appellativo di Capitale delle Alpi. Proprio le due montagne che citavo all’inizio, la Nordkette (2334 metri) e il Patscherkofel (2247 metri), regalano ben 300 km di piste e 9 comprensori bianchi, in cui cimentarsi anche a Pasqua e fino a primavera inoltrata. Non è fantastico?

E mentre a monte si scia, in città ci pensa il Mercatino di Pasqua a scaldare l’atmosfera. Dal 22 marzo al 3 aprile, oltre 30 bancarelle riempiono la piazza del Tettuccio d’Oro, proponendo decorazioni particolari, oggetti di artigianato artistico, giocattoli in legno; delizie cotte in una padella gigante e i dolci della tradizione, come la Baumstriezel, la torta a camino di origine ungherese.

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Non c’è, inoltre, angolo o piazza che non sia colorato da uova di Pasqua giganti e sgargianti; mentre bande musicali e gruppi in costume si esibiscono sotto gli occhi curiosi dei turisti.

Come avrete capito, la Pasqua di Innsbruck è più che mai un tuffo nella tradizione, declinata anche dallo schiocco delle fruste degli Aperschnalzer e dal suono dolce delle campanelle dei Grasausläuter, che annunciano la fine dell’inverno.

E se vi interessa scoprire come mai il coniglietto pasquale porta le uova, non avete che da visitare due mostre allestite, rispettivamente, nella cantina barocca del palazzo imperiale Hoffburg: Il coniglio e le sue uova, che racconta curiosità e svela i segreti del tenero animaletto portatore di doni e dolci. E Più furbo del coniglio pasquale, all’interno del Museo dell’Arte Popolare, con notizie interessanti su usanze e tradizioni locali. Capitolo non meno importante, il brunch pasquale, caratterizzato da tante specialità a base di pane, a cominciare dai tipici brezel, dai coniglietti e dalle galline in pasta di pane, che madrine e padrini regalano ai bimbi già dalla domenica delle Palme, fino a una preparazione molto antica, la Forchaz, sorta di focaccia dalle delicate note di anice, che va per la maggiore nei i panifici tradizionali.

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Info: A distanza comoda dal Brennero, Innsbruck è agevolmente raggiungibile sia in auto, autostrade A12 e A13, che in treno, con gli Eurocity DB e OBB, che arrivano alla stazione centrale. Chi preferisce l’aereo può infine contare su un aeroporto con collegamenti internazionali.

Per tutto il periodo del mercatino, è possibile approfittare del pacchetto Pasqua a Innsbruck, a partire da 159 euro a persona. Comprende: due pernottamenti con colazione, caffé e torta per una gustosa merenda all’Alpenlounge Seegrube a 2.000 metri, Innsbruck card per 48 ore.

 Innsbruck Tourismus  www.innbruck.info

                                                                                                                                              Cinzia dal Brolo

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